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La consigliera regionale della Calabria e vicepresidente della Commissione Sanità, Rosellina Madeo, ha depositato un’interrogazione a risposta scritta per sollecitare massima trasparenza e una gestione più oculata dei fondi pubblici destinati all’elisoccorso in Calabria, che costa 20 milioni annui.
L’esponente del Partito Democratico sottolinea come un servizio con un costo così elevato non possa rappresentare l’unica soluzione all’emergenza, a discapito delle ambulanze, della medicina territoriale e della riduzione delle liste d’attesa.
Madeo ha evidenziato che l’elisoccorso, pur essendo un mezzo necessario per la conformazione geografica della regione, non può sostenere costi che, al momento, appaiono esorbitanti.
Con l’atto ispettivo presentato, la vicepresidente della Commissione Sanità intende quindi verificare il reale rapporto tra costi e benefici, nonché la sostenibilità a lungo termine di una spesa così consistente.
Il nodo delle spese e le criticità del sistema
L’analisi contabile del gruppo del Partito Democratico ha messo in luce cifre significative.
L’Asp di Cosenza ha liquidato oltre 5 milioni di euro in un solo trimestre (marzo-aprile-maggio 2026) al gruppo imprenditoriale che gestisce il servizio, pari a circa 56 mila euro al giorno.
Se questa tendenza dovesse proseguire, il costo annuale supererebbe i 20 milioni di euro.
Questa ingente fetta del bilancio sanitario, secondo Madeo, dimostra che le risorse economiche sono disponibili quando ritenuto opportuno, ma solleva seri dubbi sulla logica della spesa pubblica.
L’interrogazione evidenzia un sistema di emergenza-urgenza squilibrato.
Nonostante gli investimenti per i mezzi aerei, la rete territoriale di soccorso su gomma continua a soffrire per la cronica carenza di personale e le difficoltà nel coprire i turni dei medici del 118.
In particolare, la consigliera regionale ha messo in dubbio che l’attuale assetto organizzativo possa determinare un ricorso all’elisoccorso superiore al necessario proprio a causa delle lacune nel soccorso su gomma.
Inoltre, Madeo ha ricordato con ironia gli annunci social sui nuovi mezzi di soccorso arrivati in Calabria, definendoli “mezzi usurati, con troppi chilometri e vicini all’obsolescenza”.
Le richieste alla Giunta regionale per un cambio di rotta
Madeo ha citato il “modello virtuoso” della vicina Puglia per dimostrare che è possibile invertire la rotta e abbattere le liste d’attesa potenziando la medicina territoriale.
Attraverso l’interrogazione, si chiede alla Giunta regionale di valutare diverse azioni. 1.
Un piano straordinario per il rafforzamento del sistema di emergenza-urgenza, con il reclutamento e la stabilizzazione di medici, infermieri e altre figure professionali dell’area critica. 2.
Una rimodulazione delle risorse economiche, con l’obiettivo di potenziare i mezzi su gomma e, di conseguenza, ridurre il ricorso ai costosi vettori aerei nei casi in cui ciò sia organizzativamente fattibile.
In conclusione, la vicepresidente della Commissione Sanità ha sottolineato l’importanza di investire sul personale e sulla rete ordinaria, garantendo ai cittadini calabresi un diritto alla salute efficiente e senza sprechi.
Il tema della sanità in Calabria è sempre al centro del dibattito politico e sociale, con diverse iniziative volte a migliorare il servizio offerto.
Un esempio è la discussione sulle case di comunità, come quella di San Marco Argentano.
Allo stesso modo, le vertenze sui servizi essenziali, come la richiesta di cassa integrazione per il personale, evidenziano le sfide che la regione deve affrontare.
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