Confisca da 162 milioni a imprenditori a Catanzaro

Questo post é stato letto 130 volte!

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro hanno eseguito una confisca definitiva di beni a Catanzaro, per un valore complessivo di oltre 162 milioni di euro. Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Catanzaro, riguarda tre noti imprenditori della zona, già coinvolti nell’inchiesta denominata “Coccodrillo”. Questa misura di prevenzione patrimoniale è ora divenuta definitiva, segnando un importante colpo contro le attività illecite.

L’inchiesta “Coccodrillo” e i legami con la ‘ndrangheta

L’indagine “Coccodrillo”, condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catanzaro sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda), aveva rivelato i profondi legami degli imprenditori con le cosche di ‘ndrangheta. In particolare, erano state documentate connessioni con le famiglie Mazzagatti di Oppido Mamertina, Arena di Isola Capo Rizzuto e Grande Aracri di Cutro.

Queste alleanze avevano permesso alle società degli imprenditori di ottenere una posizione dominante nelle forniture di calcestruzzo e nell’acquisizione di importanti commesse nel settore edile, sia pubblico che privato. Allo stesso tempo, tale protezione garantiva l’immunità da pretese estorsive di matrice mafiosa.

Le attività investigative e le condanne

Le indagini precedenti avevano già evidenziato tentativi di infiltrazione mafiosa nei lavori di ammodernamento del tratto Pizzo Calabro – Cosenza dell’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria. In quell’occasione, era stato documentato un summit interprovinciale di ‘ndrangheta proprio presso un cantiere gestito dagli imprenditori in questione. Al termine del procedimento “Coccodrillo”, gli imprenditori sono stati riconosciuti colpevoli, a vario titolo, di reati come concorso esterno in associazione mafiosa, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori ed estorsione.

Le condanne definitive variano da 3 anni a 8 anni e 10 mesi di reclusione. Questi illeciti hanno portato al loro inquadramento tra i soggetti socialmente pericolosi.

Il patrimonio confiscato e le indagini economiche

Gli approfondimenti economico-patrimoniali, condotti dagli investigatori del Gico del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Catanzaro, hanno rivelato un ingente patrimonio intestato agli indagati e ai loro familiari. Inoltre, è emersa la disponibilità di numerose società e consorzi, spesso gestiti tramite “prestanome”, il cui valore risultava sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. Come abbiamo riportato in passato, la Guardia di Finanza è costantemente impegnata in operazioni di questo tipo, a tutela della legalità e della trasparenza economica.

Per un esempio di un’altra operazione simile, è possibile consultare l’articolo sul cambio al comando della Guardia di Finanza a Castrovillari.

Leggi anche:

Questo post é stato letto 130 volte!

Author: Consuelo