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Webuild avvia la ricerca di personale per la realizzazione del ponte sullo Stretto, nonostante il progetto debba ancora superare alcuni passaggi burocratici cruciali. L’azienda ha pubblicato numerosi annunci di lavoro per figure professionali destinate alla mega opera tra Sicilia e Calabria, un segnale delle aspettative sul futuro dell’infrastruttura. La ricerca di personale ponte sullo Stretto è già in corso.
Ricerca di personale qualificato per l’opera
A partire da settembre, Webuild ha attivato una ventina di posizioni lavorative nella sezione “Lavora con noi”, specificamente dedicate al ponte. Si cercano operai qualificati, responsabili di cantiere, ingegneri, ispettori per il controllo qualità, contabili e specialisti informatici. Queste figure sono considerate essenziali per la gestione di un’opera di tale portata.
La maggior parte delle posizioni ha come sede di lavoro Messina, ma in alcuni casi l’assunzione iniziale è prevista a Roma, con un trasferimento successivo in Sicilia. Le retribuzioni offerte variano tra i 50mila e i 100mila euro lordi all’anno, a seconda del ruolo e delle qualifiche richieste. Le selezioni sono gestite da Webuild per conto di Eurolink, il consorzio incaricato della realizzazione del ponte.
Iter autorizzativo e costi del progetto
La campagna di reclutamento evidenzia le ambizioni della società, tuttavia l’apertura dei cantieri non è ancora imminente. Già lo scorso anno Webuild aveva pubblicato offerte di lavoro, prevedendo un avvio dei lavori entro l’estate del 2026, ma tale previsione non si è concretizzata. Inoltre, il quadro economico dell’opera è cambiato, passando da una stima iniziale di 3,8 miliardi di euro a 10,5 miliardi. Questo aumento è attribuito all’incremento dei prezzi delle materie prime e dell’energia.
Il nodo cruciale rimane l’iter autorizzativo. Il 6 agosto, il Consiglio superiore dei lavori pubblici ha espresso parere favorevole, ma con numerose prescrizioni e richieste di approfondimento. Tra queste, la necessità di ulteriori verifiche sulla geologia dello Stretto di Messina, un’area ad alta attività sismica. Il terremoto del 1908, infatti, causò una delle più gravi catastrofi italiane.
Per questo motivo, gli aspetti legati alla sicurezza sismica sono prioritari.
Verifiche tecniche e passaggi istituzionali
Secondo il Consiglio superiore dei lavori pubblici, le indagini geologiche attuali non sarebbero sufficienti. Sono state richieste ulteriori verifiche anche sul comportamento della struttura in presenza di vento, considerando la campata centrale di circa 3.300 metri del ponte. Un altro aspetto riguarda l’altezza del ponte rispetto al livello del mare, fissata a un minimo di 68 metri, da valutare in relazione al traffico marittimo.
L’amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha assicurato che le prescrizioni saranno affrontate nella fase di progettazione esecutiva. Prima di questa fase, il progetto deve superare due passaggi istituzionali. Il primo è il Cipess, il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, chiamato a esaminare gli aspetti finanziari. La precedente deliberazione del Cipess, del 6 agosto 2025, è stata bocciata dalla Corte dei conti.
Il governo sta lavorando a un nuovo passaggio, con previsioni di un via libera del Cipess entro ottobre. Tuttavia, la riunione del Comitato non è ancora stata convocata. Un eventuale via libera del Cipess richiederebbe comunque un ulteriore controllo da parte della Corte dei conti. Solo dopo questi passaggi si potrà procedere con la progettazione esecutiva e con le opere propedeutiche, come la viabilità di cantiere e la bonifica.
Si prevede che questi lavori preliminari possano iniziare entro la fine del 2026, con l’obiettivo di aprire il ponte al traffico nel 2034.
Per approfondire l’iter del progetto, è possibile consultare l’articolo “Ponte sullo Stretto, iter avanzato per obiettivo 2026“.
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