Calabria al top per rinnovabili: un’analisi sulla transizione energetica

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La Calabria è al top per rinnovabili, coprendo il 35% dei consumi energetici regionali.

Tuttavia, un’analisi approfondita sulla transizione energetica rivela un significativo ritardo nello sviluppo recente, soprattutto per quanto riguarda investimenti e infrastrutture.

Questi dati emergono dalla piattaforma Ciro, Climate indicators for italian regions, uno strumento sviluppato da Italy for climate in collaborazione con Ispra, che valuta le performance ambientali delle regioni italiane attraverso 27 indicatori chiave.

Performance e criticità della Calabria

Le emissioni pro capite in Calabria si attestano al di sotto della media nazionale, mentre i consumi energetici pro capite sono tra i più bassi del Paese.

Un punto di forza notevole è rappresentato dal settore agricolo.

La regione si posiziona infatti tra le prime in Italia per l’agricoltura biologica, vantando una quota del 36% della superficie coltivata, nettamente superiore alla media nazionale del 19,8%.

Inoltre, si registrano bassi livelli di utilizzo di fertilizzanti e di emissioni climalteranti.

Ritardi negli investimenti e nelle infrastrutture

Nonostante questi aspetti positivi, l’analisi sottolinea criticità significative nella dinamica della transizione.

La quota di conseguimento dell’obiettivo rinnovabili al 2030 si ferma al 16%, un dato ben distante dal 31% della media nazionale.

Inoltre, lo sviluppo di nuovi impianti energetici è inferiore alla media e il numero di comunità energetiche attive nella regione è ancora limitato.

Questi elementi evidenziano la necessità di un maggiore impegno per accelerare il processo di transizione energetica, nonostante la Calabria sia al top per rinnovabili. È fondamentale che la regione colmi il divario negli investimenti e nelle infrastrutture per sfruttare appieno il suo potenziale in termini di energie pulite.

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Author: FrancescoP