Ultime notizie
Vibo Valentia

Nicotera, festival dell’ospitalità contro lo spopolamento

Questo post é stato letto 3310 volte!

A Nicotera, in provincia di Vibo Valentia, si terrà dal 10 al 13 settembre 2026 il Festival dell’Ospitalità, un evento che si propone di analizzare e discutere il rapporto tra turismo, territorio e comunità. L’iniziativa, organizzata da Progetti Ospitali APS, mira a esplorare come i luoghi possano essere abitati e custoditi prima ancora di essere trasformati in un mero prodotto turistico.

[ SPAZIO PUBBLICITARIO ]

L’evento rappresenta un’importante occasione di confronto sui nuovi modelli di sviluppo dei territori, con un’attenzione particolare ai temi dello spopolamento e all’impatto dell’intelligenza artificiale.

Spopolamento e strategie per le aree interne

Il festival si aprirà giovedì 10 settembre a Casa Comerci con la proiezione del cortometraggio “Vivo al Sud. Nicotera: persone, turismo, ospitalità”, a cui seguirà un dibattito sullo spopolamento delle aree interne.

Questo confronto vedrà la partecipazione di esperti e rappresentanti istituzionali, tra cui Fabrizio Minnella, responsabile comunicazione di Fondazione Con il Sud, Gianluca Gallo, assessore regionale all’Agricoltura, Aree Interne e Minoranze Linguistiche, e Giorgio Ruggeri del progetto Santi Paduli. L’obiettivo è analizzare le sfide e le opportunità per invertire il fenomeno dello spopolamento, proponendo soluzioni innovative e sostenibili.

Tecnologia e artigianato nel cuore del festival

Da venerdì 11 a domenica 13 settembre, il festival dell’ospitalità proseguirà con un ricco programma di talk e laboratori gratuiti. Il sabato sarà dedicato al rapporto tra tecnologia, comunità e artigianato.

In particolare, il Duo Talk “AI: restare umani mentre tutto accelera” vedrà Fabio Pasqualetti dell’Università Pontificia Salesiana e Michele Kettmajer (autore de La Coscienza delegata) discutere l’equilibrio tra l’automazione nei processi di accoglienza e l’importanza del capitale umano. Inoltre, si affronteranno temi come la gestione del futuro di un territorio e la valorizzazione dei saperi artigianali che si oppongono alla produzione in serie.

Sostenibilità e filiere locali

La giornata di domenica si concentrerà sulla terra e sulle filiere produttive locali con il dibattito “Salvare un seme, nutrire un’economia”. Marcello Manti dell’Osteria del Tipico Calabrese e Salvatore Ciociola, responsabile nazionale Presidi Slow Food Italia, analizzeranno le tensioni attuali nel mercato agricolo. Essi discuteranno l’importanza di custodire la biodiversità locale e renderla economicamente sostenibile per i produttori.

Laboratori e esperienze immersive

Accanto ai momenti di discussione, il festival offrirà due laboratori pratici. Il GAL Terre Vibonesi aprirà una fase di co-progettazione per il Marchio Territoriale di Qualità, coinvolgendo i produttori del settore agroalimentare.

Un altro laboratorio, guidato da Stefano Ravelli, Destination Manager e presidente dell’Italy Working Alliance for GSTC, sarà rivolto a responsabili di governance territoriale per sviluppare schede personalizzate sulla sostenibilità delle destinazioni.

Venerdì mattina sono previsti anche Innovation Bridge, un incontro tra imprese e startup travel-tech, e la sessione formativa “Controtempo Digitale”, guidata da Tommaso Castelli di Untracked Italy, per riflettere sul ritmo di vita nell’era della connessione permanente.

Momenti di convivialità e tradizione

Il programma include anche esperienze radicate nel territorio, come “Cartalana”, un laboratorio di filatura della carta, e “Orizzonti Lenti: il Gozzo degli Dei”, una navigazione tradizionale lungo la Costa degli Dei. Venerdì sera, “Gusto Ospitale” trasformerà la piazza in un contest di cucina mediterranea comunitaria, valorizzando i grani antichi dell’Aspromonte.

Un approccio “controtempo” per il turismo

Francesco Biacca, tra i fondatori e Project Manager del Festival dell’Ospitalità, ha sottolineato l’importanza di un approccio “controtempo”. Questo significa non rifiutare lo sviluppo, ma smettere di subire un ritmo estrattivo imposto dall’esterno. A Nicotera, l’evento non vuole essere una vetrina perfetta, ma un laboratorio di sperimentazione continua.

L’ospitalità è intesa come una pratica di armonia, utile a riprendere il controllo sul tempo dei territori e prevenire che l’industria consumi le comunità che dovrebbe rigenerare.

Il festival si concluderà domenica 13 settembre con il Pranzo della Domenica in Piazza dell’Immacolata. Questo rito, co-organizzato dalla comunità di Nicotera, prevede che una quarantina di famiglie locali cucinino per gli ospiti, utilizzando esclusivamente prodotti stagionali a filiera corta.

Si tratta di un’operazione rigorosa di sostenibilità e lotta allo spreco alimentare, con il cibo in eccedenza recuperato e devoluto alla Protezione Civile e alla Caritas locale. Tutte le attività sono a ingresso gratuito, ma richiedono prenotazione obbligatoria per i posti limitati. Per maggiori dettagli, il programma completo è disponibile sul sito ufficiale del festival.

Un esempio di come la comunità locale si mobiliti per il territorio è stato anche il cantiere per l’apertura delle scuole a Vibo Valentia, segno di un impegno diffuso.

potrebbe interessarti anche

Questo post é stato letto 3310 volte!