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La docuserie “World Wide Mafia”, incentrata sul procuratore Nicola Gratteri e sulla ‘ndrangheta, è stata rimossa dalla piattaforma Disney+ dopo essere andata in onda il 20 maggio scorso.
La sospensione è avvenuta a seguito di una diffida legale presentata dal pentito Emanuele Mancuso, il quale ha lamentato il mancato rispetto delle precauzioni necessarie a salvaguardare la sua incolumità.
La vicenda ha sollevato interrogativi sulla gestione delle testimonianze sensibili e sulla sicurezza dei collaboratori di giustizia.
Le ragioni della sospensione della docuserie
La decisione di rimuovere la puntata è stata presa dopo che il pentito Emanuele Mancuso, originario di Nicotera e membro del clan Mancuso di Limbadi, ha inviato una diffida alla produzione della docuserie.
Attraverso il suo avvocato, Antonia Nicolini, il collaboratore ha espresso preoccupazione per il fatto che non fossero state adottate tutte le misure di sicurezza necessarie.
Tra le precauzioni richieste vi erano il cambio della voce e accorgimenti nelle inquadrature per evitare che potesse essere riconosciuto, compromettendo la sua nuova identità e la località protetta in cui vive da anni.
La sua collaborazione con la giustizia ha fornito dettagli cruciali sui “fatti e misfatti” del potente clan di Limbadi.
Il ruolo della commissione e le prospettive future
La Commissione centrale per i collaboratori di giustizia aveva autorizzato l’intervista di Emanuele Mancuso solo a condizione che fossero garantite la sua totale sicurezza e la mancata riconoscibilità della sua fisionomia.
La revoca della liberatoria da parte del collaboratore ha quindi portato alla sospensione della docuserie.
Il regista, James Charmelot, e le case di produzione Disney+ e Abc Movie dovranno ora provvedere all’oscuramento del volto del collaboratore per poter eventualmente riproporre la docuserie.
La vicenda sottolinea l’importanza di bilanciare la narrazione giornalistica con la protezione di chi sceglie di collaborare con la giustizia.
Per un approfondimento sulle vicende che riguardano la provincia di Vibo Valentia, si può consultare l’articolo sui fondi sottratti al comune di Vazzano.
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