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L’indagine della Procura di Roma per inchiesta corruzione e segreto ufficio sul progetto del ponte sullo stretto sta mettendo in luce una serie di forzature e opacità che il Partito Democratico denuncia da tempo.
Le recenti perquisizioni effettuate dal Ros, che hanno coinvolto figure chiave come un ex consigliere di amministrazione della società Stretto di Messina Spa, confermano l’esistenza di zone d’ombra preoccupanti attorno a un’opera che il ministro Matteo Salvini ha trasformato in una bandiera ideologica, ignorando i rischi e i pareri tecnici.
Mentre la magistratura indaga su possibili condizionamenti per l’esame di legittimità della Corte dei Conti sul progetto definitivo, si assiste a uno spettacolo di divisione politica.
Anthony Barbagallo, capogruppo del Pd in commissione Trasporti alla Camera, ha evidenziato come lo scontro tra Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia per il controllo della governance della società dello Stretto dimostri che il Ponte è percepito come un’opportunità di potere, a discapito dei cittadini calabresi e siciliani.
Il clima attorno all’opera è diventato insostenibile, con scorciatoie procedurali che, secondo Barbagallo, stanno mostrando la loro fragilità.
Le denunce di avs e le richieste di chiarezza
Nicola Fratoianni di Avs ha espresso preoccupazione per le indagini che documenterebbero tentativi di condizionare l’esame della Corte dei Conti sull’approvazione del progetto definitivo del Ponte sullo Stretto.
Se confermate, queste condotte sarebbero un fatto clamoroso, che rafforzerebbe le denunce di Avs riguardo a un progetto “inutile e costoso”, con un grave rischio di infiltrazioni di interessi illeciti.
Le parole di angelo bonelli e le richieste al governo
Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde, ha definito la gravità dei fatti emersi dall’inchiesta “inaudita”.
Ha sottolineato i presunti tentativi di condizionare la decisione della Corte dei Conti sulla delibera Cipess relativa al Ponte sullo Stretto di Messina.
Bonelli ha ricordato di aver depositato il sesto esposto integrativo alla Procura di Roma sulle procedure adottate dal Governo, che a suo avviso violano le norme italiane ed europee in materia di appalti e ambiente.
Ha criticato la segretezza con cui il Governo ha gestito la questione, arrivando a negare a un parlamentare gli atti scambiati con la magistratura contabile.
Bonelli ha evidenziato come il Governo abbia forzato ogni passaggio per arrivare alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della delibera Cipess, una scelta che avrebbe fatto maturare diritti in capo alla società costruttrice, esponendo lo Stato al rischio di penali miliardarie.
Ha ricordato che il progetto, valutato nel 1997, è vecchio e privo di valutazioni sismiche aggiornate, con un costo di 14 miliardi di euro interamente a carico dello Stato, mentre in origine prevedeva il 60% di fondi privati.
Il deputato ha concluso chiedendo al Governo di fermarsi immediatamente e di chiarire la situazione.
Ha sollecitato la restituzione dei 14 miliardi di euro agli italiani per destinarli a priorità come sanità, scuola e pensioni.
Per approfondire il tema delle infrastrutture in Calabria, è possibile consultare l’articolo infrastrutture calabresi ponte stretto.
Inoltre, riguardo alle indagini sul ponte, un altro articolo rilevante è ponte sullo stretto procura roma.
La lottizzazione politica e le critiche alla gestione
Le accuse di lottizzazione politica si fanno sempre più pressanti.
La rimozione di un esponente della Lega a favore di un fedelissimo di Fratelli d’Italia per il controllo della società Stretto di Messina è vista come un chiaro segnale di come il progetto sia diventato un terreno di scontro per il potere.
I critici sostengono che questa “folle corsa al consenso elettorale” stia compromettendo la trasparenza e la legalità, a discapito degli interessi dei cittadini.
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