Castagni monumentali Sila Greca a rischio a Corigliano

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CORIGLIANO ROSSANO (CS) – Il futuro dei maestosi castagni monumentali della Sila Greca è a rischio. Il WWF Calabria Citra ha sollevato un’allerta, rivolgendo quattro quesiti urgenti a Calabria Verde in merito alla riconsegna dei boschi dell’Oasi. L’associazione ambientalista, infatti, pur accogliendo con favore la notizia della conclusione dei lavori e dello sblocco dell’area, si interroga sul mancato inserimento di interventi specialistici indispensabili per la messa in sicurezza dei castagni monumentali sila greca.

La vulnerabilità dei patriarchi vegetali

La situazione attuale, secondo il WWF, espone a grave rischio la sopravvivenza di questo patrimonio millenario. Riconsegnare il sito ignorando le gravi criticità strutturali e fitosanitarie dei giganti verdi rappresenta, infatti, un paradosso inaccettabile. Le valutazioni condotte con l’arboricoltura scientifica evidenziano tre precise fragilità che rendono inidonea una riconsegna in sicurezza senza opere correttive urgenti.

Stress, instabilità e rischio radicale

Gli esemplari soffrono di un evidente stress vegetativo, aggravato dai prolungati periodi di siccità estiva, che ne riduce la resilienza biologica. Inoltre, si registrano gravi carie interne ai tronchi e branche principali sbilanciate. Senza interventi misurati e scientifici di alleggerimento statico, il peso delle nevicate invernali e l’effetto “vela” dei venti montani espongono gli alberi a imminenti rischi di schianti e fratture letali.

L’emergenza radicale è altrettanto critica: il dissesto idrogeologico del versante ha eroso il suolo, lasciando gli apparati radicali totalmente scoperti ed esposti al disseccamento. Privati del necessario contrappeso nel terreno, i patriarchi rischiano il ribaltamento dell’intera zolla. È imperativo attuare subito opere di ingegneria naturalistica, come bio-stuoie e piccoli terrazzamenti di contenimento in legno, per ricoprire e stabilizzare le radici.

Le richieste del WWF a Calabria Verde

Per garantire la trasparenza e fare chiarezza sui termini dell’accordo, il WWF Calabria Citra ha interrogato pubblicamente l’azienda forestale regionale Calabria Verde su diversi punti focali. Si chiede una relazione descrittiva dettagliata sullo stato dell’arte del cantiere al 19 settembre 2026, con gli interventi già compiuti per la rimozione del seccume e delle specie aliene.

L’associazione chiede inoltre perché l’accordo non includa le opere specialistiche richieste, domandando quali interventi selvicolturali, fitosanitari e di protezione degli apparati radicali siano ancora programmati o se siano stati esclusi. Infine, alla luce dei passati ritardi, la collettività ha il diritto di conoscere il cronoprogramma definitivo per l’apertura al pubblico, con un calendario ufficiale e certo delle attività future e una stima dei tempi per la fruibilità del sito.

Il WWF Calabria Citra ha dichiarato: “Se da un lato accogliamo con favore la fine di una lunga attesa dovuta ai ritardi accumulati, dall’altro non possiamo accettare che la riconsegna diventi un espediente per ignorare la salute dei castagni”. L’associazione ribadisce la propria disponibilità a collaborare con Calabria Verde, offrendo il supporto scientifico delle proprie competenze per analizzare i dati forestali, ma chiede un riscontro pubblico immediato: l’Oasi deve essere restituita al più presto, ma nella massima sicurezza biologica e strutturale dei “patriarchi vegetali”.

In passato, la zona di Corigliano Rossano è stata al centro di altre questioni legate alla sicurezza, come il blitz anti-racket.

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Author: redazione.web