Reggio Calabria: incendio caseificio antiracket, arrestato un uomo

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Reggio Calabria, 19 giugno 2026 – Un uomo è stato arrestato a Reggio Calabria in relazione all’incendio di un furgone appartenente al caseificio “Delizie della Natura”.

L’episodio, che ha coinvolto un’azienda aderente all’associazione antiracket “Reggio Libera Reggio”, si è verificato la notte del 7 ottobre 2025.

La Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) contesta all’indagato l’aggravante del metodo mafioso, ritenendo l’azione di chiara matrice intimidatoria.

I dettagli dell’arresto e le accuse

Il Gip Giuseppe Saverio Santagati ha disposto la custodia cautelare in carcere per l’uomo, un 54enne noto come “Dieguccio ricarica”.

Le indagini hanno rivelato che l’incendio del furgone, un Peugeot Boxer, sarebbe stato appiccato in via Fra’ Gesualdo Melacrinò, nel pieno centro storico della città.

Le fiamme si sono poi propagate a una Fiat 500, a un Renault Master, oltre che al portone e alla facciata di un edificio vicino, mettendo a rischio gli abitanti della palazzina.

Il presunto legame con la criminalità organizzata

Sebbene l’indagato non abbia condanne definitive per associazione a delinquere di stampo mafioso, è figlio di un esponente di spicco della ‘ndrangheta, ucciso nel 1986 durante la seconda guerra di mafia.

Secondo le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, l’arrestato sarebbe “una delle colonne portanti del sodalizio”.

La Dda, infatti, lo considera un esponente di spicco dell’omonima cosca, come si legge nell’ordinanza di custodia cautelare.

Le prove e il movente dell’incendio

La squadra mobile di Reggio Calabria ha identificato l’uomo grazie ai filmati delle telecamere di videosorveglianza.

Le immagini avrebbero ripreso l’autore mentre arrivava in bicicletta, incendiava il furgone con liquido infiammabile e poi si allontanava.

Nei giorni successivi, gli investigatori della Polizia di Stato hanno individuato il presunto responsabile anche grazie al mezzo a due ruote e al percorso ricostruito fino alla sua abitazione.

Secondo il Gip, sussistono gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’arrestato, considerando i rischi di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio.

Sebbene il movente specifico non sia stato pienamente chiarito, l’incendio del furgone ha avuto “una valenza nitidamente intimidatoria”.

L’aggravante mafiosa è stata contestata poiché, per i giudici, l’azione è “inequivocabilmente dimostrativa della volontà di recare un avvertimento di carattere ‘ndranghetistico” agli imprenditori iscritti all’associazione antiracket, un gesto eclatante percepibile come proveniente dalla criminalità organizzata nel territorio di riferimento.

La ‘ndrangheta continua ad inquinare le economie del mondo, come emerge dalle indagini della DDA di Catanzaro.

Inoltre, sul territorio, altre indagini come l’operazione Golden River hanno recuperato milioni da redditi illeciti.

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Author: Consuelo