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L’Area dello Stretto a Reggio Calabria rischia di rivelarsi un vero e proprio castello di carta, nonostante gli sforzi e le promesse. Incarichi e contributi non sono mai mancati, ma le proposte concrete e gli atti reali sono stati decisamente scarsi. La “Conferenza permanente interregionale per il coordinamento delle politiche nell’Area dello Stretto”, istituita con la legge regionale numero 12 del 27 aprile 2015, sembra destinata a rimanere una bella incompiuta.
Questo scenario rappresenta un paradosso, soprattutto dopo la firma del “Patto di Caronte”. I sindaci di Reggio Calabria e Messina, l’11 agosto scorso, avevano definito quella data “storica”, rilanciando l’obiettivo di “costruire una strategia condivisa di sviluppo, integrazione e valorizzazione, che sia reciproca e complementare”.
Il Patto di Caronte e le promesse non mantenute
Dopo l’annuncio del “Patto di Caronte”, non si è più avuta alcuna notizia concreta riguardo alla programmazione futura. Nel comunicato stampa dell’epoca si leggeva che “i due sindaci si riservano di rendere nota nelle prossime settimane” tale programmazione. Tuttavia, le settimane sono passate senza alcun aggiornamento.
Allo stesso modo, poco o nulla si è mai saputo dell’attività della Conferenza permanente, e in questo caso il silenzio si protrae da anni, non da semplici settimane. Questa mancanza di trasparenza e di risultati concreti solleva interrogativi sulla reale volontà politica di portare avanti un progetto così importante per il territorio.
La necessità di azioni concrete per lo sviluppo
La situazione attuale evidenzia una chiara discrepanza tra le intenzioni dichiarate e le azioni effettivamente intraprese. L’Area dello Stretto, con il suo potenziale strategico e le sue peculiarità geografiche, necessita di un coordinamento efficace e di politiche mirate per il suo sviluppo.
È fondamentale che le istituzioni coinvolte passino dalle parole ai fatti, trasformando gli annunci in progetti realizzabili e sostenibili. Solo così si potrà evitare che un’opportunità di crescita e integrazione tra le due sponde dello Stretto rimanga solo un’idea sulla carta, senza benefici reali per i cittadini e l’economia locale. La Biennale dello Stretto a Reggio Calabria aveva proprio l’obiettivo di valorizzare i paesaggi urbani e le potenzialità del territorio, ma l’impegno deve essere costante.
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