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Reggio Calabria, 13 luglio 2026 – A distanza di 56 anni, i moti Reggio Calabria 1970 continuano a rappresentare un capitolo fondamentale nella storia della città.
Questo evento non è solo una pagina storica, ma un momento che ha profondamente inciso sull’identità collettiva dei cittadini reggini.
La mobilitazione di allora simboleggia la capacità di una comunità intera di far sentire la propria voce, rivendicando il proprio ruolo e l’orgoglio di appartenere a una terra con una storia millenaria.
La memoria dei moti e l’identità reggina
Il ricordo di quella stagione, avvenuta nel luglio 1970, va oltre la cronaca degli scontri e delle barricate.
Esso si radica profondamente nella dimensione emotiva di chi riconosce in quei mesi il simbolo di una comunità capace di unirsi per un sentimento comune.
Questo stesso sentimento riaffiora ancora oggi, ogni volta che la città evoca la propria identità e il desiderio di essere protagonista nel presente e nel futuro della Calabria.
Per molti reggini, quella mobilitazione fu una reazione collettiva alla percezione di essere stati messi ai margini delle grandi scelte regionali.
Una città antica, con un passato glorioso nel Mediterraneo, avvertì il rischio di perdere centralità e rispose con una straordinaria partecipazione popolare.
Il 14 luglio 1970: una data simbolo
Il 14 luglio 1970 non fu semplicemente l’inizio di una protesta, ma il momento in cui le strade di Reggio Calabria furono invase da un profondo senso di appartenenza.
Operai, professionisti, commercianti, studenti e intere famiglie scesero in piazza, animati dalla convinzione che il destino della città non potesse essere deciso senza il coinvolgimento diretto dei suoi cittadini.
Questo orgoglio reggino, sebbene maturato in un contesto storico complesso e segnato da episodi drammatici, continua a essere una componente cruciale della memoria cittadina.
Si tratta dell’idea di una comunità che rivendica il diritto a essere ascoltata, valorizzata e riconosciuta per il proprio patrimonio umano, culturale e storico.
L’impegno del Comitato 14 luglio
Il filo conduttore che unisce il passato al presente è la consapevolezza che l’identità di una città non risiede solo nei libri di storia, ma vive nelle persone e nella capacità di una comunità di riconoscersi nelle proprie radici.
La memoria dei Moti di Reggio non è confinata negli archivi, ma viene alimentata da chi, negli anni, ha trasformato il ricordo in impegno civile e culturale.
Tra questi, Giuseppe Agliano, coordinatore del Comitato 14 luglio, promuove anche quest’anno la cerimonia in ricordo delle vittime presso il monumento ai Moti, con il tradizionale omaggio floreale alla stele del senatore Ciccio Franco.
Agliano sottolinea il significato di una memoria che, ancora oggi, rappresenta per molti reggini un simbolo di identità e orgoglio cittadino.
Ha dichiarato che i Moti del 1970 sono una pagina fondamentale della storia di Reggio Calabria, una vera e propria “Rivolta di popolo” che coinvolse migliaia di cittadini, uniti dalla volontà di rivendicare il ruolo della città.
Egli ricorda che, pur con le diverse letture storiche, la mobilitazione vide la partecipazione di tutti i ceti sociali.
Dopo il ritiro di molti rappresentanti politici, furono gli uomini del Movimento Sociale, guidati da Ciccio Franco, a rimanere nelle piazze con i reggini.
Parlare di questi eventi significa ricordare il coraggio, le sofferenze e il senso di comunità che animò quella stagione.
La cerimonia commemorativa e il futuro della città
Quest’anno, il neo sindaco di Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro, deporrà l’omaggio floreale in occasione del 56° anniversario della Rivolta.
Il Comitato 14 luglio si augura che il primo cittadino e la maggioranza di centrodestra sapranno ricordare degnamente una stagione che ha segnato profondamente il destino della città per decenni.
L’obiettivo è esaltare il senso di appartenenza e l’orgoglio di una terra con una storia millenaria e una solida tradizione identitaria.
L’obiettivo principale del Comitato è mantenere vivo il ricordo di questa pagina storica e trasmetterlo soprattutto alle nuove generazioni.
La memoria, infatti, non deve essere un mero esercizio del passato, ma uno strumento per rafforzare il senso di appartenenza alla comunità.
Il Comitato 14 luglio continuerà a impegnarsi affinché quei luoghi e quei valori non vengano dimenticati, poiché l’identità di una città vive anche attraverso la capacità di ricordare il proprio cammino.
A oltre mezzo secolo di distanza, i Moti rimangono una pagina complessa, ma profondamente radicata nell’animo della città, una storia di dolore e contraddizioni, ma anche di partecipazione, appartenenza e orgoglio.
Questo orgoglio reggino continua a spingere la città a guardare avanti senza dimenticare le proprie radici.
Per approfondire il tema della rigenerazione urbana in Calabria, si può consultare l’articolo sull’acquisizione edificio suore carità.
Inoltre, l’attuale dibattito sul lungomare senza visione d’insieme a Siderno riflette la continua ricerca di un equilibrio tra passato e futuro nel territorio.
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