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A Gioia Tauro è stata smantellata una vasta rete traffico droga padre figlio, con l’arresto di sei persone.
L’operazione, denominata “Smile”, è stata condotta dai carabinieri di Gioia Tauro, con il supporto delle compagnie di Rende (Cosenza) e Taurianova e dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”.
Padre e figlio sono stati individuati come i promotori dell’attività illecita e sono stati condotti in carcere, mentre altri quattro soggetti, ritenuti parte attiva nella logistica e nello smercio al dettaglio, sono stati posti ai domiciliari.
Altre cinque persone sono state denunciate in stato di libertà, una delle quali era già stata rimpatriata nel proprio paese d’origine lo scorso febbraio.
Dettagli dell’indagine e modus operandi
L’indagine, coordinata dalla procura di Palmi, ha permesso di ricostruire una vera e propria “filiera” della droga, attiva a Rosarno e nei comuni limitrofi.
Questa organizzazione era in grado di soddisfare costantemente le richieste di una clientela ampia e fidelizzata.
Gli investigatori hanno evidenziato come il principale indagato, con la collaborazione del padre per la logistica e le consegne, riuscisse a reperire e smerciare lo stupefacente con estrema facilità e rapidità.
La droga veniva occultata in nascondigli domestici improvvisati.
Le contestazioni e i metodi di pagamento
Nell’ordinanza sono stati contestati 225 capi d’imputazione, relativi a singole cessioni e detenzioni di stupefacente.
Le ordinazioni avvenivano telefonicamente, utilizzando un linguaggio criptico per eludere i controlli.
Durante l’inchiesta, i carabinieri hanno sequestrato diverse quantità di droga in undici occasioni distinte e hanno arrestato in flagranza due soggetti.
I pagamenti, oltre che in contanti, venivano effettuati anche tramite bonifici bancari e ricariche su carte Postepay, spesso intestate a prestanome o a familiari degli acquirenti.
Minacce e clima di terrore
Secondo l’accusa, la banda ricorreva a minacce di morte per recuperare i crediti insoluti, generando un autentico clima di terrore tra i debitori.
Questa operazione sottolinea l’impegno delle forze dell’ordine nel contrasto al traffico e allo spaccio di stupefacenti nel territorio calabrese.
Per approfondimenti sulle attività di contrasto alla criminalità organizzata nella regione, si può consultare la notizia relativa al bunker sotterraneo camera di fuga scoperto ad Ardore, nella Locride.
Simili interventi sono cruciali per garantire la sicurezza e la legalità.
Un altro esempio di intervento delle forze dell’ordine a Reggio Calabria riguarda i controlli straordinari polizia zona sud, che evidenziano l’attenzione delle autorità per il controllo del territorio.
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