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Un grave sfregio ambientale è stato scoperto nel cuore della “Sila Piccola”.
I carabinieri del nucleo parco di Monaco hanno individuato una discarica abusiva parco nazionale della Sila, precisamente a Villaggio Mancuso, una nota località turistica montana nel comune di Taverna.
L’operazione ha portato al sequestro dell’area e alla denuncia di due persone alla Procura della Repubblica di Catanzaro.
Il blitz nel cuore dell’area protetta
Il ritrovamento è avvenuto durante un’attività mirata al contrasto dell’abbandono e della gestione illecita di rifiuti.
I carabinieri forestali, con il supporto dei tecnici dell’Arpacal (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria), hanno ispezionato un terreno situato nella “Zona 2” del Parco Nazionale della Sila.
Questa è un’area sottoposta a rigorosi vincoli di massima tutela per la sua importanza naturalistica.
Sul suolo, i militari hanno rinvenuto una notevole quantità di rifiuti speciali e urbani, mescolati pericolosamente senza alcuna protezione per il terreno sottostante.
Tra i materiali abbandonati sono stati catalogati: 1.
Macerie e scarti provenienti da demolizioni edilizie 2.
Imballaggi vari e rifiuti ingombranti 3.
Pneumatici fuori uso 4.
Apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) 5.
Diversi veicoli fuori uso abbandonati al degrado
Scattano i sigilli e le denunce
Al termine degli accertamenti e dei rilievi tecnici, l’intera area è stata posta sotto sequestro probatorio.
Questa misura è stata necessaria per bloccare l’attività illecita e prevenire ulteriori danni a un ecosistema protetto e di altissimo pregio naturalistico.
Le indagini condotte dal Nucleo Parco hanno permesso di identificare i presunti responsabili.
Due persone sono state denunciate a piede libero: si tratta del proprietario del terreno e dell’affidatario dell’area.
Quest’ultimo è ritenuto il responsabile diretto della gestione illecita e dell’accumulo dei rifiuti.
Entrambi dovranno rispondere delle violazioni previste dal Testo Unico Ambientale.
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