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La consigliera regionale Filomena Greco ha inviato al Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, senatore Roberto Calderoli, una richiesta di valutazione sui profili di illegittimità costituzionale della legge regionale numero 18 del 12 giugno 2026.
Tale legge modifica la precedente normativa del 2023 che istituiva il Consorzio di Bonifica della Calabria.
Questa iniziativa mira a sottoporre all’attenzione del Governo una questione che, secondo la consigliera, presenta criticità simili a quelle già emerse in passato.
La contestazione della legge regionale
La missiva, indirizzata anche alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie, è corredata da un’ampia documentazione.
Tra gli allegati figurano le osservazioni di ANBI, dei sindacati e delle organizzazioni agricole risalenti al 2023, oltre alla Scheda di Analisi Tecnico-Normativa dell’ufficio legislativo del Consiglio regionale del 31 luglio 2023 e gli esiti delle sedute di commissione.
Già nel 2023, infatti, l’approvazione della legge istitutiva del Consorzio unico aveva destato perplessità, con un iter legislativo che si concluse in soli diciassette giorni dal deposito in commissione alla pubblicazione sul BURC.
Le criticità evidenziate nel provvedimento
Le criticità sollevate allora, riguardanti la complessità della materia e i tempi ristretti per gli approfondimenti, non sarebbero mai state affrontate.
Ora, la nuova legge numero 18 del 2026, secondo Filomena Greco, aggrava la situazione eliminando la vigilanza e il controllo regionale sul Consorzio.
Questa decisione è particolarmente preoccupante, considerando che rimangono ancora aperte procedure liquidatorie, rapporti economici contestati, contenziosi non definiti e questioni che coinvolgono direttamente lavoratori e creditori degli enti soppressi.
La consigliera Greco ha sottolineato che la legge in esame cancella il controllo regionale sul Piano di Classifica, strumento fondamentale per la determinazione dei contributi a carico di agricoltori e cittadini.
Inoltre, viene meno la natura demaniale delle opere pubbliche di bonifica, lasciando incerto il regime giuridico delle infrastrutture destinate alla difesa del suolo e alla sicurezza del territorio.
Il provvedimento si discosta anche dall’Accordo Stato-Regioni del 2008, il quale attribuisce alle Regioni un ruolo di vigilanza considerato essenziale per il sistema della bonifica a livello nazionale.
Per tutte queste ragioni, è stata richiesta al Governo una valutazione per l’impugnativa della legge davanti alla Corte Costituzionale.
L’impatto su lavoratori e creditori
La Regione, secondo la consigliera, non può sottrarsi alle proprie responsabilità, soprattutto in un momento in cui le posizioni di lavoratori e creditori necessitano di chiarezza. È proprio questa categoria a risentire maggiormente degli effetti di tali scelte legislative.
Filomena Greco ha assicurato che proseguirà la sua battaglia in ogni sede istituzionale, a tutela degli interessi dei calabresi, per garantire che vengano risolte le questioni pendenti e che non si creino ulteriori disagi.
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