Accessi vascolari ministero salute, Siav riconosciuta

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Parte dalla Calabria una significativa innovazione nel campo della medicina: la Società italiana accessi vascolari (Siav) ha ottenuto il riconoscimento ufficiale dal Ministero della Salute. Questa realtà, nata con l’obiettivo di migliorare la gestione degli accessi vascolari, è ora un patrimonio multidisciplinare a livello nazionale. La Siav è stata infatti inserita nell’elenco delle società scientifiche e delle associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie riconosciute dal Ministero, segnando un importante traguardo.

La rete nazionale degli accessi vascolari

La Siav ha rapidamente sviluppato una rete capillare su tutto il territorio italiano, coinvolgendo numerosi professionisti sanitari. In Piemonte, la rete è rappresentata da figure come Baudolino Mussa e Silvia Testa, mentre in Lombardia spicca Giuseppe Caravella. Il Veneto vede l’impegno di Renato Moresco e del Picc Team vicentino, e in Liguria operano Francesco Ursino e Stefano Tipa.

Il gruppo si estende poi in Toscana con Giovanni Giacomini e nel Lazio con Giacomo Morano. In Abruzzo, Alessandro Ferrieri e Anastasia Fusco sono i riferimenti, seguiti in Puglia da Giuseppe Civetta. La Campania è rappresentata da Giovanni Conte e Giuseppe Prata, e la Basilicata da GianVito Corona. In Calabria, la regione d’origine, i rappresentanti includono Santo Soluri, Paolo Marinaro, Carmelo Buda, Lorenzo Malaspina, Giuseppe Casile e Giovanna Cavaliere.

Chiudono la rete Marco Vidili in Sardegna e Vincenzo Modera in Sicilia.

Un traguardo frutto di un grande lavoro

Pietro Maglio, presidente della Siav, ha commentato questo successo, definendolo “la coronazione di un lavoro imponente e condiviso”. La società ha superato la quota di mille soci e professionisti coinvolti nella rete Siav, un dato che certifica una crescita rapida e significativa. Questo doppio traguardo dimostra il passaggio da una realtà regionale a una presenza nazionale consolidata.

La Siav è una società scientifica multidisciplinare che riunisce medici, infermieri e altri professionisti sanitari. Tutti sono impegnati nella ricerca, nell’impianto, nella gestione e nel monitoraggio dei dispositivi di accesso vascolare. La missione principale della società è “superare la frammentazione delle competenze e costruire una cultura condivisa degli accessi vascolari”. In pochi mesi, questa esperienza nata in Calabria è diventata una rete diffusa in molte regioni italiane.

Il ruolo della formazione e del congresso nazionale

“Il bisogno di rigore scientifico, formazione continua e multidisciplinarietà era fortissimo”, ha sottolineato Maglio. Il progetto, nato in Calabria, ha ricevuto il sostegno di tutte le aziende sanitarie e ospedaliere, compresa l’Aou Dulbecco di Catanzaro con il direttore generale Simona Carbone, e del mondo accademico, con i professori Garofalo, Bruni e Longhini. Questo supporto ha generato “un forte vento che ha unito oltre mille professionisti da ogni parte d’Italia”.

Il riconoscimento ministeriale giunge a un mese dal secondo congresso nazionale Siav. L’evento si terrà a Vicenza il 15 e 16 ottobre, con il titolo “Oltre il dispositivo: la nuova era degli accessi vascolari tra scienza, organizzazione e cura”. Il congresso sarà dedicato alle principali evoluzioni cliniche e tecnologiche del settore, offrendo un’occasione importante di confronto. Tra i temi in agenda, verrà affrontato anche il rapporto tra intelligenza artificiale e accessi vascolari, con una riflessione sul ruolo delle nuove tecnologie nella pratica clinica.

Per ulteriori informazioni sugli sviluppi nel campo della salute, è possibile consultare altri articoli sul settore sanitario.

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Author: Consuelo