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Un uomo è stato posto agli arresti domiciliari nella provincia di Crotone con l’accusa di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Secondo le indagini, un lavoratore straniero era impiegato in un maneggio con un salario di appena 2,45 euro l’ora per dieci ore di lavoro giornaliere, sei giorni alla settimana. L’operazione, coordinata dal procuratore Domenico Guarascio, è stata condotta dal Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Crotone e illustrata in un comunicato della Procura del 23 ottobre.
Le accuse di sfruttamento lavoro maneggio crotonese
L’indagine ha rivelato che il titolare del maneggio avrebbe approfittato della condizione di bisogno del lavoratore, un cittadino extracomunitario senza permesso di soggiorno. Gli sarebbe stata promessa una regolarizzazione in Italia, poi mai avvenuta. Infatti, il lavoratore era costretto ad accudire oltre venti cavalli e a pulire i relativi stalli, operando in solitudine e senza alcun dispositivo di protezione individuale.
Arresti e sequestri preventivi nel Crotonese
Su richiesta della Procura, il giudice per le indagini preliminari ha disposto gli arresti domiciliari per il titolare dell’attività. Inoltre, è stato eseguito il sequestro preventivo dei box e dei manufatti del maneggio. È importante sottolineare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e, per l’indagato, vige la presunzione di innocenza fino a una sentenza definitiva di condanna.
Come già riportato, in provincia di Vibo Valentia si è discusso di lavoro in carcere, tema che evidenzia l’importanza di condizioni lavorative eque e legali.
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