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Ndrangheta Sibaritide, donne vittime dei clan

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La ferocia della ‘ndrangheta nella Sibaritide colpisce donne innocenti

La ‘ndrangheta nella Sibaritide continua a manifestare una ferocia inaudita, colpendo anche donne innocenti che diventano vittime collaterali della guerra tra clan. I sicari, spesso sotto l’effetto di sostanze come la cocaina, agiscono con disumanità. Non si fermano davanti alle invocazioni di pietà delle donne o agli occhi atterriti dei bambini, premendo i grilletti delle armi fino a svuotare i caricatori. Successivamente, fuggono via lasciandosi dietro una scia di sangue.

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Vittime collaterali e la ricerca dei responsabili

Questi individui vengono spesso definiti “indemoniati” per la loro brutalità e la capacità di colpire per poi scomparire. Un esempio drammatico di questa violenza è l’omicidio di una donna di 49 anni, avvenuto nel maggio del 2023 in una villetta a Sibari. La donna, moglie di un uomo ritenuto il vero obiettivo degli attentatori, è stata tragicamente falciata dalle pallottole. Gli esecutori hanno sparato dall’esterno, confondendo le ombre riflesse sui vetri delle finestre del salotto dell’abitazione.

Il coniuge della vittima è riuscito a salvarsi acquattandosi sul pavimento. Tuttavia, gli assassini, che hanno trasformato una donna in una vittima collaterale, rimangono ancora senza volto. Le indagini proseguono per identificare i responsabili di questi atti efferati che continuano a seminare terrore nella comunità. Per approfondimenti su episodi simili, si può consultare l’articolo “Cosenza, agguato ‘ndrangheta, donna uccisa per errore”.

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