Corigliano-Rossano: nasce la Carta di Calabria per l’olivicoltura italiana

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Corigliano-Rossano ha ospitato un evento di rilevanza nazionale con la nascita della Carta di Calabria, un patto per il futuro dell’olivicoltura italiana.

Questo documento rappresenta un punto di svolta per la rete dei 560 enti pubblici olivicoli, fornendo sia una visione a lungo termine che impegni operativi immediati per il settore.

La presentazione è avvenuta durante l’Assemblea nazionale delle Città dell’Olio, tenutasi proprio a Corigliano-Rossano.

La visione 2030 e gli impegni concreti

La visione 2030 per la civiltà dell’olio italiano è stata sviluppata dalla Consulta degli Ambasciatori delle Città dell’Olio, un gruppo che include personalità di spicco delle istituzioni, della cultura e della ricerca.

Inoltre, impegni concreti sono stati assunti dalle Comunità dell’Olio, reti territoriali che connettono Comuni, produttori, ristoratori, scuole e la società civile.

Queste comunità si sono riunite a Rossano per il loro primo incontro nazionale, consolidando un approccio collaborativo.

Un fondamento costituzionale per l’olivicoltura

La Carta di Calabria è stata firmata nell’anno dell’ottantesimo anniversario della Repubblica Italiana.

Essa rivendica per l’olivicoltura un fondamento costituzionale esplicito.

Infatti, un oliveto ben curato incarna i principi dell’articolo 9 della Costituzione, relativo alla tutela del paesaggio e della biodiversità.

Allo stesso modo, si collega all’articolo 4, che riconosce il lavoro come fondamento della comunità nazionale, e all’articolo 32, che tutela la salute come diritto collettivo, considerando l’olio extravergine un pilastro della Dieta Mediterranea.

Il sottosegretario al ministero dell’Agricoltura, sovranità alimentare e delle foreste, Patrizio Giacomo La Pietra, ha sottolineato il valore economico e occupazionale del settore.

Ha affermato che l’olivicoltura è strategica per l’agricoltura italiana, grazie anche alla sua capacità di generare posti di lavoro.

Un atto repubblicano per il territorio

Michele Sonnessa, presidente dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio, ha definito la Carta di Calabria “la parola che le Città dell’Olio danno al Paese nell’anno degli ottant’anni della Repubblica”.

Ha aggiunto che un oliveto curato è un atto repubblicano, poiché unisce la tutela del paesaggio, il lavoro e la salute, valori fondamentali sanciti dalla Costituzione.

L’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo ha evidenziato come la Carta di Calabria sia “molto più di un documento programmatico”.

Si tratta di un impegno condiviso per dare avvio a una nuova fase per l’olivicoltura italiana, valorizzando i territori, le comunità e il patrimonio olivicolo regionale.

Il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, ha espresso grande orgoglio per aver ospitato un evento destinato a segnare le politiche nazionali dedicate all’olivicoltura.

Questa iniziativa, infatti, rafforza il ruolo della Calabria nel panorama olivicolo italiano.

Si ricorda che, in passato, anche a Montebello Jonico si è celebrato il successo della borsa di studio Vincenzo Luca Romeo, dimostrando l’attenzione della regione per lo sviluppo del territorio.

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Author: Claudia