Catanzaro: archiviazione indagine appalti sanità pubblica

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Catanzaro, 18 giugno 2026 – Una parte significativa dell’inchiesta “Sartoria”, che ipotizzava illeciti nella gestione degli appalti nella sanità pubblica, in particolare nel territorio di Catanzaro, è stata archiviata.

Il giudice per le indagini preliminari (Gip) Gilda Danila Romano ha motivato il decreto con la “insussistenza di elementi per fondare un’accusa che possa trovare valido sbocco ed esito processuale”, determinando così l’archiviazione indagine appalti sanità.

Le figure scagionate dall’inchiesta

Tra le figure la cui posizione è stata archiviata figura Antonio Armentano, all’epoca direttore del reparto di Neuroradiologia dell’ospedale di Reggio Calabria.

Era stato coinvolto nell’indagine in qualità di componente del Tavolo tecnico della Stazione unica appaltante Calabria, per una procedura aperta riguardante la fornitura di un sistema integrato per le aziende sanitarie regionali.

Armentano, difeso dagli avvocati Franco Sammarco e Anna Spada, aveva già fornito documentazione esplicativa in sede di interrogatorio, ottenendo in seguito la revoca della misura interdittiva.

Archiviate le posizioni di altri indagati

Anche Michelina Graziano, funzionario dell’Asp di Cosenza incaricata di predisporre la bozza del capitolato tecnico di gara per il medesimo capo d’imputazione, ha visto accolta la richiesta di archiviazione da parte del Gip.

Il procedimento si è concluso anche per Francesco Bonacci, membro della commissione di gara per l’appalto delle tecnologie radioterapiche destinate all’Università Magna Græcia (Umg) di Catanzaro.

Per lui sono state archiviate le ipotesi di turbata libertà degli incanti, corruzione e truffa.

Analogamente, le accuse per la stessa vicenda sono state archiviate per gli imprenditori nel settore delle apparecchiature sanitarie, Marco Caruso e Andrea Giannini.

Per Gianluca Marino, responsabile unico del procedimento (rup) della procedura negoziata per la manutenzione dei sistemi radiologici del policlinico Mater Domini di Catanzaro, è stata archiviata l’accusa di turbata libertà degli incanti.

A questa si aggiunge l’archiviazione per Giuliano Taddeo, specialista di un’azienda fornitrice di prodotti sanitari.

Le accuse di corruzione e il loro esito

Un’altra ipotesi di corruzione riguardava Paolo Urzino, dirigente dell’Asp di Catanzaro, indagato insieme a un agente di commercio, Ciro Oliviero.

L’accusa iniziale sosteneva che Urzino avesse favorito Oliviero in una gara per la fornitura di sistemi analitici per i test del sangue, in cambio di sostegno elettorale per le elezioni comunali di Montepaone del 2020.

Tuttavia, questa ipotesi non ha trovato riscontro nelle indagini successive e la posizione di Urzino è stata archiviata.

È stata archiviata anche un’ulteriore accusa di corruzione che coinvolgeva Oliviero e una dottoressa del policlinico di Catanzaro, Vittoria Celi.

Secondo l’accusa originaria, la dottoressa avrebbe favorito l’azienda di Oliviero in cambio dell’assunzione della figlia.

Anche in questo caso, le indagini non hanno confermato l’ipotesi.

La decisione del Gip chiude dunque una parte rilevante di un’inchiesta complessa, sottolineando la necessità di prove concrete per sostenere le accuse in un procedimento giudiziario.

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Author: Consuelo