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Ieri sera, Reggio ha abbracciato la sua Reggina. Arena dello Stretto gremita in ogni ordine di posto, cuore pulsante e voglia di tornare grande. Non una semplice presentazione, ma una dichiarazione d’amore. Sul palco, Santo Palumbo e Gennaro Calabrese, la musica di Raffaello con l’inno diventato da lui composto, diventato famoso ed icona amaranto “Vai Reggina”, e poi loro: tutta la rosa di mister Marchionni, e il suo staff, con in testa lo storico fott. Pasquale Favasuli, chiamati davanti alla città.
Il tecnico di Monterotondo, scelto per quel suo spirito da guerriero, riferendosi ai suoi ragazzi ha detto:
“È un gruppo che mi rispecchia, vuole lavorare, si rispetta. Anche chi non gioca fa il tifo per il compagno. È da lì che parte una stagione”.
Poi, a prendersi la scena, è stato il patron Claudio Lotito. Tra battute, sorrisi e il suo inconfondibile stile, Lotito, ha così esordito: “Ringraziate il sindaco se sono qui…Io e lui siamo persone del fare…Noi vogliamo persone che hanno voglia di fare, iosono un combattente fino alla fine…Con Lotito risultato garantito: questo è lo slogan che mi accompagna da sempre”.
E ancora, rivolgendosi ai calciatori: “Guardate questo scenario…Avete la responsabilità di portare questa città nel calcio che conta. Dovete ridare il sorriso a questa gente”.
Niente fronzoli. Solo orgoglio, appartenenza e determinazione: “La società, ha ricordato, fa la sua parte, ora tocca a voi. Portate un impermeabile, estate e inverno, per farvi scivolare addosso le maldicenze”.
E poi gli annunci che hanno fatto esplodere l’Arena: “Arriveranno altri quattro colpi importanti – un portiere, un difensore, un centrocampista e un attaccante…E una promessa alla città: “Manderemo in diretta tutte le partite, anche quelle del settore giovanile”.
L’obiettivo è uno solo, chiaro, scolpito nel cielo amaranto di ieri sera: “lasciarsi alle spalle la Serie D e restituire a Reggio il palcoscenico che la sua storia merita”.
La Reggina è la cura, non la malattia. E la cura è ricominciata ieri, sotto le stelle dell’Arena.
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