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La Calabria si prepara a una rivoluzione nel settore dei trasporti, puntando sulla mobilità dolce in Calabria come chiave di sviluppo per i borghi e le aree interne. Un ambizioso progetto mira a trasformare le linee ferroviarie dismesse e attive in ecosistemi di bellezza diffusa, promuovendo un turismo sostenibile e valorizzando il patrimonio paesaggistico e storico della regione. Questa iniziativa, che si inserisce in un contesto nazionale, vede le ferrovie come infrastrutture vitali per connettere territori e comunità.
Ferrovie e sviluppo sostenibile: un modello nazionale
Il dibattito sulla mobilità dolce e sostenibile è al centro delle politiche di sviluppo, come evidenziato dal position paper “Mobilità dolce e sostenibile per lo sviluppo di borghi e aree interne”. Questo documento, promosso da Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e dall’Alleanza per la Mobilità Dolce (AMODO), sottolinea il ruolo cruciale della ferrovia come motore di sviluppo. L’obiettivo è trasformare le stazioni in hub multimodali, integrando treni, percorsi ciclabili e cammini.
L’Atlante della Mobilità Dolce rivela che circa il 10% delle stazioni RFI si trova a meno di 2,5 chilometri da un borgo d’eccellenza, un potenziale enorme per la crescita turistica.
L’ultimo miglio: connettere stazioni e territori
La sfida principale è l’integrazione dell'”ultimo miglio”. Non basta che il treno arrivi in stazione; è fondamentale che il viaggiatore possa proseguire il suo viaggio a piedi o in bicicletta su percorsi sicuri, illuminati e ben segnalati, che colleghino direttamente il binario al centro storico o al sentiero naturalistico. RFI prevede una riqualificazione dei fabbricati viaggiatori, trasformando le aree ferroviarie in piazze attive dotate di ciclostazioni, depositi bagagli e punti di ricarica per e-bike, oltre che centri di promozione per i prodotti locali.
In questo modo, la stazione diventa un vero e proprio motore economico per il borgo.
La Calabria tra linee storiche e nuove greenways
Nel contesto calabrese, la spina dorsale di questa trasformazione è la storica linea Lagonegro–Spezzano Albanese delle ex Ferrovie Calabro Lucane, costruita a partire dal 1915. Questa “ferrovia-monumento”, che attraversava il massiccio del Pollino con viadotti e gallerie elicoidali, sta rinascendo come ciclovia. Il versante lucano è già una realtà con la Lagonegro-Rotonda, mentre la Calabria ha già trasformato in greenway i 7 km tra Castrovillari e Morano Calabro. Il tratto Mormanno-Papasidero, recentemente finanziato con 3,5 milioni di euro, completerà in futuro questa via verde.
Ciclovie, treni turistici e recupero delle ex linee Taurensi
Questa operazione si inserisce in una pianificazione regionale più ampia, dove la Ciclovia dei Parchi della Calabria rappresenta l’asse portante. Sul versante ionico, il Programma Regionale FESR 2021-2027 prevede la riconversione della tratta Soverato-Chiaravalle in una “greenway di connessione” tra il mare e le colline delle Serre. Nel Parco Nazionale della Sila, la tratta Cosenza – San Giovanni in Fiore è percorsa dal Treno della Sila, offrendo un’esperienza turistica unica.
Anche la linea tirrenica RFI, nel tratto che tocca Tropea e la Costa degli Dei, funziona come corridoio ferroviario ordinario e come esperienza turistica organizzata, con iniziative come il “Treno degli Dei”.
La rete a scartamento ridotto offre un sistema capillare per i collegamenti interni, in particolare nella Piana di Gioia Tauro, un’area ricca di uliveti monumentali. Le ex linee Taurensi, che collegavano l’entroterra alla Costa Viola, sono state riconosciute di interesse culturale e si discute ora di ripristinarle come metro leggera per la mobilità dei cittadini.
La Calabria, con le sue linee costiere attive, segmenti ferroviari turistici in montagna e corridoi dismessi, ha un potenziale enorme per lo sviluppo della mobilità dolce, trasformando piccoli centri fuori dagli itinerari tradizionali in autentiche sorprese turistiche. Per ulteriori informazioni sul paesaggio urbano e le iniziative di valorizzazione, è possibile consultare l’articolo sulla Biennale dello Stretto a Reggio Calabria.
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