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Il mondo dell’arte calabrese ricorda Stellario Baccellieri, un pittore di talento scomparso quasi due anni fa nella sua amata Reggio Calabria.
La sua vita e la sua produzione artistica furono un continuo oscillare tra la vivacità culturale di Roma e il profondo legame con la sua terra d’origine.
Baccellieri, con il suo stile unico, ha saputo cogliere gli attimi di vita quotidiana, trasformandoli in opere ricche di colore, luce e movimento.
La giovinezza a Roma e l’incontro con l’arte
Poco più che ventenne, a metà degli anni ’70, Stellario Baccellieri lasciò Reggio Calabria, percepita come troppo distante dai centri di fermento culturale e dalle opportunità artistiche.
La sua scelta, decisa e indipendente, lo portò a Roma, dove trovò nel celebre Caffè di via Condotti un primo rifugio.
Qui, immerso in un cenacolo di intellettuali e artisti, ebbe modo di esprimere il suo talento.
Un crocevia di incontri e ispirazioni
Nel Caffè romano, Baccellieri ritraeva con i suoi pennelli l’umanità che animava quel luogo storico, tra sedute di velluto rosso e tavoli in marmo antico.
Questa esperienza si rivelò particolarmente fertile, offrendogli l’opportunità di confrontarsi con figure del calibro di Renato Guttuso e Giorgio De Chirico, oltre a icone del cinema e del teatro come Linda Christian, Gina Lollobrigida e Valentina Cortese.
Questi incontri, come lui stesso amava raccontare, furono per lui una fonte inesauribile di apprendimento, forse più di tanti libri.
I giri culturali che fiorivano in quegli anni, ancora permeati dall’atmosfera della “dolce vita”, divennero parte integrante del suo mondo, stimolando la sua curiosità e la ricerca di nuove ispirazioni, come quelle trovate al Caffè Florian di Venezia.
Il legame indissolubile con la sua terra
Nonostante le esperienze e i successi maturati lontano, Stellario Baccellieri non si staccò mai completamente da Reggio Calabria.
La sua vita fu caratterizzata da fughe e ritorni costanti, proprio come le sue pennellate sulla tela, tenaci e fragili allo stesso tempo.
Questo profondo legame si manifesta chiaramente nei suoi paesaggi, vividi e potenti, dove il mare, la natura prorompente, le donne forti e i mercati chiassosi emergono con forza.
Un esempio lampante è la sua rappresentazione della festa di Madonna, un evento che ogni settembre risuona con il detto popolare: “Cu terremoti, cu guèrri e cu paci, sta festa si fici, sta festa si faci!”.
La sua arte, dunque, è un omaggio sincero e disincantato alla sua terra, un racconto consapevole della realtà che merita di essere ricordato con la stessa autenticità che lo ha contraddistinto.
Per approfondire altri aspetti della cultura locale, è possibile consultare articoli come quello dedicato ai caffè letterari a Reggio Calabria.
L’eredità di un artista autentico
Stellario Baccellieri, con la sua ironia pungente e la sua schiettezza, ha lasciato un’impronta significativa nel panorama artistico.
La sua capacità di cogliere l’essenza degli “attimi di una vita splendente destinata a svanire” lo rende una figura di rilievo per l’arte calabrese.
La sua opera è un invito a riflettere sulla bellezza e sulla transitorietà dell’esistenza, un messaggio che risuona ancora oggi con grande forza.
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