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Un uomo di 48 anni è stato posto agli arresti domiciliari ad Acri, in provincia di Cosenza, con l’accusa di tentato omicidio in concorso. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Cosenza, Letizia Benigno, ha emesso l’ordinanza di misura cautelare personale. L’indagato è ritenuto il mandante e l’organizzatore di un agguato con fucile avvenuto la sera del 20 novembre 2024 ai danni di un 51enne del posto.
I dettagli dell’agguato ad Acri
L’episodio si è verificato in serata, quando la vittima, rientrando a casa con la propria auto, è stata bersagliata da numerosi colpi di fucile. Questi proiettili, esplosi ad altezza uomo, hanno colpito il parabrezza e il montante del veicolo. Un individuo con il volto coperto, sceso da una Renault grigia, è stato l’esecutore materiale dell’attacco. Tuttavia, la vittima è riuscita fortunatamente a fuggire, scampando alla morte.
Le indagini e le prove raccolte
Le indagini hanno rivelato che l’uomo avrebbe pianificato il crimine, fornendo ai sicari un mezzo logistico: la Renault grigia. Questa vettura, preparata appositamente per l’agguato, era dotata di una targa prova che inizialmente ne rendeva difficile l’identificazione. Nonostante ciò, gli inquirenti sono riusciti a risalire al veicolo incrociando le immagini delle telecamere di videosorveglianza, che mostravano l’auto in perlustrazione prima del delitto, con le verifiche cromatiche e dei dettagli presso la Motorizzazione Civile.
Intercettazioni e precedenti penali
L’impianto accusatorio è stato rafforzato dalle intercettazioni ambientali. Durante queste conversazioni, l’indagato si sarebbe autoaccusato, impartendo ordini per la distruzione immediata dell’auto al fine di cancellare ogni traccia. In una successiva conversazione, ha anche tentato di concordare una versione da presentare agli investigatori in caso di sequestro del mezzo, cercando di coinvolgere una terza persona per precostituirsi un alibi. Il Giudice per le Indagini Preliminari ha sottolineato il concreto rischio che l’indagato possa reiterare reati gravi e violenti. Infatti, l’uomo ha già precedenti penali ed era già detenuto per un altro tentato omicidio avvenuto ad Acri solo un mese dopo rispetto a quello attuale.
La misura cautelare per il tentato omicidio
Di conseguenza, il GIP ha disposto per l’uomo la misura degli arresti domiciliari. Questa decisione mira a prevenire ulteriori azioni criminose, data la gravità dei fatti e la pericolosità sociale dell’indagato. La giustizia prosegue il suo corso per fare piena luce sull’intera vicenda.
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