Calabria: occhiuto propone finanziamenti viaggio familiari e rimpatrio salme

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Nel Consiglio regionale della Calabria è stato acceso un dibattito intenso sulla tragica scomparsa di alcuni braccianti, un evento che ha scosso profondamente la comunità.

Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha focalizzato l’attenzione del Consiglio sulla necessità di affrontare il fenomeno del caporalato e ha proposto finanziamenti viaggio familiari e rimpatrio salme per le vittime.

Questo tema, posto al primo punto dei lavori, evidenzia la volontà di reagire prontamente a una tragedia che, al di là dell’aspetto giudiziario, impone una riflessione profonda sullo sfruttamento dei lavoratori e sulla mancata inclusione sociale.

L’impegno della regione contro lo sfruttamento

Occhiuto ha sottolineato come la Regione non abbia atteso l’evento di Amendolara per agire.

Ha ricordato che molte iniziative erano già state intraprese, respingendo l’idea di un’azione posticipata.

Gli assessori all’inclusione sociale, Pasqualina Straface, e all’agricoltura, Gianluca Gallo, hanno illustrato le misure adottate.

In particolare, Straface ha menzionato la riattivazione del tavolo anti-caporalato il 30 aprile, con la partecipazione di prefetti, ispettorato del lavoro, Anci, sindacati e associazioni di categoria.

Da questo tavolo è emersa l’idea di istituire una cabina di regia permanente per monitorare il fenomeno e favorire lo scambio di informazioni.

Inoltre, sono stati riattivati progetti importanti come “Supreme due”, mirato alla prevenzione e al contrasto del lavoro sommerso e del caporalato.

Le reazioni e le proposte politiche

Durante il dibattito, è stata ribadita l’urgenza di un maggiore impegno nella lotta al caporalato.

Esponenti dell’opposizione di centrosinistra hanno evidenziato la carenza di investimenti per gli Ispettorati del lavoro e la necessità di intercettare le macro-illegalità nel settore, proponendo un’integrazione delle banche dati tra i vari enti.

Un momento di tensione si è registrato quando un esponente del Partito Democratico ha accusato la maggioranza di avere “le mani sporche di sangue”, un’affermazione energicamente respinta da una rappresentante di Fratelli d’Italia, Daniela Iiriti, che ha replicato: “Il caporalato non è solo in Calabria.

Le mani sporche di sangue, forse, allora le abbiamo tutti”.

Questa affermazione sottolinea la complessità e la diffusione del problema a livello nazionale.

La questione dello sfruttamento dei braccianti è stata oggetto di attenzione anche a livello sindacale, come dimostrato dal corteo contro il caporalato ad Amendolara, che ha visto migliaia di persone scendere in piazza per chiedere maggiore sicurezza e legalità.

Prospettive future e solidarietà

La proposta del presidente Occhiuto di finanziare il viaggio dei familiari delle vittime e il rimpatrio delle salme rappresenta un gesto concreto di solidarietà e un impegno a supportare le famiglie colpite da questa tragedia.

La discussione in Consiglio regionale ha messo in luce la volontà di affrontare in maniera sistemica le problematiche legate al caporalato e allo sfruttamento lavorativo, con l’obiettivo di garantire maggiore dignità e sicurezza a tutti i lavoratori della Calabria.

La regione si impegna a proseguire le azioni di contrasto e prevenzione, rafforzando la rete di collaborazione tra le istituzioni e le organizzazioni del territorio.

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Author: Claudia