Don Santino Borrelli nel suo personale XXII Cammino di Santiago

Don Santino Borrelli

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Reduce lo scorso maggio dal Cammino buddista di Shikoku in Giappone, gemellato proprio col “Cammino di Santiago”, il “Pellegrino per Vocazione” Don Santino Borrelli da qualche giorno ha intrapreso per la ventiduesima volta nella sua vita il Cammino di Santiago.

Con alle spalle centinaia di chilometri macinati tra Terra Santa, Ucraina, Polonia, Francia, Canada e Bosnia Erzegovina, il Buon Don Santino, partito il 30 giugno da Lamezia, dopo aver affidato anche questo Cammino da Buon Mendicinese a Santa Maria, lo scorso primo luglio è sbarcato in Francia a Saint-Jean-Pied-de-Port da dove sta affrontando per l’appunto il percorso Francese.

Ai piedi della Madonna, custodita nel santuario a Mendicino e dove il sacerdote è cresciuto spiritualmente, ha compiuto come in passato l’atto di affidamento alla Beata Vergine Maria. Rito che si ripeterà anche al ritorno dal viaggio come ringraziamento. Cammino rigorosamente a piedi che durerà sino al 28 luglio dovendo rispettare circa 30 km al giorno e con in spalla uno zaino di circa 6 kg con all’interno lo stretto necessario. La meta sarà arrivare a Santiago e anche a Finisterre per un complessivo di circa 900 km. «Penso che per l’età e la salute- ha affermato Don S. Borrelli- sarà l’ultima volta che farò per intero il Cammino. Questo ventiduesimo Cammino di Santiago è di preparazione al prossimo anno in occasione del giubileo Jacobeo per festeggiare i miei 25 anni di cammino a Santiago».

Don Santino Borrelli, originario di Rogliano e Parroco della parrocchia “San Nicola di Bari” di Mendicino,come ormai da consuetudine racconterà questo suo ennesimo viaggio di Vita e Fede sul gruppo whatsapp per condividere preghiere, emozioni, foto e altre riflessioni con fedeli, amici e familiari. Il titolo del diario è “O camino è vida” mentre la frase guida di Gesù sarà “Io sono la via la verità e la vita”. «Cerchiamo insieme vita- ha proseguito Don Santino- perché la vita in Dio è verità d’amore che salva. Il Cammino di Santiago, mistico e a volte magico, apre il cuore alla vita perché il Cammino è vita e da senso alla vita. Il Cammino è il simbolo della vita che risponde al desiderio interiore di dare senso alla propria esistenza. Chi cammina vince il fallimento esistenziale e scopre a che cosa è chiamato per restare protagonista della propria vita. Il cammino è quello che il mondo dovrebbe essere».

Arrivato a Saint-Jean-Pied-de-Port, il “Pellegrino della Pace”, accompagnato spiritualmente dai tanti seguaci del diario, ha iniziato il suo “Buen camino”. Il motto che contraddistingue Don Santino da sempre è “Ultreia et suseia” ossia “Andiamo oltre, verso l’alto”. Uno dei suoi primi tratti della cronistoria quotidiana inizia così: «Cari pellegrini un abrazo. Animo! Iniziamo il cammino di Santiago, insieme, in comunione di preghiera. Sì, camminiamo insieme. Andiamo a Santiago. Condividerò i miei passi “jacobei” con voi attraverso un diario. Sarà un diario, ancora, dedicato a voi che in questi anni mi avete seguito spiritualmente. Un diario “carico di vita” perché esprimerà una maturità interiore frutto di migliaia e migliaia di km a piedi». Il diario giornaliero, per meglio vivere a distanza questa esperienza, conterrà: una foto del giorno del Cammino, un versetto del Vangelo, due frasi sul Cammino che in questi anni ha scritto camminando e un brevissimo racconto della giornata.

«Mi preparo a iniziare il cammino di Santiago – ha spiegato Don S. Borrelli- con lo stesso turbinio di sentimenti di sempre. Nel mio cuore mi chiedo se riuscirò a fare il cammino, se saprò trovare risposte alle domande che mi pongo e soprattutto se riuscirò a conoscere di più Gesù». Il primo “Segno” colto da Don Santino è che i primi pellegrini incontrati in ostello sono giapponesi: ossia ha ripreso il viaggio da dove lo aveva finito e dalla suggestiva esperienza del Cammino di Shikoku.

Avvolto da sentimenti, echi, odori, uomini e donne di diversa nazionalità e da panorami unici il ventiduesimo Cammino di Santiago per Don Santino è ufficialmente iniziato con un carico di emozioni e con una promessa espressa e una riflessione peculiare: «Mi impegnerò a scrivere il diario sapendo che farà camminare con il cuore altre persone. Chi parte per caso ritorna per Grazia; chi parte estraneo torna amico, pieno di Pace e desiderio di rinnovamento interiore. Il Cammino fa conoscere se stessi per accettarsi e vivere bene e stare in Pace con la propria vita. Chi è in Pace con sé stesso fa stare in Pace anche gli altri».

Articolo di Cristian Fiorentino

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Author: ntacalabria