L’organetto di Sigilló porta le radici Calabresi in Svizzera

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Birr, Svizzera – L’organetto di Giuseppe Sigilló ha portato le radici calabresi oltre i confini nazionali, incantando il pubblico in Svizzera. Il giovane musicista, emigrato da tre anni, si dedica con orgoglio a mantenere vive le tradizioni della sua terra. Questa dedizione si è concretizzata in un evento di successo che ha unito musica e danza tradizionale.

Un musicista custode della memoria Calabrese

Giuseppe Sigilló, nonostante la sua formazione accademica in musica classica, ha scelto di percorrere una strada diversa, più legata alle sue origini. Ha scoperto l’organetto, uno strumento che nelle sue mani sprigiona una sonorità maestosa e inaspettata. Sigilló non si definisce un artista, ma piuttosto un custode della memoria, un ruolo che svolge con umiltà e grande talento.

L’esibizione a Birr con “Sonu a Ballu”

Lo scorso 19 settembre, a Birr, in Svizzera, le note del suo organetto hanno stregato il pubblico. L’esibizione ha visto una perfetta sinergia con le coreografie di “Sonu a Ballu”, un noto gruppo di ballo tradizionale del Liechtenstein. La potenza del mantice ha guidato i passi dei danzatori, creando un’atmosfera epica e profondamente radicata nella storia calabrese. In particolare, è bello osservare come giovani come Francesco e Greta Lorino stiano intraprendendo questo percorso folk, onorando la Calabria e la sua cultura.

La tradizione che unisce e supera i confini

Questo evento dimostra come la tradizione, quando vissuta con autenticità e rispetto, possa diventare una forza viva. È capace di viaggiare, unire persone diverse e superare ogni confine geografico e culturale. La musica, in questo contesto, diventa un veicolo potente per la memoria e per la diffusione delle radici calabresi organetto svizzera.

Articolo di Giusy Zirilli

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Author: redazione.web