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La Calabria si trova in una fase di stagnazione economica, come evidenziato dall’ultima analisi dell’Ufficio Studi Confcommercio che indica la calabria ferma economia consumi.
Questa situazione è aggravata da una povertà crescente, che si manifesta in nuovi bisogni e miserie, ulteriormente esacerbate dalla pandemia di Covid-19, dalla crisi energetica e dalle speculazioni dei mercati internazionali.
La regione, insieme alla Basilicata, si posiziona all’ultimo posto per la crescita economica prevista nel 2026.
Crescita del PIL e consumi delle famiglie: i dati Confcommercio
L’Ufficio Studi Confcommercio ha assegnato alla Calabria la “maglia nera” per quanto riguarda le previsioni di crescita economica.
Infatti, il Prodotto Interno Lordo (PIL) regionale dovrebbe registrare un incremento minimo, fermandosi allo 0,6%.
Allo stesso modo, i consumi delle famiglie mostrano un andamento estremamente debole, con una crescita prevista di appena lo 0,5%.
Questo dato rappresenta il risultato più modesto a livello nazionale.
Le ragioni della stagnazione economica Calabrese
Diversi fattori contribuiscono a questa prolungata crisi economica.
Il contesto globale, segnato da conflitti e incertezze, ha un impatto significativo anche a livello locale.
La crisi energetica ha comportato un aumento dei costi per le imprese e per le famiglie, riducendo ulteriormente il potere d’acquisto e frenando la spesa.
Inoltre, lo spopolamento e la mancanza di investimenti strutturali continuano a rappresentare ostacoli considerevoli per lo sviluppo della regione.
La combinazione di questi elementi crea un circolo vizioso che rende difficile per la Calabria uscire dalla stagnazione.
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