Vibo Valentia: truffa riciclaggio e minacce mafiose, smantellata banda

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Promettevano rendimenti elevati a professionisti e risparmiatori, attirandoli con serate esclusive per guadagnare la loro fiducia.

Dietro la facciata di una solida rete di società specializzate nel sub-noleggio di supercar, si celava in realtà un’associazione a delinquere dedicata a truffa riciclaggio e minacce mafiose, oltre all’esercizio abusivo di attività finanziaria.

Questo sistema fraudolento è stato smantellato l’11 giugno 2026 grazie a un’operazione congiunta della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato di Bergamo.

I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e gli agenti della Squadra Mobile, coordinati dalla Procura della Repubblica locale, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare per nove individui residenti nelle province di Bergamo, Brescia, Firenze, Mantova, Monza Brianza e Vibo Valentia.

Contestualmente, è stato effettuato un sequestro preventivo per equivalente di oltre 1,6 milioni di euro a carico degli indagati e delle loro imprese.

Lo schema ponzi e il riciclaggio internazionale

Il meccanismo criminale, meticolosamente ricostruito dagli investigatori, ricalcava il noto “schema Ponzi”.

Ai clienti veniva proposto di versare una quota cauzionale in cambio di guadagni mensili costanti, stimati tra il 2% e il 3%.

Questi profitti avrebbero dovuto derivare dal sub-noleggio di auto di lusso appartenenti a una concessionaria del Bresciano.

I contratti presentavano clausole che menzionavano fondi comuni di investimento fittizi.

Tuttavia, le società coinvolte non solo non erano autorizzate alla gestione del risparmio, ma erano anche completamente sconosciute agli albi degli organi di vigilanza finanziaria.

I capitali sottratti alle vittime con la truffa riciclaggio e minacce mafiose finivano in una complessa rete di società di comodo intestate a prestanome.

Per giustificare l’enorme flusso di denaro, l’organizzazione emetteva fatture per operazioni inesistenti.

Una volta “ripuliti”, i fondi venivano trasferiti su conti personali e conti correnti esteri, in particolare in Irlanda e Slovenia.

Il raggiro del finto canile a Roma

Tra gli episodi più deplorevoli emersi dall’indagine vi è il raggiro ai danni di una donna, erede di un cospicuo patrimonio.

I truffatori hanno sfruttato il suo desiderio di fondare un rifugio per cani abbandonati.

Per conferire un’apparenza di serietà all’operazione e sottrarle il denaro, uno dei membri della banda ha persino accompagnato la vittima presso uno studio notarile a Roma per registrare formalmente l’attività.

Subito dopo la firma dell’atto, l’indagato è riuscito a impossessarsi dell’assegno destinato al capitale sociale, facendolo confluire nelle casse dell’organizzazione criminale.

Minacce e violenze: la spirale della paura

L’inchiesta ha rivelato un’escalation criminale da parte della banda quando il meccanismo ha iniziato a mostrare crepe e alcune vittime hanno richiesto la restituzione dei propri risparmi.

Per intimidire i clienti, il gruppo ha reclutato due soggetti di origine calabrese.

Da quel momento, le richieste di chiarimento sono state liquidate con minacce di morte, violenze fisiche ed estorsioni.

Gli investigatori hanno documentato una vera e propria spedizione punitiva contro un investitore, brutalmente picchiato dai sodali.

All’uomo è stata sottratta una Lamborghini che il gruppo gli aveva affidato, costringendolo inoltre a pagare una penale per presunti danni al veicolo.

Le intercettazioni hanno rivelato la brutalità delle intimidazioni: “Se entro l’una non sei qua, vengo, ti prendo e ti stacco la testa”.

In un’altra circostanza, gli indagati si sono rivolti direttamente alla moglie di una vittima: “Se vostro marito non paga, lo incappuccio, lo metto nel cofano della macchina e lo porto in Calabria alla cava”.

La polizia di stato di Reggio Calabria ha recentemente intensificato le misure prevenzione contro la criminalità organizzata.

Anche a Vibo Valentia, il contrasto a fenomeni come la truffa finto carabiniere è una priorità, come dimostrano i recenti arresti.

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Author: Claudia