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Reggio Calabria, 5 luglio 2026 – Il parco lineare sud è nuovamente al centro delle polemiche a causa del persistere di gravi problemi ambientali.
Infatti, il blocco delle pompe di sollevamento ha causato lo scarico continuo di fogne e divieti ignorati, compromettendo la salubrità dell’area e la sicurezza dei bagnanti.
Scarichi fognari e divieti di balneazione
Le segnalazioni dei residenti di Reggio Calabria si sono concentrate sul tratto all’altezza di via Soccorso, dove per tre giorni consecutivi è stato osservato un copioso scarico fognario.
Questo flusso costante proveniva dal tubo di troppo pieno comunale, sfociando a pochi metri dalla battigia.
Nonostante un chiaro divieto di balneazione, centinaia di persone hanno affollato la spiaggia, facendo il bagno proprio in mezzo allo scarico.
Il problema persiste nel tempo
Inizialmente, sembrava che il problema fosse stato risolto, ma la sospensione degli scarichi si è rivelata solo temporanea.
Giovedì scorso, infatti, il flusso del troppo pieno è tornato a “gorgogliare” nel mare, riproponendo la grave situazione igienico-sanitaria.
Questa situazione evidenzia una carenza nei controlli e nella risoluzione definitiva delle problematiche.
I cittadini esprimono forte preoccupazione per la salute pubblica e l’ambiente, chiedendo interventi urgenti e risolutivi.
La continuità degli scarichi fognari in una zona così frequentata, soprattutto in piena stagione estiva, rappresenta un serio rischio.
Molti si interrogano sull’efficacia delle misure adottate finora e sulla mancanza di controlli adeguati da parte delle autorità competenti.
La voce dei residenti
I residenti, che hanno più volte denunciato la situazione, lamentano la scarsa attenzione delle istituzioni.
“Noi segnaliamo e nessuno controlla”, affermano, evidenziando un senso di impotenza di fronte a un problema che si ripresenta ciclicamente.
La loro richiesta è chiara: interventi strutturali e un monitoraggio costante per garantire la balneabilità e la tutela ambientale del parco lineare sud.
Un altro aspetto critico riguarda la mancata informazione sui pericoli.
Molti bagnanti, infatti, non erano a conoscenza del divieto di balneazione o ignoravano la gravità della situazione.
Questo sottolinea la necessità di una comunicazione più efficace e di una maggiore vigilanza per prevenire comportamenti a rischio.
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