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La Calabria si posiziona al 19° posto in Italia per retribuzioni, con una media di 28.400 euro. Tuttavia, emerge un dato significativo: la provincia di Reggio Calabria ha conquistato un primato nazionale nella tenuta del potere d’acquisto, come rivelato dal JP Geography Index. Questa analisi sui dati degli stipendi in Calabria potere acquisto mostra un quadro complesso, dove le province settentrionali della regione, come Cosenza e Crotone, registrano le retribuzioni più basse.
La mappa dei salari in Calabria
L’Osservatorio JobPricing ha evidenziato come i compensi siano generalmente più elevati al Nord, con la Lombardia in testa. A livello nazionale, la retribuzione globale annua media nel 2024 è di 32.402 euro, in crescita del 3,1% rispetto all’anno precedente. Questo incremento segna una ripresa salariale dopo anni di stagnazione.
Nella classifica regionale, la Calabria si colloca al 19° posto con una retribuzione media di 28.400 euro, precedendo solo la Basilicata. Tuttavia, è interessante notare come la perdita netta di potere d’acquisto nella regione sia stata del -3,5% nell’ultimo decennio (2015-2024), un dato significativamente migliore rispetto alla media nazionale (-11,3%).
Le differenze tra le province Calabresi
All’interno della Calabria, esistono marcate differenze tra le province. Catanzaro si posiziona come la provincia con le retribuzioni più alte, al 74° posto nella classifica nazionale con una media di 29.342 euro. Reggio Calabria segue all’81° posto con 28.866 euro, mentre Vibo Valentia è all’83° con 28.711 euro.
Le province di Cosenza e Crotone si trovano invece nella fascia più bassa della classifica nazionale. Cosenza occupa il 105° posto con 26.902 euro, e Crotone il 106° (penultimo) con 26.011 euro. Queste due province hanno perso terreno rispetto alle rilevazioni degli anni precedenti, evidenziando una crescente disparità economica all’interno della regione.
Il primato di Reggio Calabria sul potere d’acquisto
Il dato più rilevante del report riguarda la provincia di Reggio Calabria. Nell’analisi sull’impatto dell’inflazione decennale (2015-2024), Reggio Calabria si è classificata al 1° posto in Italia per la tenuta del potere d’acquisto. In questo periodo, a fronte di un’inflazione del 18,5%, le retribuzioni medie a Reggio Calabria sono cresciute del 19,5%, generando un differenziale positivo dell’1,1%.
Questa performance è eccezionale nel panorama italiano. Insieme a Campobasso e Potenza, Reggio Calabria è uno dei pochi capoluoghi in cui non si è registrata una reale perdita della capacità di spesa. Questo contrasta nettamente con città come Milano o Bolzano, che hanno subito erosioni significative del potere d’acquisto. La Biennale dello Stretto e altri investimenti potrebbero contribuire a mantenere questo trend positivo per la città.
Il report sottolinea come fattori quali il costo della vita e la specializzazione industriale influenzino profondamente il valore di mercato delle professioni nei diversi territori. La capacità di Reggio Calabria di mantenere stabile il potere d’acquisto dei suoi lavoratori rappresenta un dato incoraggiante per il futuro economico della provincia.
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