Calabria: il movimento 5 stelle rilancia il salario minimo

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Il movimento 5 stelle in Calabria ha rilanciato con forza la questione del salario minimo consiglio regionale.

Una nuova proposta di legge è stata formalmente depositata in Consiglio regionale dalla consigliera Elisabetta Barbuto.

Il testo è stato assegnato alla terza commissione, competente per la sanità e le attività sociali e formative, per un esame approfondito del merito, e alla seconda commissione, che si occupa di bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero, per il parere necessario.

Il percorso legislativo e i precedenti giurisprudenziali

Il cammino di questa proposta si preannuncia complesso, soprattutto a causa delle perplessità espresse dalla maggioranza di centrodestra e, in particolare, dei recenti orientamenti della Corte costituzionale.

La Consulta, infatti, ha dichiarato illegittima una legge della Regione Toscana che prevedeva un punteggio premiale nei bandi di gara per le aziende che garantivano ai propri dipendenti un compenso di almeno 9 euro l’ora.

Secondo la Corte costituzionale, l’introduzione di criteri salariali a livello locale nei bandi di gara viola i principi di concorrenza a livello nazionale.

Le diverse interpretazioni della Corte costituzionale

È interessante notare come la stessa Corte costituzionale avesse in precedenza espresso un parere differente.

In un caso analogo, relativo a una legge della Regione Puglia, la Consulta aveva rigettato per inammissibilità un ricorso presentato dal Governo, non ravvisando violazioni.

Questa diversità di interpretazioni rende il dibattito sul salario minimo in Calabria ancora più articolato e incerto.

La discussione è fondamentale per affrontare il tema della vulnerabilità sociale e il degrado delle periferie, come anche per il contrasto allo sfruttamento del lavoro.

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Author: Claudia