Chiusa l’a2 a Firmo per un incendio di sterpaglie

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Un incendio di sterpaglie chiude l’A2 a Firmo. Un vasto incendio di sterpaglie, divampato nelle vicinanze dell’autostrada A2 del Mediterraneo, all’altezza di Firmo, ha reso necessaria la chiusura temporanea di entrambe le carreggiate. La decisione di interdire il traffico è stata presa dalla polizia stradale. Infatti, il denso fumo ha invaso la sede autostradale, compromettendo la visibilità e di conseguenza la sicurezza della circolazione.

Le operazioni di spegnimento e la situazione del traffico

Sul luogo dell’incendio è intervenuta prontamente una squadra dei vigili del fuoco, proveniente dal distaccamento di Castrovillari. I pompieri sono impegnati nelle operazioni di spegnimento del rogo e nella messa in sicurezza dell’area. La circolazione sull’autostrada resterà interdetta fino a quando non saranno ripristinate le condizioni di sicurezza necessarie per la riapertura.

L’emergenza incendi nel Parco nazionale del Pollino

Nel frattempo, la situazione incendi resta critica anche in altre aree della provincia. In particolare, diversi fronti di fuoco sono attivi nell’area occidentale del Parco nazionale del Pollino. Una concomitanza di fattori, tra cui la carenza di personale e mezzi, l’ingolfamento delle sale operative e le difficoltà operative dovute alla conformazione geografica, ha fatto sì che un incendio boschivo, appiccato dieci giorni fa nella zona montana di Tortora, nel Cosentino, sia ancora attivo.

Le difficoltà e i disagi per la popolazione

L’incendio di Tortora, iniziato tra il 23 e il 24 luglio nella frazione di Massacornuta, è stato alimentato dalle alte temperature. Successivamente, ha interessato Monte Cucuzzata e lambito Monte Serramale, per poi spostarsi verso la frazione Pizinno di Tortora. Alcuni residenti della località montana hanno riferito di non riuscire a dormire a causa del fumo, che rende l’aria irrespirabile e impedisce di aprire le finestre.

Il rogo ha interessato principalmente la vegetazione di sottobosco, muovendosi inesorabilmente al di sotto di alberi di alto fusto. Il timore principale è che possa prendere vigore, magari a causa di raffiche di vento, e aggredire i boschi che si estendono per ettari all’interno dell’area protetta. Il servizio antincendio del Parco ha precisato che il rogo in questione non era stato segnalato inizialmente, probabilmente perché partito fuori dall’area di loro competenza. Inoltre, il loro intervento è limitato al supporto del sistema regionale.

Essendo in quota, le squadre del Parco non potrebbero comunque intervenire in quelle zone. Infatti, i mezzi aerei sono gli unici in grado di operare efficacemente. Come già accaduto sabato 25 luglio, quando due Canadair erano stati inviati per lo spegnimento, un intervento che tuttavia non è risultato risolutivo.

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Author: FrancescoP