Enzo Sculco torna in libertà dopo tre anni

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Crotone, 24 settembre 2026 – L’ex consigliere regionale Enzo Sculco è tornato in libertà, cessando la custodia cautelare domiciliare a cui era sottoposto dal giugno 2023. La decisione del Tribunale di Crotone arriva nell’ambito dell’inchiesta “Glicine-Acheronte” condotta dalla Dda di Catanzaro, che lo vedeva coinvolto come presunto dominus di un comitato politico affaristico.

La revoca della misura cautelare per Sculco

Il comitato, secondo l’accusa, avrebbe condizionato la pubblica amministrazione locale, dal Comune all’Asp, dalla Provincia all’Aterp. Tra gli esponenti politici calabresi di spicco che avrebbero fatto parte di tale comitato figurano anche l’ex presidente della Regione Mario Oliverio e l’ex vicepresidente Nicola Adamo. Le accuse contestate a Sculco dalla procura antimafia includono associazione a delinquere, corruzione e voto di scambio politico mafioso.

Queste accuse sono confluite nel processo iniziato nell’ottobre 2024 davanti al Tribunale di Crotone, che vede coinvolti un centinaio di imputati.

I giudici del collegio, presieduto da D’Ambrosio e composto da Daminelli e Crisci come giudici a latere, hanno accolto la richiesta del difensore di Sculco, l’avvocato Mario Nigro. La revoca della misura cautelare è stata motivata dal “tempo trascorso e il corretto comportamento processuale di Sculco”, fattori che consentono di ritenere eliso il pericolo di recidiva. Inoltre, il Tribunale ha preso atto del parere favorevole del pubblico ministero, il quale ha ritenuto cessate le esigenze cautelari.

Il percorso giudiziario e le motivazioni della decisione

Enzo Sculco era l’unico tra gli esponenti politici, amministratori pubblici e imprenditori attualmente a giudizio a Crotone a essere ancora sottoposto a custodia cautelare, dopo oltre tre anni. In precedenza, tutte le istanze di revoca della misura erano state rigettate. L’esponente politico crotonese aveva persino chiesto di essere trasferito in carcere per non gravare ulteriormente sulla vita dei suoi familiari, richiesta che era stata respinta dal collegio penale.

Il Tribunale ha riconosciuto il “prolungamento dei tempi processuali” dovuto al mancato deposito integrale della perizia sulle intercettazioni. Di conseguenza, i giudici hanno concesso un ulteriore rinvio ai periti per completare le trascrizioni. Questa enorme mole di intercettazioni, secondo la Dda, proverebbe l’esistenza del comitato d’affari politico-affaristico, al quale non sarebbero stati estranei alcuni clan del crotonese.

La decisione di concedere la libertà a Sculco segna una svolta significativa nel lungo iter giudiziario che lo vede protagonista.

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Author: Consuelo