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Un primo focolaio di Xylella fastidiosa sottospecie pauca è stato accertato a Taurianova, nel Reggino, facendo scattare un piano di contenimento immediato. La battaglia contro la xylella focolaio taurianova reggino si gioca ora contro il tempo. L’obiettivo è evitare che il batterio possa diffondersi nella Piana di Gioia Tauro, una delle aree calabresi a più alta vocazione olivicola.
La scoperta del focolaio e la risposta immediata
La presenza del batterio è stata confermata su sette ulivi nella contrada Olivetella, dopo una segnalazione privata e successive analisi molecolari. I risultati sono stati validati sia dal Laboratorio fitosanitario regionale che dal Laboratorio nazionale di riferimento del CREA Difesa e Certificazione. Di conseguenza, la Regione Calabria ha prontamente emanato un decreto dirigenziale il primo settembre.
Questo provvedimento ha delimitato una zona infetta nel raggio di 50 metri dalle piante colpite e una zona cuscinetto di 2,5 chilometri. Quest’ultima include porzioni dei territori di Taurianova, Cittanova e Terranova Sappo Minulio.
Le misure di contenimento e sorveglianza
Nella zona infetta, le piante positive e quelle sensibili circostanti saranno estirpate e distrutte, seguendo procedure specifiche e sotto la supervisione del Servizio fitosanitario regionale. Contestualmente, verranno adottate misure per combattere gli insetti vettori del batterio. Nella zona cuscinetto, invece, sarà implementata una sorveglianza fitosanitaria intensiva, con ispezioni e campionamenti.
Inoltre, sono previste limitazioni per la movimentazione di piante sensibili, al fine di circoscrivere la diffusione.
L’appello degli agronomi e le sfide future
La Federazione regionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Calabria, insieme all’Ordine provinciale di Reggio Calabria, ha sottolineato l’importanza di una diagnosi precoce. Il presidente della Federazione regionale, Alessandro Guagliardi, ha evidenziato come non esista attualmente un trattamento efficace per eliminare il batterio da una pianta infetta.
Pertanto, la strategia deve focalizzarsi su sorveglianza, diagnosi, rimozione fitosanitaria, controllo degli insetti e regolamentazione degli spostamenti di materiale vegetale.
Implicazioni economiche e ambientali
Un’eventuale diffusione della Xylella avrebbe conseguenze devastanti per l’olivicoltura calabrese. Si prevedono danni significativi ai redditi delle aziende agricole, al valore dei terreni, all’occupazione e all’intera filiera olivicola. A ciò si aggiungerebbero gli impatti sulla biodiversità, sulla protezione del suolo e sul paesaggio, elementi identitari della regione.
Per questo, gli agronomi chiedono risorse per indennizzi, sostegni alla continuità aziendale e assistenza tecnica.
Collaborazione e monitoraggio a lungo termine
Michele Valenzise, presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della provincia di Reggio Calabria, ha invitato proprietari e operatori ad attenersi scrupolosamente alle disposizioni del Servizio fitosanitario regionale, evitando iniziative autonome. La Federazione propone anche l’istituzione di un tavolo tecnico-scientifico permanente per coordinare gli sforzi tra istituzioni, enti di ricerca e produttori.
La revoca della delimitazione del focolaio potrà avvenire solo dopo quattro anni consecutivi senza rilevamenti del batterio, evidenziando la lunga sfida che attende la Piana di Gioia Tauro. Come abbiamo riportato in un precedente articolo, il primo caso di Xylella nel Reggino è stato individuato proprio a Taurianova.
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