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Il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, è stato posto agli arresti domiciliari nell’ambito di un’operazione condotta dai Carabinieri del Ros e dal Comando provinciale di Cosenza. L’accusa principale riguarda un presunto scambio di voti in cambio assunzioni, che avrebbe coinvolto anche un affiliato alla ‘ndrangheta. Si ipotizza un accordo per ottenere sostegno elettorale in cambio di favori.
L’indagine e le accuse principali
Secondo l’accusa, Annibale Matalone, ritenuto legato a una cosca di Rossano e attualmente in carcere, si sarebbe impegnato a condurre la campagna elettorale a favore del sindaco Stasi. Questo sarebbe avvenuto tramite Vincenzo Curia, ora ai domiciliari. In cambio, Matalone avrebbe ricevuto la promessa di un’assunzione per sé e per i suoi familiari presso il Comune o enti collegati. Le indagini si sono concentrate su intercettazioni e immagini di videosorveglianza.
Intercettazioni chiave e promesse di lavoro
Nelle intercettazioni, Matalone avrebbe espresso il desiderio di una “fatighedda”, ovvero un posto di lavoro normale, in cambio del suo appoggio elettorale. Un dialogo del 6 maggio 2024, riportato dal Gip, rivela l’interesse di Stasi a contattare Matalone per le elezioni comunali. Matalone si sarebbe dichiarato disponibile a procacciare voti, a patto che gli fosse garantito un impiego, specificamente presso il cimitero comunale. Curia avrebbe inoltre riferito che Stasi conosceva Matalone da tempo come suo sostenitore.
I contatti e la raccolta di voti
Le carte dell’indagine documentano un ulteriore contatto il 16 maggio, quando Curia avrebbe chiesto a Matalone di raggiungerlo vicino al comitato elettorale del sindaco. I due sono stati ripresi da telecamere mentre parlavano in strada. Sebbene non sia stato ripreso un incontro diretto tra il sindaco e gli altri due, Matalone è stato intercettato qualche giorno dopo mentre affermava: “io lo voto e lo faccio votare a Stasi… una ventina di voti glieli ho arrangiati…”. Questi elementi, secondo il Gip, costituiscono gravi indizi a carico degli indagati.
Per approfondire la situazione politica locale, è possibile consultare un articolo precedente sul blitz anti ‘ndrangheta a Corigliano che ha coinvolto il sindaco.
La strategia comunicativa e i rischi
Gli investigatori ritengono che lo scambio di informazioni tra Matalone e Stasi avvenisse principalmente tramite Curia, evitando l’uso del telefono, considerato troppo rischioso. Questo dimostra una consapevolezza dei rischi legati alle comunicazioni dirette e una preferenza per canali meno tracciabili. La vicenda solleva interrogativi sulla trasparenza delle campagne elettorali e sui meccanismi di influenza nella politica locale.
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