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L’8 marzo alle 17:30 al Cineteatro Metropolitano lo spettacolo “Streghe! Quando uccidere le donne era legale” per la rassegna “Un palco per la città”, in occasione della Giornata Internazionale della Donna.
“Streghe! Quando uccidere le donne era legale”
Lo spettacolo, dal titolo completo “Streghe! Quando uccidere le donne era legale. Storia infame dei roghi e di mille altre crudeltà”, prende le mosse dal Malleus Maleficarum di Sprenger/Kramer, il testo che codificò e legittimò la persecuzione.
Soggetto e testi sono di Antonio Calabro. Conduce Rita Nocera. Le scene sono curate da Anna Rita Fadda.
In scena: Nino Cervettini, Fabrizio Macheda, Antonia Tripodi, Grazia Marrapodi Lamma, Enza Marra, Sonia Impala, Rosanna Palumbo, Antonella Giordano.
Una produzione dell’Associazione culturale L’Amaca e del Dopolavoro Ferroviario RC che riporta alla luce una delle pagine più oscure della storia europea.
Sei storie, migliaia di vittime
Matteuccia da Todi, Caterina Medici, Giovanna Manduro, Benvegnuda Pincinella, Antonia Spagnolina e Cecilia Faragó. Sono alcuni dei nomi delle “streghe”, donne innocenti bruciate vive da inquisitori sotto la guida di sedicenti “Malleus maleficarum”.
Attraverso letture sceniche saranno raccontate sei vicende italiane accadute tra il 1400 e il 1700. Ma nello stesso periodo centinaia di migliaia di donne innocenti – tra le 300mila e le 700mila secondo le stime storiche – hanno subito tortura, carcere, emarginazione e morte sul rogo.
La narrazione della stregoneria femminile affonda le radici nella notte dei tempi e raggiunge il culmine più tragico con l’istituzione della Santa Inquisizione nel 1184, trascinandosi, nella sostanza, fino al secolo scorso.
Donne spesso colpevoli soltanto di essere “diverse”: più dotte, istruite, autonome. In una società misogina che cercava ovunque il marchio del diavolo.
Il teatro come memoria attiva
“Streghe! Quando uccidere le donne era legale” vuole regalare un momento di approfondimento in una giornata che troppo spesso rischia la superficialità. Non celebrazione vuota, ma consapevolezza storica: un invito a guardare in faccia l’orrore perpetuato per secoli e a comprendere come la conquista dei diritti femminili sia frutto di una lunga e dolorosa battaglia.
“Un palco per la città” 2026
La rassegna 2026 “Un palco per la città”, presentata ufficialmente il 5 febbraio scorso nel salone del Dopolavoro Ferroviario in via Caprera 2, segna l’avvio di una nuova fase per uno dei presìdi culturali simbolo del territorio.
Fino a giugno 2026, il Cineteatro Metropolitano sarà cuore pulsante della cultura con teatro, musica e formazione, con serate caratterizzate da copioni originali e il coinvolgimento di più voci del territorio, sotto la direzione artistica di Antonio Calabrò.
Le iniziative sono frutto di un lavoro corale che vede in prima linea il Dopolavoro Ferroviario di Reggio Calabria e il suo presidente Nino Malara. La rassegna è promossa dal DLF insieme alle realtà associative L’Amaca, Itaca e alla Sartoria Bruzzese, con i media partner Radio Touring 104 e il quotidiano Cult (Cultandsocial.it).
L’edizione 2026 è dedicata a Bruno Stancati, figura importante della vita culturale, sociale e civile reggina.
Il terzo appuntamento con la rassegna “Un palco per la città” è per l’8 marzo alle 17:30 al Cineteatro Metropolitano.
Un appuntamento da non perdere per assistere ancora a un teatro spazio di coscienza civile, dove la memoria dei roghi si trasforma in luce, perché ricordare è il primo passo per non tornare indietro.
Per info e contatti: 338 3477894 – 339 6132473
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