Ritorna sul palcoscenico catanzarese l’eclettica artista Teresa Mancusoin arte Tea, questa volta nella veste inedita di cantastorie. L’8 marzo alle ore 18 al Cafeine va in scena l’esilarante racconto “Lady Faceciak”, da cuiprende nome l’Evento, interamente pensato per le Donne.
Per l’occasione Tea darà voce ad Aisha, la seducente protagonista del “Il Compromesso” edito Gruppo Albatros della stessa Teresa Mancuso che è diventato un piccolo cult già presentato a Roma, Stoccolma e alla Fiera del Libro di Torino. “Aisha sembra uscita fuori da un fumetto contemporaneo- confessa l’autrice- sanguinaria come Matilde del Film Leon , capricciosa come Rossella o’Hara, una sensuale eroina…”.
La regista Tania Romeo interpreta Francesca, la protagonista di“Cavalcando il Vento”, il racconto con cui Teresa Mancuso ha vinto il prestigioso Premio Letterario Nazionale Cerchiara. L’artista Angelo Nifo sì presenta i suoi ritratti pop più celebri tutti al femminile.
Inoltre debutta la giovane stilista Raffaella Clausi che donerà alle donne originalissimi accessori creati da lei. Ospite d’eccezione, per la gioia di tutte le donne, il reggino Roberto Castellani, il vincitore del casting online del Grande Fratello 11, che il 10 gennaio ha varcato la magica Porta Rossa. Approda, già tendenza a Torino, la figura del Consulente filosofico o“curatore dell’anima”, Marco Quirico che reincarna l’amata figura socratica,con i suoi dialoghi pacati e la sua empatia intratterrà il pubblico.
La coreografa Terry Surace animerà la serata con storie tutte al femminile. Infine, verrà proposta un mini corso di degustazione della birra. Un Altro evento culturale firmato dall’agenzia Cantelmi Network dopo il Mimmo Rotella’s Day.
Ore 10:00 Venerdì 11 Marzo 2011
Teatro-Aula Magna
Accademia di Belle Arti di Catanzaro
Il giovane scultore altoatesino Gehard Demetz è ormai considerato dalla critica uno dei talenti più interessanti del panorama artistico internazionale.
Gehard Demetz, dà alla tradizione un’espressione artistica unica nel suo genere.
E’ nato a Bolzano nel 1972. Cresciuto in Val Gardena, dove la professionalità nella manifattura del legno raggiunge livelli altissimi, Gehard Demetz ha saputo far proprie le conoscenze legate alla tradizione, preservandole e aggiungendovi le sue capacità inventive e combinatorie.
Nel 2005 è finalista del Premio Cairo. La sua prima personale alla Galleria Rubin di Milano è del 2005 con catalogo con testo introduttivo di Maurizio Sciaccaluga. L’anno seguente il suo lavoro viene presentato a Bologna ad Artefiera 2006, dove le sue sculture non passano inosservate. In autunno, infatti, è tra i finalisti della VII Edizione del Premio Cairo. Nel 2007 si riconferma ad Artefiera e ArtCologne in Germania. Nel giugno dello stesso anno ha la sua seconda mostra personale alla Galleria Rubin in cui espone l’opera “I want to be flexible”, di oltre 3 metri di altezza. La grande scultura, che rappresenta una bambina che impugna un rossetto come se fosse un’arma, farà parte dell’esposizione SerrOne – Biennale Giovani alla Villa Reale di Monza, nell’autunno dello stesso anno.
Nel 2008 dopo gli ottimi risultati conseguiti a MiArt di Milano è il ‘sold-out’ dello stand alla fiera di ArtCologne dove partecipa con due sculture che ritraggono Adolf Hitler e Mao Zedong bambini.
In concomitanza con la fiera tedesca presenta i suoi ultimi lavori in un’esposizione personale: Gehard Demetz. Skulpturen alla Villa Wessel di Iserloh, sempre in Germania. Del 2008 è la pubblicazione del volume Sculptural Child Figures pubblicato da Silvana Editoriale, con testo di Rolf Lauter ed una intervista all’artista di Luigi Fassi.
Da tredici anni è “maestro scultore”; ha frequentato l’Istituto d’Arte e la Scuola Professionale Provinciale per scultori. Nel 1992 compie il suo apprendistato alla bottega dello scultore Matthias Resch e nel 1995 diventa maestro scultore. Dal 1996 inizia a svolgere attività di insegnamento. Tra il 2000 e il 2001 frequenta i corsi degli Zhou Brothers e di Jacobo Borges all’Accademia di Salisburgo. Dal 2003 è socio del Südtiroler Künstlerbund.
L’assessore alla Cultura Mario Caligiuri ha presentato la prima bozza dell’anagrafe dei teatri realizzata dalla Regione. Nell’attuazione del documento – informa una nota dell’ufficio stampa della Giunta regionale – sono stati coinvolti tutti i sindaci calabresi e circa il 70% ha partecipato attivamente alla rilevazione. Nella prima fase del censimento sono state individuate 167 strutture teatrali, dislocate in 139 comuni: 76 nella provincia di Cosenza, 37 nella provincia di Catanzaro, 9 nella provincia di Crotone, 36 nella provincia di Reggio Calabria e 9 nella provincia di Vibo Valentia.
“Il censimento dei teatri – ha dichiarato l’assessore Caligiuri – costituisce uno strumento indispensabile per una conoscenza approfondita delle realtà culturali in modo da poter attivare efficacemente i finanziamenti europei”.
L’assessore Caligiuri ha avviato la seconda fase dell’indagine ed ha inviato una comunicazione a tutti i sindaci, allegando i risultati della ricerca e ringraziandoli per la preziosa collaborazione. Analoga iniziativa è stata assunta anche per i musei, i cui risultati verranno resi noti nelle prossime settimane.
La rilevazione dei teatri, oltre a costituire un strumento fondamentale per le politiche pubbliche di sviluppo e sostegno del settore, consente anche di conoscere le necessità di interventi strutturali di restauro e riqualificazione stimate in circa 5 milioni di euro per provincia. A sostegno dei teatri calabresi la Giunta Regionale presieduta da Giuseppe Scopelliti ha già approvato una serie di provvedimenti.
In particolare, la programmazione del “Magna Grecia Teatro Festival” per il triennio 2011-2013 che animerà 13 aree archeologiche calabresi, con un impegno di spesa complessiva di 2 milioni e 400 mila euro; l’approvazione del Piano per il teatro 2011-2013 con una dotazione finanziaria, per il primo anno, di 400 mila euro, le cui domande di contributo dovranno essere presentate dagli aventi diritto entro il prossimo 31 marzo; l’aumento di ulteriori 2 milioni di euro dei fondi europei dedicati al teatro per un totale di 5 milioni di euro che si stanno programmando proprio in questo periodo; l’assegnazione per il 2010 e il 2011 di oltre 1 milione di euro per i teatri delle città capoluogo di provincia e con popolazione superiore a 50 mila abitanti. Il censimento è disponibile sul sito della Regione Calabria nell’area di interesse Cultura, Istruzione e Ricerca scientifica.
«Il nostro è un tempo di ricerca e di chiarezza. Ma non basta, perché c’è bisogno ancor più di speranza. La precarietà è insopportabile, assurda, fonte di paura. È una triste sentinella di ansia, una spia del bisogno di sicurezza. Se non evangelizziamo la precarietà si finisce per staccare la fede dalla vita».
Sono le parole di GianCarlo Maria Bregantini, arcivescovo di Campobasso Bojano, in apertura del nuovo libro, Sette lampade tra le pietre e le stelle, scritto a quattro mani con la giornalista reggina Ida Nucera per la Città del Sole Edizioni. Una conversazione imperniata su interrogativi che toccano il sociale e la politica, un dialogo intenso che affronta molti temi, come la mancanza di senso, il significato della fede e il ruolo della Chiesa in un tempo difficile, instabile, in cui l’individuo perde i suoi punti di riferimento e le sue certezze e precipita in una condizione di estrema precarietà che da materiale diventa anche spirituale. Il libro sarà presentato al pubblico sabato 5 marzo alle ore 21 presso l’Aula Magna del Liceo Classico Pitagora di Crotone, alla presenza degli autori Mons. Bregantini e Ida Nucera.
Un incontro-dibattito, coordinato dalla giornalista Rossana Caccavo, che vedrà la presenza di numerosi ospiti: il prefetto della città di Crotone Vincenzo Panico, il sindaco Peppino Vallone, l’arcivescovo mons. Domenico Graziani, la preside del Liceo Pitagora Maria Luigia Giovinazzi. In particolare, animeranno il dialogo, le testimonianze di personalità, tra cui il sindaco di Isola Rizzuto, Carolina Girasole e suor Michela Marchetti, responsabile del centro Noemi di Crotone, invitate dalla giornalista Ida Nucera per la stretta affinità tra le loro scelte di vita e le tematiche da lei affrontate con il vescovo, tanto da dare respiro e concretezza alle pagine. “Non bastano più parole meramente consolatorie, anche quelle vere, credibili non decollano se non sono penetrate dall’autenticità e accompagnate dalla testimonianza”.
A costituire, infatti, i punti focali del dialogo della serata, non sono solo la povertà e l’incertezza economica, ma anche il rapporto con gli immigrati, la fatica di amministrare nella legalità, messa a dura prova dalla ‘ndrangheta, il divario sempre più netto fra Nord e Sud. Temi di urgente attualità, tanto da essere stati scelti durante la 46° Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, svoltasi a Reggio Calabria nei mesi scorsi, ai cui lavori ha partecipato Mons. Bregantini, attuale presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali, il lavoro, la pace e la giustizia.
Il libro Sette lampade tra le pietre e le stelle germoglia da un incontrarsi dell’ombra con la luce, del travaglio con la quiete, dell’impazienza con la mitezza. Interrogativi che toccano le radici del sociale e la politica, saldamente intrecciate ad un imprescindibile insieme di altre urgenze, quelle dell’anima, le domande profonde che l’uomo porta da sempre dentro di sé, e che le vicissitudini della vita fanno emergere con forza. Perché solo insieme “all’altro” è possibile riempire di olio ed accendere, ad una ad una, le lampade di cui abbiamo bisogno per continuare o riprendere il cammino».
il vincitore riccardo schirripa. dietro i suoi compagni della 3A
di Domenica Bumbaca
“E’ stato premiato lunedì 21 febbraio, Riccardo Schirripa, alunno del circolo didattico “De Amicis – T. Campanella” della terza elementare del plesso Belvedere. Il giovanissimo Riccardo partecipante al concorso “Il bambino e il nonno: momenti di vita vissuta”, ha presentato un elaborato in prosa dedicato alla sua nonna.
La manifestazione letteraria, giunta alla sua quarta edizione, è promossa dall’Ufficio scolastico regionale per la Calabria, d’intesa con l’ufficio Marketing della Icom srl. L’iniziativa, il cui successo è denotato dalle oltre 100 scuole primarie calabresi partecipanti con più di 750 elaborati, si è conclusa, con la premiazione degli alunni vincitori, lunedì presso il parco commerciale “Le Fontane” di Catanzaro Lido. All’evento, che nasce da un Protocollo d’Intesa tra Floriano Noto, amministratore delegato dell’Icom Srl e Francesco Mercurio, direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale, hanno partecipato nonni, genitori, dirigenti scolastici, docenti e compagni di scuola degli alunni vincitori del concorso (3 per ogni provincia della Calabria), i quali hanno ricevuto premi offerti dal Parco Commerciale. Il concorso, volto a celebrare il ruolo fondamentale rivestito dai nonni nell’ambito dell’odierna società, era finalizzato a sensibilizzare le nuove generazioni nei confronti di una categoria che rappresenta un pilastro della storia passata, presente e futura.
Tale iniziativa prevedeva l’elaborazione di un disegno sul tema “La figura del nonno nella mia famiglia” per le classi I e II, mentre la composizione di un testo scritto (tema, poesia, filastrocca, lettera, racconto, esperienze di vita da tramandare) sul tema “Il bambino e il nonno: momenti di vita vissuta” per gli alunni classe III, IV e V classe.
Il locrese Riccardo Schirippa, seguito dalla sua insegnante Rosamaria Lombardo, ha voluto ringraziare nonna Maria, dedicandole una poesia. L’alunno, rappresentante per la Locride, è stato premiato insieme ad altri suoi coetanei di tutta la regione calabra, ricevendo un mp3 ed una medaglia è stata, invece, consegnata alla sua nonna.
«Questo progetto- dichiara la dirigente scolastica del “De Amicis – Campanella”, Agata Alafaci- è in linea con i nostri obiettivi, primo fra tutti, la valorizzazione del rapporto scuola – famiglia. L’idea di far riflettere i giovani sulla figura dei nonni è stata molto acuta, perché evidenzia il ruolo fondamentale che ogni nonno riveste nella società». La cerimonia conclusiva ha visto l’esibizione del coro di voci bianche diretto dal Maestro Elvira Mirabelli e dall’ orchestra dell’ istituto Comprensivo “ Vincenzo Vivaldi” di Catanzaro Lido, che ha intrattenuto i presenti con un concerto musicale.
I due volumi “A Mani Libere”, scritti dai ragazzi delle scuole calabresi, a cura di Maria Ficara, sono stati appena ripubblicati dalla casa editrice Aracne (Roma).
Il ricavato della vendita garantirà delle borse di studio per i giovani calabresi, ma non solo. I due volumi, completamente rivisitati rispetto alla prima edizione, arricchiti di nuovi materiali fotografici e documenti mai pubblicati, sono stati presentati stamattina, lunedì 21 febbraio, nella sede della Casa della Cultura di Locri (Provincia di Reggio Calabria). Davanti a centinaia di ragazzi delle scuole della Locride, Nicola Gratteri, procuratore Aggiunto DDA Reggio Calabria, ha ribadito che: “È necessario riconoscere che il modello culturale della ndrangheta è un modello perdente. Questo è il messaggio che deve arrivare alle nuove generazioni, perché si possa sperare e avviare un vero cambiamento sociale e culturale”. Fra gli interventi anche quello di Attilio Tucci, assessore provinciale alle Politiche sociali e giovanili della Provincia di Reggio Calabria. “Andremo avanti – dice Tucci – insieme al Provveditorato agli studi per garantire le borse di studio che abbiamo annunciato. Questo progetto sottolinea, infatti, come sia importante la continuità nelle azioni di contrasto alla ndrangheta”.
Il progetto editoriale “A mani Libere”, si propone di tracciare linee culturali di lotta alla mentalità mafiosa e quindi alla realtà omissiva e sopraffattiva dell’organizzazione criminale calabrese. La scrittura è articolata attraverso racconti e vignette umoristiche sulla ndrangheta, e attraverso la realizzazione di inchieste giornalistiche istituzionali con interventi delle autorità competenti.
Le raccolte di storie, vignette, interviste sono una delle semplici, ma eloquenti attività del Museo della ndrangheta e per questo rappresentano con immediatezza l’essenza del museo stesso. I volumi ben rappresentano l’intento e la modalità delle attività del Museo perché la rappresentazione creativa della realtà in cui i ragazzi vivono è uno dei risultati di un processo lento, silenzioso, affidato all’individuo, che scrivendo o disegnando o ponendo domande sulla realtà che lo coinvolge sta già facendo i conti con la propria identità, sta portando a livello cosciente una presa di posizione.
Essendo rimasti molti posti liberi, il Centro Monoriti ha disposto la riapertura dei termini per la presentazione delle domande di partecipazione al corso su tutela e valorizzazione dei beni culturali in area Euro-Mediterranea (II edizione) a scopo di beneficenza.
Sarà possibile aderire entro le ore 12:00 di venerdì 4 marzo 2011.
L’iniziativa, multidisciplinare e dagli alti scopi culturali e benefici, che ha trovato anche quest’anno qualificate adesioni e sostegno da parte di ampi settori della “Mediterranea”, è finalizzata a fornire conoscenze analitiche e complessive, in materia di tutela e valorizzazione dei beni culturali in Italia, in Europa e nell’area mediterranea. Il corso si rivolge a studenti, nonché a laureandi o laureati, dottorandi o specializzandi, delle Facoltà di Architettura, Agraria, Ingegneria e Giurisprudenza, o di Facoltà affini, nonché ad architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, avvocati, praticanti legali, ingegneri ed agronomi, funzionari delle pubbliche amministrazioni, e professionisti interessati all’iniziativa.
Il progetto, che vede partecipi oltre 30 Docenti dell’Università “Mediterranea” (e non solo), ha la durata di 45 ore (ripartite in una serie di incontri settimanali della durata di 5 ore) e si articola in dieci moduli didattici (uno dei quali consisterà in uno stage di una giornata presso un centro storico calabrese).
Agli iscritti al corso, che avranno frequentato almeno il 75 % delle lezioni, partecipato allo stage e prodotto un report finale, verrà consegnato un Certificato di Partecipazione. E’ stata inoltrata la richiesta per il riconoscimento di CFU da parte delle Facoltà dell’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria.
Il corso prevede una quota di iscrizione individuale di € 100, che sarà devoluta integralmente in beneficenza. I fondi raccolti con le quote di partecipazione consentiranno il finanziamento di una serie di opere di pubblica utilità (alcune delle quali in Africa).
Per maggiori informazioni, è possibile rivolgersi a:
Dott. Angelo Viglianisi Ferraro (ferrangelo@hotmail.com), Promotore e Coordinatore Didattico del Corso;
Avv. Manuela Casile (manuela.casile@poste.it), Dott. Antonino Castorina (320/8864888), Arch. Merilia Ciconte (arch.merilia@gmail.com), Dott. Maria Ferrara (marikasol73@libero.it), Dott. Raffaele Figliano (folking@hotmail.it), Ing. Giuseppe Monteleone (alchimista.vv@tiscali.it), Collaboratori Organizzativi;
Pino Inturri (giurri@alice.it), Salvo Palermo (349/8915770), Grazia Pellicanò (pellicano.grazia@tiscalinet.it), Veronica Praticò (veronicaottantanove@hotmail.it), Vittorio Siclari (393/8931107), Giuseppe Vacalebre (peppevac@hotmail.it), Tutors.
Lunedì 21 Febbraio 2011, alle ore 16.45, presso la Biblioteca comunale “Pietro De Nava” di Reggio Calabria, per il ciclo “Cinema e …”, il Centro Internazionale Scrittori della Calabria promuove l’incontro “Cinema e Beat Generation: L’Urlo di Ginsberg”. Con l’ausilio di video proiezioni, il prof. Nicola Petrolino, studioso ed esperto di cinema, nonché responsabile del settore cinema della “cattedra di poesia, letteratura e arte” del Cis della Calabria, farà una rivisitazione del film l’Urlo, tratto dal poema di Allen Ginsberg.
L’Urlo, pubblicato nel 1955, scandalizzò l’America di quegli anni per il linguaggio libero, crudo e provocatoriamente criptico. Il film, diretto da Rob Epstein e Jeffrey Fiedman, si esplica in tre momenti che si intrecciano armoniosamente tra di loro. Nel primo momento viene raccontata la vita giovanile di Ginsberg con i suoi amici (Kerouck, Lawrence, Ferlinghetti, ecc.), con i suoi amori e con le prime letture pubbliche del poema. Nel secondo momento, con disegni animati vengono illustrate le poesie di Ginsberg e nel terzo momento, con rigore scientifico, in base alle trascrizioni degli atti, viene raccontata la storia del processo penale che nel 1957 ha visto imputato Ferlinghetti editore del poema incriminato. All’incontro, coordinato da Loreley Rosita Borruto, seguirà l’intervento di Maria Festa, critico letterario, che traccerà un breve excursus sull’epopea della beat generation.
Si intitola “Riflessi di luce” il nuovo volume di Francesco Antonio Riggio, ottanta pagine, una raccolta di poesie ma anche di pensieri, canzoni, riflessioni, aforismi, preghiere e tanto altro ancora. Artisticamente conosciuto come Fog, Riggio è principalmente un paroliere cantante musicista controcorrente. In questo volume di miscellanea ha un forte bisogno di comunicare, l’autore cerca di delineare, di chiarire e di illustrare al meglio il suo stile poetico, un’impronta artistica tutta personale nel comporre versi poetici, ma anche il pensiero sulla realtà che ci circonda. Riggio scrive nell’introduzione alle pagine e si presenta al lettore: “sono un artista povero perché seguo i miei ideali, senza farmi contaminare dalle mode passeggere, dalle correnti filosofico-mondane, dal fai come fanno tutti”.
Francesco Riggio, Fog, è un giovane con tante idee in testa che da anni porta avanti grazie, principalmente, alla profondità della sua fede. Nato a Tropea, oggi vive e lavora a Briatico dove ha cominciato a studiare batteria, poi, successivamente, tanti altri strumenti, la chitarra, il basso, il piano ed anche il canto. Anni e anni a cantare e suonare tutti i giorni e a comporre, a scrivere le sue canzoni. Ad oggi Francesco Riggio ha pubblicato ben nove album e la sua speranza più grande è quella che la sua inedita testimonianza di scrittura e di musica possa “aiutare la gente ad aprire gli occhi su ciò che la circonda e sull’immensa pressione del sistema chiamato mondo! La vera libertà – aggiunge- consiste nel non farsi soggiogare dal male, ma nel vivere i propri ideali, soprattutto nell’amore. La fede e l’amore sono le chiavi della libertà dell’uomo!”.
Il suo personale obiettivo è quello di “liberare la musica dalle catene che la legano al conformismo e al mercato, diffondendo un genere di musica senza fini di lucro. Suonare deve essere prima di tutto una passione che va esercitata liberamente- continua- permettendo così all’artista di esprimere il proprio talento senza alcun vincolo dovuto ad un resoconto economico”. Riggio afferma di non prediligere un solo tipo di musica, ma molti generi che vanno dal Rap al Rock, dal Blues al Folk, dal Jazz all’elettronica, il tutto unito ad un pizzico di Psichedelica, uno stile di musica atmosferica tutto personale. Oltre alla passione per la musica Francesco Riggio ama le arti visive, la natura, la preghiera, la storia… Ha un forte dissenso per la televisione che considera ormai solo come “uno strumento di commercio, senza più contenuti educativi, che potrebbe e dovrebbe veicolare cultura e invece non fa altro che plagiare la mente delle persone con programmi scandalistici e privi di pudore”. La sua è una vera e propria corsa controcorrente e forse, aggiungiamo, anche contromano.
“Grandi Eventi Teatrali”: questo il nome della neonata Associazione di promozione teatrale e culturale che abbraccia tutto il panorama dello spettacolo: dalla prosa alla danza attraverso una musica che dalla canzone d’autore ci porta fino alla “lirica” e di conseguenza all’allestimento delle Opere. Dal nome scelto si intuisce che i progetti varcheranno i confini territoriali della città di Reggio Calabria e della Regione, con il preciso scopo di crescere nel panorama nazionale e internazionale.
Nell’impegno dei soci fondatori c’è la voglia di promuovere, sviluppare e diffondere la cultura, il teatro, l’arte, la musica e lo spettacolo con particolare attenzione alle composizioni del musicista calabrese Francesco Cilea, i cui meriti legittimano la sua presenza tra i massimi esponenti della cultura musicale italiana.
Così, nei giorni 6/7/8 maggio 2011, si terrà il XVII Concorso Internazionale per cantanti lirici “Francesco Cilea”, ideato per valorizzare i giovani di talento attraverso una prova che consenta di selezionare il meglio delle loro potenzialità. Al Concorso si affianca il Premio Internazionale di arte e cultura “Omaggio a Cilea” dedicato, appunto, al più grande musicista calabrese. Sarà contemporaneamente realizzato anche il premio “Cilea d’Oro”, che verrà consegnato nella città natale del compositore, Palmi, al vincitore del Primo Premio del Concorso Internazionale “Francesco Cilea”. Da quest’anno l’evento ha un valore in piu’, la dedica alla memoria di Pierpaolo Praticò, autentico apostolo di Francesco Cilea, immaturamente scomparso oltre un anno fa.
“Il teatro è, per noi, un contenitore di tutte le forme artistiche, dalla scultura di corpi in scena alla pittura di scenografie e costumi, dalla proiezione di contributi video all’architettura di spazi reali e virtuali, dalla composizione di melodie e colonne sonore alla scrittura di drammaturgie e versi. Il Teatro è il luogo in cui si generano le più forti emozioni, sia per chi crea sia per chi assiste agli spettacoli.”
E’ in quest’ottica che il consiglio direttivo, formato da Serenella Fraschini (Presidente), Erika Francesca Abramo (Vice-Presidente), Filippo Frattima, Aurelio Leuzzi, Giorgio Abramo (consiglieri) insieme con il Presidente Onorario Cav. Armando Praticò, vuole portare all’attenzione del mondo culturale internazionale, la nostra Regione, promuovendone la crescita socio-culturale.
L’associazione si propone inoltre di realizzare oltre alla Stagione Concertistica, anche attività indirizzate a far conoscere la cultura del teatro a bambini e ragazzi, in modo da diventare un faro per i giovani, che possa guidarli al teatro ed alla sua realtà troppo spesso ignorata, perdendo, così, un valido strumento educativo e formativo.
Per informazioni e approfondimenti www.grandieventiteatrali.it e www.concorsofrancescocilea.it
Area Grecanica e la cultura. Sono iniziati ieri pomeriggio gli incontri dediti al recupero delle origini. Su iniziativa di Apodiafazzi e del dottor Carmelo Nucera presso la Sala Conferenze IRSSEC è avvenuta la presentazione delle Poesie di Silvestro Neri dal titolo “Grecia”. Presente l’autore e il professore Filippo Violi. Sabato 19 febbraio 2011 ore 17 nell’Auditorium dell’IRSSEC iniziativa dell’Associazione Delia e della Comunità Ellenica dello Stretto, componenti del C.C.C. (Centro di Coordinamento dei Calabro-greci) con la presentazione di “A 40 Anni dalla morte del primo nobel greco” in onore di Giorgio Seferis, premio Nobel nel 1963. Intervengono Daniela Macris, Paolo Latella e Salvatore Dieni.
Domenica 13 marzo 2011 a partire dalle 16.00 in occasione del 150° anniversario dell’unita’ d’Italia “Il contributo al risorgimento nell’area grecanica” ed il concerto “corale polifonica don Ruggero Coin” e della fanfara dei bersaglieri.
Inoltre, venerdì 18 e sabato 19 marzo presso il centro Ellenofono di Roghudi si terranno il premio Vincenzo Restagno, premio Don Spanò e il premio letterario Paleaghenea. A seguire il convegno “Cultura quale volano di sviluppo di una comunità”.
Senza dimenticare i corsi di greco avanzato per adulti e quello base per ragazzi/giovani indetti da Astrid e che sono in corso e il corso per la realizzazione di icone dell’Ute-Tel-B.
Da definire le date da parte dell’Ute-Tel-B a marzo per la pubblicazione del volume “I sapori della tradizione” sulla gastronomia calabrogreca mentre a maggio ci sarà un cortometraggio a partire da racconti e ninne nanne della tradizione calabro greca. In programmazione anche il Paleo Cosmo.
– Il bel tenebroso Cupido
scocca amorosi strali
e trafigge con destrezza
il cuore dei mortali. –
In questo dì festoso
regna ovunque l’euforia
e nell’aria si propaga
una delicata sinfonia.
Con un dono, con un fiore,
o un bel cuor di cioccolato
il quattordici Febbraio
vien da tutti celebrato.
Son felici i baldi giovani
e le donzelle son radiose
perché sognano in cuor loro
al dì che andranno spose.
Anche un solitario cuore
nell’attesa sogna e spera
che sbocci anche per lui
un amore in primavera.
Festeggiamo San Valentino
con il giubilo nel cuore
e viviamo questo giorno
all’insegna dell’amore.
RESTI DI UN PASTO AVANZATO…
ORMAI CONSUMATO.
BRICIOLE…
RICORDI DI UN TEMPO NON ANCORA PASSATO.
RACCOGLI E POI TI PENTI…
DECIDI.
LE LASCI LI,
SU QUEL TAVOLO GIA’ APPARECCHIATO…
FORSE ASPETTI UN RITORNO
PER GUSTARE QUEL CIBO CHE TANTO TEMPO HAI DESIDERATO.
BRICIOLE…E TI SAZI.
In fondo ogni giorno,quanto tempo perdi a chiederti come sei veramente…
sei fragile,sei speciale…
sei ironico,sei unico…
sei dolce,sei un miracolo…
sei forse come l’aria…pura ,fresca e trasparente.
sei come il sole….grande,caldo e luminoso.
sei come un pianoforte…..che ha vita solo quando qualcuno sfiora le sue sue corde.
sei tante cose…..e’ proprio questa la tua bellezza di essere vivente.
Oggi puoi essere leggero come una piuma….come una foglia che lenta,
cade , si adagia tra le braccia del vento…..e si lascia cullare,
affinche’ non si schianti a terra……ma lievemente accarezzi il suolo.
Sei la meraviglia del mondo…come quando un bimbo sgrana i suoi occhi grandi…
Sei il sogno che prende forma ogni qual volta vivi la vita.
Il nostro rapporto con la felicità è simile a quello di due conoscenti che, non amando frequentare gli stessi posti, raramente hanno l’opportunità d’incontrarsi.
da Finché c’è vita non c’è speranza (Kimerik, 2010)
Giovanni Soriano, aforista e psicoterapeuta, è nato nel 1969 a Vibo Valentia. Nel 2007 ha pubblicato il suo primo libro di aforismi: “Maldetti. Pensieri in soluzione acida” (Joker). Nel 2009 ha pubblicato il sito www.aforismario.it che in poco tempo è diventato punto di riferimento per migliaia di appassionati del genere aforistico. Nel 2010 ha pubbicato il libro “Finché c’è vita non c’è speranza (Kimerik), che costitusce il primo capitolo di un suo personale diario aforistico.
Farsi notare con la propria assenza e ascoltare col proprio silenzio, sono due piccoli capolavori della vanità.
da Maldetti. Pensieri in soluzione acida (Joker, 2007)
Giovanni Soriano, aforista e psicoterapeuta, è nato nel 1969 a Vibo Valentia. Nel 2007 ha pubblicato il suo primo libro di aforismi: “Maldetti. Pensieri in soluzione acida” (Joker). Nel 2009 ha pubblicato il sito www.aforismario.it che in poco tempo è diventato punto di riferimento per migliaia di appassionati del genere aforistico. Nel 2010 ha pubbicato il libro “Finché c’è vita non c’è speranza (Kimerik), che costitusce il primo capitolo di un suo personale diario aforistico
L’assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri ha presieduto un incontro con i rettori delle Università calabresi: Giovanni Latorre dell’Università della Calabria, Francesco Saverio Costanzo dell’Università degli Studi “Magna Græcia” di Catanzaro, Massimo Giovannini e Salvatore Berlingò rispettivamente dell’Università “Mediterranea” e dell’Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria.
“La Regione Calabria – ha dichiarato Caligiuri al termine della riunione – coinvolge pienamente le università nel processo di sviluppo economico e sociale avviato dal Presidente Scopelliti. Infatti, sono già stati immesse nel sistema, o sono state programmate, risorse per quasi 30 milioni di euro in modo da dare risposte concrete ai laureati calabresi e alle Università”.
Nel corso dell’incontro – informa una nota dell’ufficio stampa della Giunta regionale – sono stati concordati i criteri di riparto dei fondi per il diritto allo studio per l’anno 2011. Tali fondi, pari a 7 milioni di euro, saranno trasferiti dalla Regione alle Università calabresi per essere destinati a borse di studio, servizi mensa, alloggi universitari e interventi a favore degli studenti portatori di handicap. Inoltre, sono stati analizzati gli interventi a sostegno delle Università e del capitale umano calabrese già realizzati dal Presidente Scopelliti, in particolare l’investimento di 8 milioni di euro per finanziare master e dottorati, il cui bando è già stato pubblicato in preavviso sul sito della Regione Calabria, e quello di 14 milioni di euro destinati nei mesi scorsi all’assegnazione di 155 borse di studio post dottorato.
Infine, l’assessore Caligiuri ha ricordato che la scadenza del bando per la costituzione e l’ampliamento dei Poli di Innovazione regionali è stato posticipato al 15 marzo 2011.
Dopo le presentazioni di successo a Sesto San Giovanni e Milano, Fabio Musati, autore di “Tramonto Falck” per Laruffa Editore, incontra i lettori sabato prossimo, alle 17, nella sala della libreria “Libri e dintorni” di Villa San Giovanni.
Nello scenario denso dei fumi delle acciaierie, dal passato al presente, si sviluppa il romanzo “urbano” di Fabio Musati. Protagonisti, giovani graffitari che si muovono tra ciò che rimane del Villaggio Falck, dove tutto è come cinquanta anni fa. Più di un milione di metri quadrati coperti da laminatoi, depositi, pozzi, torri, carri-gru e ciminiere. Tutto uguale e tutto diverso per una storia di riflessioni e sentimenti scaturita dalla penna creativa dello scrittore milanese. Operai, ingegneri e poliziotti, tutti alla ricerca di qualcosa e di sé stessi. Mentre sullo sfondo sale il tramonto rarefatto dalle nebbie della fabbrica, il tramonto Falck.
Uno stile moderno e coinvolgente caratterizza la narrazione, dipingendo un mondo fatto di smog, sudore, cieli grigi e muri colorati di sogni. Per ribellarsi.
All’incontro letterario, dopo i saluti di Stefania Messina, responsabile “Libri e dintorni”, interverranno la giornalista Cristina Marra, l’editore Roberto Laruffa e l’Autore. Coordina Maria Teresa D’Agostino.
Fabio Musati, originario della Valsesia, è nato a Milano nel 1957, dove vive con la moglie Valeria e il figlio Guido. E’ autore di narrativa e di testi teatrali. Per Laruffa Editore nel 2009 ha pubblicato “L’Angelo nero”. http://fabiomusati.blogspot.com/
Il convegno “Produzione letteraria sul fenomeno ‘ndrangheta”, inserito nel calendario dell’evento socio-culturale “Spazio e Tempo d’ascolto e di riflessione”, ideato dal comitato dell’”Officina del pensiero pensante”, giunto alla sua conclusione ieri, ha offerto venerdì sera l’opportunità di ascoltare il procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria, Nicola Gratteri. Accanto a lui, seduti al tavolo dell’Auditorium del Palazzo della Cultura, il giornalista Paolo Pollichieni, il colonnello Valerio Giardina, comandante del Gruppo Carabinieri di Locri e la studentessa del Liceo-Ginnasio “Ivo Oliveti”, Ilaria Piromalli.
Il tema del dibattito, per la sua complessità ed importanza, ha permesso al procuratore geracese di relazionare e presentare la sua analisi dettagliata e precisa sul fenomeno della ‘ndrangheta da un punto di vista socio-giudiziario e politico-culturale. Lo ha fatto partendo proprio dalla sua esperienza di scrittore di alcuni libri “Fratelli di sangue” e “La Malapianta” che hanno visto la collaborazione del giornalista Antonio Nicaso.
Saggistica e pubblicistica che hanno permesso, oggi, di osservare e studiare il fenomeno sotto molti punti di vista. Saggi, quelli di Gratteri, che stanno girando il mondo e le scuole d’Italia.
Proprio il sistema scolastico, senza farne una questione di governo di destra o sinistra, è al centro delle preoccupazioni del magistrato: « Con una scuola che non funziona, la cultura viene meno e i giovani di oggi rischiano di non avere “armi” per potersi confrontare e contrastare il fenomeno della mafia”.
La sua è una critica che si allarga anche al sistema giudiziario. Il procuratore è stato spesso definito un pessimista, che nonostante i molteplici risultati ottenuti con le operazioni contro la ‘ndrangheta, non intravede un futuro roseo. «Ma io- replica- sono un realista. Non mi “illudo”, perché racconto ciò che vedo e sento. So dei complotti nei sistemi giudiziari, politici ecc…, e so che la mafia riesce a penetrare anche nell’antimafia e nella pubblicistica, come nella produzione letteraria. Se si continua così, – aggiunge- non posso non affermare che la mafia finirà con l’uomo». Pollichieni, dalla sua esperienza di giornalista, considera necessario quanto vitale per l’uomo, superare le “zone grigie” e il fatto che di fronte ad esse si fermino sia la pubblicistica (giornali, libri, ecc..) sia la stessa magistratura, è allarmante.
Prima dell’’incontro col magistrato della Dda reggina il salotto di via Trieste ha ospitato il dibattito “La tutela della famiglia nella composizione dei conflitti. L’intervento del Diritto e della Psicologia forense”. Sono intervenuti Giovanni Mario Filocamo, presidente del Tribunale di Locri, Francesca Panuccio, docente di Diritto privato all’Università degli Studi di Messina e Gaetano Barletta, esperto di Psicologia giuridica dell’Università di Pisa. In platea il sindaco Francesco Macrì e l’assessore alla cultura Francesco Commisso, per gli onori di casa; presente anche l’onorevole Maria Grazia Laganà Fortugno.