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L’assessorato alla Gentilezza arriva in Calabria. Il Comune di Morano Calabro, nel Cosentino, ha istituito una nuova delega con un obiettivo preciso: trasformare i valori del rispetto, della solidarietà e della partecipazione in azioni concrete di governo locale.
La delega e chi la guida
Il sindaco Mario Donadio ha firmato il decreto istitutivo. La delega alla Gentilezza è stata affidata all’assessora Josephine Cacciaguerra, che già ricopre incarichi su Famiglia, Welfare, Politiche del lavoro e Promozione del borgo. Si tratta dunque di un ampliamento di un portafoglio già orientato alle politiche sociali e alla cura della comunità.
Gentilezza come scelta politica, non solo come valore
La scelta di Morano Calabro non è un gesto simbolico. È invece un segnale preciso: la gentilezza può e deve diventare un metodo di lavoro per l’amministrazione pubblica. Questo significa progettare servizi più accessibili, comunicare con i cittadini in modo più umano, promuovere la cultura del rispetto reciproco nella vita quotidiana del paese.
Un fenomeno che cresce in tutta Italia
Morano Calabro non è un caso isolato. Negli ultimi anni, numerosi Comuni italiani hanno istituito deleghe simili. Tra questi figurano Aosta, Capri, Pesaro e Villa San Pietro, nel Cagliaritano. Si tratta di una tendenza che attraversa il Paese da Nord a Sud, indipendentemente dalla dimensione del comune e dall’orientamento politico dell’amministrazione.
Perché la gentilezza entra in giunta
In un periodo in cui il dibattito pubblico è spesso segnato da toni aspri e conflitti, alcune amministrazioni locali scelgono di andare nella direzione opposta. La gentilezza, in questo senso, diventa una risposta concreta alla domanda di comunità e coesione sociale. Non è un lusso. È, al contrario, una forma di buon governo.
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