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Franco Corbelli, leader del Movimento Diritti Civili, ha lanciato un appello a Papa Leone affinché, dopo la sua visita a Lampedusa, si rechi anche a Tarsia per visitare il costruendo cimitero internazionale dei migranti.
Questa iniziativa mira a dare sepoltura e dignità alle numerose vittime dei naufragi nel Mediterraneo.
Corbelli ha sottolineato come la tappa a Tarsia rappresenterebbe un “ponte ideale tra Lampedusa e Tarsia”, unendo due luoghi simbolo della tragedia migratoria.
L’appello di Corbelli e il significato del cimitero
L’invito di Corbelli giunge dopo l’apprezzamento per la visita del Pontefice a Lampedusa, un momento in cui è stato richiamato il ruolo e le responsabilità dell’Europa nella gestione del fenomeno migratorio.
Il cimitero, attualmente in fase di realizzazione a Tarsia, sarà intitolato al piccolo Alan Kurdi, simbolo delle vittime innocenti del mare.
La scelta di Tarsia non è casuale; infatti, il cimitero sorgerà nei pressi dell’ex campo di internamento di Ferramonti, un luogo già carico di significato storico e umano, rafforzando così il valore simbolico dell’opera.
Ripresa dei lavori e sostenibilità del progetto
Il progetto del cimitero internazionale dei migranti è sostenuto dalla Regione Calabria e realizzato dal Comune di Tarsia.
I lavori erano stati avviati in precedenza, ma avevano subito un’interruzione a causa della pandemia e dell’esaurimento dei fondi iniziali.
Fortunatamente, nell’ottobre dello scorso anno, la costruzione ha potuto riprendere grazie a un nuovo finanziamento regionale, garantendo la continuità di un’opera fondamentale per la memoria e la dignità delle vittime.
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