Lunedì 18 marzo 2013, alle ore 17.30, nella sala conferenze della libreria “Culture” – Reggio Calabria – il Centro Internazionale Scrittori della Calabria promuove la tavola rotonda di filosofia e letteratura “Le due lentezze: Marcel Proust – Milan Kundera”.
Interverranno: Emilia Serranò Degli Espositi (Docente di Filosofia, componente del Comitato Scientifico del Cis della Calabria), Katia Colica (Scrittrice, poetessa, giornalista), Franco Iaria (Critico letterario, saggista), Gianluca Romeo (Studioso di Letteratura e Filosofia). Modera e dirige la tavola rotonda il dott. Gianfranco Cordì (Scrittore, ricercatore di Filosofia presso l’Università di Catania).
Sarà la sala conferenze del Palazzo Storico della Provincia ad ospitare, alle ore 17,30 di mercoledì 20 marzo 2013, la presentazione dell’ultima fatica letteraria di Piero Sansonetti, “La sinistra è di destra”.
Ai saluti di Rosita Borruto, presidente del CIS, seguiranno gli interventi dell’Assessore provinciale a Cultura e Legalità Eduardo Lamberti Castronuovo e del Presidente del Teatro dei Semplici Luigi Marino.
Concluderà l’incontro la relazione di Piero Sansonetti, autore del libro e direttore di “CalabriaOra” e del settimanale “Gli Altri”.
L’evento, moderato dalla giornalista di CalabriaOra Gabriella Lax e promosso dal Teatro dei Semplici e dall’Assessorato Provinciale a Cultura e Legalità, costituisce il primo Dialogo di Primavera, ideato e realizzato dal Teatro dei Semplici nell’ambito del progetto culturale “L’aratro e la semina”, nato dalla consapevolezza che allo svago e al divertimento è opportuno affiancare la necessaria riflessione sull’uomo e su tutto ciò che lo circonda.
Venerdì 15 marzo 2013, alle ore 17.00, presso la sala conferenze della libreria “Culture”, via Zaleuco – Reggio Calabria, il Centro Internazionale Scrittori della Calabria, per il ciclo “Quattro passi … nel mondo antico …” promuove il nono incontro dal titolo “Alceo”.
Il ciclo di conferenze, ideato dalla prof.ssa Maria Quattrone, si prefigge di fare conoscere il mondo antico, latino e greco in particolare, attraverso alcuni autori che rappresentano – se così si può dire – “Voci significative dello stesso”. Il percorso consentirà a giovani e adulti di accostarsi ai classici e di scandagliarne il contesto, i valori o il messaggio ad oggi attuali.
Dopo i saluti di Loreley Rosita Borruto, presidente del Cis della Calabria e l’introduzione di Maria Quattrone, già Dirigente Scolastico del Liceo Classico “T. Campanella” di Reggio Calabria, relazionerà sul tema dell’incontro il prof. Ugo Martino, docente di Latino e Greco al Liceo Classico “T. Campanella” di Reggio Calabria. Alceo uno dei maggiori poeti greci (Mitilene, Lesbo, seconda metà del sec. VII – sec VI a. C.) rappresenta, con Saffo, sua contemporanea, la lirica eolica. La poesia di Alceo si distingue per la grande spontaneità e la forza passionale.
Giovedì 14 marzo 2013, alle ore 17.00, nel Palazzo della Provincia di Reggio Calabria (sala biblioteca), l’Assessorato alla Cultura e alla Legalità dell’Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria e il Centro Internazionale Scrittori della Calabria, per il ciclo di conferenze sulla scienza promuovono l’incontro: “I cambiamenti climatici”.
Dopo gli interventi di Eduardo Lamberti Castronuovo, Assessore alla Cultura e alla Legalità dell’Amministrazione provinciale di Reggio Calabria e di Loreley Rosita Borruto, Presidente del Cis della Calabria, relazionerà sul tema dell’incontro la prof.ssa Francesca Messineo, Ispettore Tecnico del Ministero, dell’Istruzione e della Ricerca. L’anidride carbonica immessa oggi in atmosfera a causa delle attività umane influirà sul clima della Terra per le prossime centinaia di anni. Per elaborare previsioni, i climatologi usano modelli basati sulla conoscenza dei sistemi climatici passati, su processi che influenzano il clima e sulle leggi della chimica e della fisica.
L’ipotesi da cui si parte è che bruceremo combustibili fossili a un tasso sempre maggiore, e che quindi entro il 2100 la Terra potrebbe riscaldarsi di cinque gradi. In passato si sono già verificati riscaldamenti simili, ma non alla velocità attuale. Questo scenario estremo potrebbe mettere a rischio la stabilità economica e politica di diverse aree del mondo. Più che il cambiamento climatico, potrebbe essere la conseguente reazione sociale a determinare i problemi più gravi per l’umanità.
Per ricordare Lea Garofalo, la testimone di giustizia che ha pagato con la vita la sua ribellione alla ’ndrangheta, si terrà a Rossano, presso la Sala Rossa di Palazzo San Bernardino, il prossimo sabato 16 marzo alle ore 17,30 la presentazione del libro Il coraggio di dire no, edito da Falco Editore.
L’autore Paolo De Chiara, giornalista molisano, ricostruisce la sua tragica vicenda, approfondendo tra l’altro i legami della criminalità organizzata ‘ndranghetista con la Lombardia e il settentrione. Oltre all’autore, porterà la sua testimonianza Marisa Garofalo, sorella di Lea, mentre il giornalista Fabio Buonofiglio modererà l’evento. Daranno i loro saluti il sindaco Giuseppe Antoniotti e l’editore Michele Falco.
La serata sarà trasmessa in diretta sul sito www.falcoeditore.com. Eletta personaggio calabrese dell’anno 2012, Lea è l’esempio di un eroismo in penombra che va raccontato e gridato con impegno e fedeltà: è questa l’arma vincente contro ogni forma di mafiosità.
E’ la storia di Lea Garofalo, la donna-coraggio che si è ribellata alla ’ndrangheta, che ha tagliato i ponti con la criminalità organizzata. Nata in una famiglia mafiosa, ha visto morire suo padre, suo fratello, i suoi cugini, i suoi amici. Ha denunciato quello che ha visto, quello che ha sentito: una lunga serie di omicidi, droga, usura, minacce, violenze di ogni tipo. Ha raccontato la ‘ndrangheta che uccide, che fa affari, che fa schifo! È stata uccisa perché si è ribellata alla cultura mafiosa, che non perdona il tradimento – soprattutto – di una donna. A 35 anni è stata rapita a Milano per ordine del suo ex compagno. L’hanno interrogata brutalmente, malmenata e poi assassinata. Per questo, sei vigliacchi sono stati condannati all’ergastolo dalla Corte d’Assise di Milano.
Paolo De Chiara è nato a Isernia nel 1979. Attualmente collabora con il quotidiano L’Indro (www.lindro.it) e in Molise, dove ha lavorato con quasi tutti gli organi di informazione regionali, dirigendo un mensile di informazione-cultura e politica, si occupa di infiltrazioni criminali. Si dedica a diffondere la Cultura della legalità nelle scuole molisane.
Mercoledì 13 marzo 2013, alle ore 18.00, presso il salone della chiesa di San Giorgio al Corso – Reggio Calabria – il Centro internazionale Scrittori della Calabria, per il ciclo di Archeologia, promuove il terzo incontro “Il Santur – Griso Laboccetta”.
Il santuario greco a Reggio Calabria. Con l’ausilio di video proiezione relazionerà la Dott.ssa Emilia Andronico, Direttore Archeologico, Coordinatore della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Calabria. Il Santur Griso Laboccetta (così definito dal nome dei proprietari dei terreni) è il più importante santuario della Reggio greca.
A partire da fine 1800, durante alcuni scavi, vennero alla luce numerosi oggetti di terracotta che proseguirono nel 1883 con la scoperta della prima stipe votiva. Da quella data, tra i numerosi e diversi oggetti ritrovati, il pezzo più importante, rinvenuto in quell’area archeologica è stato un bassorilievo in terracotta dipinta, la famosa “Lastra Griso Laboccetta” che rappresenta due fanciulle di stile arcaico in movimento.
Gli studiosi presumono che tale lastra sia stata realizzata alla fine del VI sec. A. C..L’unica cosa che si può affermare con sicurezza è che la vita del santuario continuò da epoca arcaica (VII sec. a.C.) ad età ellenistico – romana, rimanendo punto di riferimento importantissimo nella storia della polis calcidese.
Mercoledì 13 marzo 2013, alle ore 18.00, presso il salone della chiesa di San Giorgio al Corso – Reggio Calabria – il Centro internazionale Scrittori della Calabria promuove l’incontro “Il Santur – Griso Laboccetta”.
Il santuario greco a Reggio Calabria. Con l’ausilio di video proiezione relazionerà la Dott.ssa Emilia Andronico, Direttore Archeologico, Coordinatore della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Calabria.
Il Santur Griso Laboccetta (così definito dal nome dei proprietari dei terreni) è il più importante santuario della Reggio greca. Giovedì 14 marzo 2013, alle ore 17.00, nel Palazzo della Provincia di Reggio Calabria (sala biblioteca), l’Assessorato alla Cultura e alla Legalità dell’Amministrazione provinciale di Reggio Calabria e il Centro Internazionale Scrittori della Calabria, per il ciclo di conferenze sulla scienza promuovono l’incontro: “I cambiamenti climatici”.
Dopo gli interventi dell’Assessore alla Cultura e alla Legalità Eduardo Lamberti Castronuovo e di Loreley Rosita Borruto, presidente del Cis della Calabria, la prof.ssa Francesca Messineo, Ispettore Tecnico del Ministero dell’Istruzione e della Ricerca, parlerà dei processi che influenzano il clima. Venerdì 15 marzo 2013, alle ore 17.00, presso la sala conferenze della libreria “Culture”, via Zaleuco – Reggio Calabria, per il ciclo “Quattro passi … nel mondo antico …” ci sarà il nono incontro: “Alceo”.
Interverranno: Maria Quattrone, già Dirigente Scolastico del Liceo Classico “T. Campanella” di Reggio Calabria, e il prof. Ugo Martino, docente di Latino e Greco al Liceo Classico “T. Campanella” di Reggio Calabria.
Con un evento espositivo unico in Calabria, il prossimo sabato 16 marzo arriva l’atteso appuntamento Pramantha di questo anno 2013: AfricArte. Alla scoperta del Contemporaneo a cura di Maria Rosaria Gallo, presso gli spazi espositivi della galleria Pramantha Arte in Via Giovanni Nicotera 165 a Lamezia Terme, con inaugurazione alle ore 18.30 e durata fino al prossimo 2 maggio. Visitabile gratuitamente da martedì a sabato, dalle ore 17 alle ore 20.
“AfricArte. Alla scoperta del Contemporaneo – afferma il curatore – è una mostra di arte tribale. Un saggio di scultura e cultura africana allestito in 65 autentici manufatti (tra maschere e statuaria di varia età e provenienza), selezionati da una delle più importanti collezioni private di arte africana in Italia: la collezione dello studioso e ricercatore calabrese Marcello Lattari. Un viaggio intriso di molteplici sensi e dimensioni.
A un livello di testimonianza culturale, l’evento rende manifesto lo straordinario mondo di Marcello Lattari, penetrando nell’intimo della sua quarantennale passione per l’Arte Africana e svelando una realtà che pochi immaginerebbero esistente in Calabria, ma che molti conoscono nel resto d’Europa e del mondo. I 65 pezzi consegnati a Pramantha, infatti, non sono che un piccolo rilucente frammento della ricerca di un “filosofo” odierno che nella pratica del cercare e del collezionare svolge il suo percorso conoscitivo, inseguendo con sincerità, istinto e rigore scientifico interrogativi atavici che fin dagli anni ‘70 lo legano al continente dell’origine per eccellenza e lo impegnano in una ulteriore e costante attività di consulenza e divulgazione a livello internazionale. Un’attività che prende corpo nella raccolta denominata appunto AfricArte, comprendente oggi un notevole numero di esemplari provenienti dalle regioni e dalle etnie più prolifere dell’Africa Subsahariana, di cui se ne scorge la fisionomia nel sito web www.africarte.it.
Da un punto di vista percettivo, la mostra si offre come un’esperienza estetica forte, principalmente sensoriale, fatta di odori, colori, volumi, combinazioni e architetture spaziali, sorprendentemente oscillanti tra naturalismo, astrazione, simbolismo e funzionalità. Una ricchezza espressiva che testimonia una creatività africana tradizionale estremamente variegata e irriducibile a semplificazioni; quella stessa ricchezza la cui complessità concettuale e raffinatezza stilistica ipnotizzò artisti, intellettuali e collezionisti agli inizi del Novecento, dilagando come una vera e propria febbre di caccia all’oggetto tribale e contribuendo, soprattutto, all’affermarsi di quella rivoluzione radicale (estetica, filosofica, spirituale, culturale) che travolse il vecchio mondo e che nelle Avanguardie artistiche vide il suo principale motore. Bastano a citazione i nomi emblematici di Matisse e Picasso (pionieri della rivoluzione artistica e grandi amanti dell’art nègre) le cui ricerche e soluzioni «apparvero – come scrive Tristan Tzara in Scoperta delle arti cosiddette primitive – come un esito naturale delle esperienze attinte dal fondo anonimo dell’arte dei popoli neri».
Da un punto di vista oggettuale e narrativo, attraverso una “rappresentanza” etnico-geografica che comprende opere provenienti per lo più dall’Africa occidentale (Mali, Costa d’Avorio, Sierra Leone, Liberia, Ghana, Nigeria, Camerun, Gabon, Angola), da diverse regioni dell’attuale Repubblica Democratica del Congo e – con un bellissimo esemplare di maschera ventrale – dalla Tanzania, la mostra richiama i temi forti e gli usi tipici della cultura e dei costumi tradizionali africani: il culto della fertilità, i miti delle origini, le cosmogonie, l’animismo, il feticismo. Una costellazione di pratiche e valori che ancora oggi, nell’immaginario utopico occidentale, occupa l’emblema di una esistenza umana libera nell’armonia tra individuo-società-natura-cosmo.
Le opere esposte – figure di antenati, figure maschili e femminili, figure mitiche, maternità, maschere rituali, maschere facciali e caschi dalle linee antropomorfe e zoomorfe, feticci, reliquari e oggetti d’uso quotidiano – offrono un’idea tangibile della totale alterità che il senso e la funzione dell’arte acquista nella tradizione dei popoli africani rispetto ai popoli cosiddetti occidentali. A essere evocati dalle sculture sono principalmente rituali, cerimonie, feste, danze e credenze che conferiscono all’arte, alla pratica creativa e alla produzione artistica una necessità vitale per l’esistenza stessa dell’individuo e della società nel mondo. Una “funzionalità” che però in nessun caso – di fronte all’opera d’arte – sminuisce l’energia poetica di linguaggi che per sintesi ed essenzialità si sono scoperti universali e, come disse Picasso, insuperabili.
AfricArte in Pramantha,inoltre, si presenta come un’occasione di approfondimento che, partendo da suggestioni primordiali, articola un calendario di appuntamenti tra arte, storia, filosofia, cinema e astronomia avventurandosi alla scoperta del Contemporaneocon le seguenti date: Sabato 16 marzo ore 18.30 Collezionando l’Africa. Opening con Marcello Lattari; Sabato 23 marzo ore 18.30 Arte tribale/Arte Contemporanea. L’Africa all’origine delle Avanguardie con Maria Rosaria Gallo; ore 21.00 film – Modigliani. I colori dell’anima di Mick Davis; Sabato 6 aprile ore 18.30 Africa/Italia. L’esperienza della colonizzazione e il ministero del calabrese Gaspare Colosimo con il Prof. Vanni Clodomiro (Unical); Sabato 20 aprile ore 18.30 Cosmogonie/Cosmologie. Tra mito e scienza, l’origine nell’Universo con Antonio Bruno Umberto Colosimo e Marcello Lattari.” (Testo dalla presentazione di Maria Rosaria Gallo).
Lunedì 11 marzo 2013, alle ore 17.30, nella sala conferenze della libreria “culture” – via Zaleuco – Reggio Calabria – il Centro Internazionale Scrittori della Calabria incontra il cantastorie Pino Piromalli Corso.
L’artista, attraverso la sua voce e la sua chitarra, si racconta e dialoga con il pubblico presente. Nella sua tradizionale performance di abile intrattenitore e musicista, Pino Piromalli Corso interpreta composizioni che fanno parte del suo repertorio.
Le sue canzoni attraversate da pungente ironia diventano canti di protesta e di introspezione psicologica. Piromalli Corso, cantastorie reggino, è una scoperta “ru mastru cantaturi” Otello Profazio .
Nel salone della Chiesa di San Giorgio al Corso di Reggio Calabria, nell’ambito del ciclo “Cinema e …”, Loreley Rosita Borruto, presidente del Centro Internazionale Scrittori della Calabria, ha organizzato l’incontro Cinema e donna: Voci da “L’altra metà del cielo”.
Il relatore prof. Nicola Petrolino, esperto e critico di cinema, attraverso l’utilizzo di materiale multimediale e cinematografico, ha dato voce ad alcune figure rappresentative del nostro passato ridotte al silenzio anche con metodi coercitivi e violenti, ed ad alcune donne del mondo contemporaneo che, sebbene emancipate, hanno ugualmente sofferto uno stato di disagio esistenziale legato alla condizione femminile.
L’excursus è iniziato da Saffo, la poetessa greca antica vissuta tra il VII e il VI secolo a.C che ha cantato sentimenti femminili, in modo appassionato e coinvolgente, in brevi composizioni recitate sulle splendide immagini delle coreografie di Pina Bausch riprese da Wim Wenders nel film Pina. A seguire, Agora, un film del 2009 diretto da Alejandro Amenábar e interpretato da Rachel Weisz, ha messo in luce, in forma romanzata, la vita della matematica, astronoma e filosofa alessandrina Ipazia conclusasi col suo assassinio per mano di un gruppo di fanatici anti-pagani, nel marzo del 415.
La scienziata fu lapidata per le sue idee, ma la sua morte l’ha resa una martire laica del pensiero scientifico. Una donna per la libertà di espressione, contro ogni fanatismo religioso. Si è passati poi alla figura di Giovanna D’Arco attraverso l’omonimo il film di Luc Besson, con Milla Jovovich come protagonista, sulle note della canzone a lei dedicata da Fiorella Mannoia. La morte dell’eroina sul rogo il 24 maggio del 1430 sulla piazza del mercato vecchio in Rouen, ha ricordato che durante il primo periodo della storia dell’Europa moderna, migliaia di persone, in gran parte donne, furono processate per il reato di stregoneria. Più di 50.000 furono condannate a morte, solitamente al rogo, e bruciate vive.
Il film Artemisia – Passione estrema di Agnes Merlet, con Valentina Cervi, ha messo in evidenza la figura della la pittrice Artemisia Gentileschi (1593-1652), figlia del noto pittore pisano Orazio. L’artista fu vittima dei pregiudizi del suo tempo e della sopraffazione maschile nell’amore: ne è prova la violenza carnale che subì adolescente dal suo maestro Agostino Tassi e quella ancor più grave del processo (1612) contro lo stesso Tassi, dove da vittima si trasformò in accusata. The Hours, il film diretto nel 2002, diretto da Stephen Daldry, ha fatto rivivere il suicidio della scrittrice britannica Virginia Woolf, interpretata da Nicole Kidman, che dopo aver scritto una lettera di addio al marito Leonard, si uccide annegando nel fiume Ouse.
La vie en rose, un film del 2007 diretto da Olivier Dahan dedicato alla vita della cantante francese Édith Piaf, e Marilyn diretto nel 2011 da Simon Curtis e interpretato da Michelle Williams su un episodio della carriera di attrice di Marylin Monroe, hanno evidenziato due icone del canto e della bellezza e, nello stesso tempo, due fragili donne distrutte dal mondo dello spettacolo. Gli ultimi due ricordi sono stati dedicati a Madre Teresa di Calcutta (attraverso lo sceneggiato TVper la regia di Fabrizio Costa con Olivia Hussey nel ruolo della protagonista) e a Rita Levi Montalcini (ripresa in una intervista fattale da giovani donne negli USA).
Nate a un anno di distanza, Madre Teresa di Calcutta (1910), Rita Levi Montalcini (1909) rappresentano due donne simili nell’aspetto fisico e ambedue premi Nobel. Da una parte una scienziata di forti convinzioni laiche, dall’altra una suora con una profonda fede religiosa. Due figure espressione di mondi diversi e distanti però vicine tra loro almeno in una cosa: la determinazione a seguire la loro vocazione a servizio dell’umanità.
Il prof. Nicola Petrolino, attraverso il suo lavoro, ha quindi voluto fare un omaggio a straordinarie e indimenticabili eroine che, entrate a far parte del nostro immaginario collettivo, fanno sentire la loro voce da “l’altra metà del cielo”, per ricordarci quanto sia stato difficile il cammino dell’emancipazione femminile nel corso dei secoli e come questo percorso sia ancora irto di ostacoli.
Venerdì 8 marzo 2013, alle ore 17.30, nella sala conferenze della Libreria “Culture”, via Zaleuco – Reggio Calabria – Loreley Rosita Borruto, presidente del Cis della Calabria, in occasione della giornata internazionale della donna, presenta il libro “Ventidue soli” di Silvia Sestito, pubblicato dalla “Fondazione Editrice Sperimentale Reggina”.
Commenteranno il libro la docente di Filosofia Emilia Serranò e la scrittrice Clelia Montella. In rappresentanza della “Fondazione Editrice Sperimentale Reggina” interverrà il dott. Enzo Vitale. Sarà presente l’Autrice.
“Ventidue soli” propone una riflessione sulla precarietà intesa come povertà simbolica, povertà di parola e di rappresentazione, che affligge il nostro tempo ed evidenzia il valore di una particolare forma di terapia dell’anima: la filosofia. Silvia Sestito ha pubblicato: “Piani paralleli”, Laruffa 2001; “Il Pensiero Dominante”, Iride (Rubettino) 2003; “Del Tempo oscuro”, Kimek 2009.
Come musicista ha partecipato a numerosi concerti ed è stata pianista e cantore (voce soprano) del Coro Polifonico San Paolo di Reggio Calabria.
Si inaugurerà, all’interno delle suggestive sale del centro winery e viveyard ‘Le Baccanti’ di San Marco Argentano (CS), la mostra pittorica dell’artista cosentina Tina Pintaura.
L’evento, organizzato e promosso da Alessandro Brusco e Tiziana Russo, si terrà alle ore 20.30 di venerdì 8 marzo alla presenza della pittrice. “Abbiamo voluto aprire la mostra al nostro pubblico proprio nella giornata dedicata alla Festa delle Donne – si legge nella nota del locale espositivo sito nel borgo storico del centro normanno – perché il linguaggio pittorico di Tina Pintaura induce a forti emozioni, a coinvolgimenti intimi che liberano energie primordiali, riportando tutti ad un’appartenenza originaria, che è quella del colore puro, che trasmette forza e positività attraverso i suoi scenari onirici ma decisamente e straordinariamente luminosi.
Forze e suggestioni che solo le donne possono trasmettere al pari dell’energia pura dei colori intensi”.
Un’arte moderna, agile, vivace e dagli effetti straordinariamente fantastici quella espressa dalla pittrice cosentina, che si avvale di una particolare tecnica mista, capace di coniugare immagini e colori in una logica astratta del tutto personale e di grande seduttività. Tina Pintaura è l’artista del colore materico.
Guardando le sue opere si ha la sensazione di essere trascinati in un antico ballo pieno di evoluzioni e piroette, in un morbido valzer in cui i protagonisti sono i volteggi e le figure circolari.
Continuano gli appuntamenti del Sistema Bibliotecario Vibonese nell’ambito della Settima Settimana delle Biblioteche. Un evento di caratura regionale, cofinanziato dalla Regione Calabria e promosso anche dalle biblioteche di Cosenza e Castrovillari e dal Sistema Bibliotecario Lametino.
Oggi uno degli eventi più attesi alle 11, la presentazione, alla presenza degli autori, al Liceo Vito Capialbi del libro “Timira. Romanzo meticcio”, edizione Einaudi, di Wu Ming2 (Giovanni Catabriga) e Antar Mohamed.
Timira, donna appassionata e libera, nata nel 1925 a Mogadiscio, è una figura nascosta e leggendaria, uno scrigno di storie intrecciate, tra Europa e Africa, che questo libro per la prima volta disseppellisce. Timira è un “romanzo meticcio” che mescola memoria, documenti di archivio e invenzione narrativa. Scritto da un cantastorie italiano dal nome cinese, insieme a un’attrice italosomala ottantacinquenne e a un esule somalo con quattro lauree e due cittadinanze.
Nel pomeriggio nei locali del Sistema Bibliotecario Vibonese si terrà, invece, il laboratorio di Alberto Micelotta che coinvolgerà i bambini in una lettura animata de “ I tre porcellini” di Steven Guarnaccia.
Venerdì otto marzo, infine, un evento unico, il flash mob filosofico “Il femminicidio tra delitto,castigo e stregoneria”. Conduce Francesca Nacci (Società Italiana Filosofia). Intervengono Angelica Pelaggi e Nicola Lopreiato (Ballerini).
Venerdì 8 marzo 2013, alle ore 16.30, a Cosenza, Palazzo Arnone, sede della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria e della Galleria Nazionale di Cosenza, in occasione della Festa della Donna, si terrà il convegno La donna e l’arte.
Parteciperanno all’iniziativa: Fabio De Chirico, Soprintendente BSAE della Calabria; Carmela Mirabelli, presidente FIDAPA – Sezione di Cosenza; Tania Frisone Severino, responsabile del Parco Storico “Giuseppina Le Maire” e Rosanna Caputo, storico d’arte Soprintendenza BSAE Calabria, che terrà una relazione sul tema Donne dipinte e donne artiste.
Il convegno sarà preceduto, alle ore 16.00, da una visita alla Galleria Nazionale di Cosenza.
Mercoledì 6 marzo 2013, alle ore 18, presso il salone della chiesa di San Giorgio al Corso – Reggio Calabria – il Centro Internazionale Scrittori della Calabria, in occasione dell’approssimarsi della festa della donna, promuove l’incontro Voci da “L’altra metà del cielo”: Parole, immagini, musiche …al femminile.
Il prof. Nicola Petrolino, esperto e critico di cinema, attraverso l’utilizzo di materiale multimediale e cinematografico, darà voce ad alcune figure rappresentative del nostro passato (Saffo, Ipazia, Giovanna D’Arco, Artemisia Gentileschi), ridotte al silenzio anche con metodi coercitivi e violenti, ed ad alcune donne del mondo contemporaneo (Wirginia Woolf, Edit Piaf, Madre Teresa di Calcutta, Rita Levi Montalcini) che, sebbene emancipate, hanno ugualmente sofferto uno stato di disagio esistenziale legato alla condizione femminile.
Un omaggio a straordinarie e indimenticabili eroine che, entrate a far parte del nostro immaginario collettivo, fanno sentire la loro voce da “l’altra metà del cielo”, per ricordarci quanto sia stato difficile il cammino dell’emancipazione femminile nel corso dei secoli e come questo percorso sia ancora irto di ostacoli.
È stato un pomeriggio all’insegna della cultura, del dibattito e dell’elaborazione di alcune tra le tante problematiche che affliggono la società calabrese, quello trascorso qualche giorno addietro a Bova in compagnia di Filippo Veltri, giornalista di fama nazionale, professionista dal 1978, responsabile fino allo scorso mese di Dicembre della redazione calabrese dell’Agenzia Ansa.
Ha iniziato la carriera giornalistica nel 1972 al “Giornale di Calabria” diretto da Piero Ardenti ed ha poi fondato il quindicinale “questa Calabria”, rimasto nelle edicole dal 1975 al 1978. L’ultimo suo libro, nel 2008, “Ritorno a San Luca”, affronta il problema della ‘ndrangheta e della pericolosità della mafia calabrese, dopo la strage di Duisburg dell’agosto 2007.
Nel 2003 ha ottenuto il Premio Crotone per il giornalismo; nel 2006 il Premio Lo Sardo a Cetraro per il suo impegno giornalistico contro la ‘ndrangheta; nel maggio 2008 il Premio Gerbera Gialla a Reggio Calabria per le sue attività culturali e professionali a favore della legalità; nel giugno 2009 il premio internazionale ”Cristo d’Argento” della Fondazione Losardo, a Diamante, per il suo libro ”Ritorno a San Luca”.
In quell’occasione è stato anche insignito del ruolo di membro del Comitato d’onore del Laboratorio Losardo. Proprio a Bova Veltri ha presentato la sua ultima fatica letteraria “La Calabria Dolente” edito da Città del Sole. Ma quella andata in scena qualche giorno addietro nella cornice del Museo di Paleontologia e Scienze Naturali dell’Aspromonte di Bova, non è stata una semplice presentazione, è stata sicuramente una splendida occasione di confronto e crescita culturale, quasi una tavola rotonda che ha dato vita ad un interessante dibattito sulle tante problematiche che affliggono la nostra Regione.
Dalla scarsa rappresentanza politica, al reale ruolo della criminalità organizzata, dal peso della magistratura alla mancanza di riferimenti culturali per i contesti calabresi. A fare compagnia all’autore, oltre ai rappresentanti dell’Amministrazione comunale di Bova promotrice dell’incontro, con in testa il primo cittadino Santo Casile ed il suo vice Gianfranco Marino, anche tanti nomi noti del giornalismo e della cultura calabrese, da Pasquino Crupi a Gioacchino Criaco, passando per Aldo Varano.
Entrano nel vivo oggi e domani le attività con cui il Sistema Bibliotecario Lametino aderisce alla Settima Settimana delle Biblioteche, iniziativa cofinanziata dalla Regione Calabria e promossa anche dalle biblioteche di Cosenza e Castrovillari e dal Sistema Bibliotecario Vibonese. Una settimana dal calendario intenso ed accattivante, con iniziative per adulti e bambini.
Oggi e domani alle 10.30 nella splendida cornice di Palazzo Nicotera, palazzo del Settecento che ospita i locali della Biblioteca Comunale, inizieranno le visite guidate per le scuole, e sempre domani, martedì 5 marzo, alle 18 il professor Pasquale Scaramuzzino intratterrà il pubblico percorrendo un itinerario letterario-musicale sul tema “Libertà obbligatoria: Giorgio Gaber e gli anni 70”.
Mercoledì 6 marzo, invece, alle 10 e 30 si svolgerà il laboratorio di lettura, di disegno e teatrale dall’associazione MaTa di San Pietro a Maida coadiuvata da giovani attori provenienti da diverse aree della regione. Le attività verranno replicate anche venerdì otto marzo allo stesso orario.
Si ricorda che il Sistema Bibliotecario Lametino è nato poco più di un anno fa, su iniziativa del Comune di Lamezia Terme, che ha coinvolto i comuni del circondario in un progetto che era stato sospeso da almeno venti anni. Ad oggi sono quattordici i comuni che hanno ratificato l’adesione al Sistema: Lamezia Terme, Curinga, San Pietro a Maida, Maida, Feroleto Antico, Pianopoli, Serrastretta, Decollatura, Carlopoli, Platania, Conflenti, Motta Santa Lucia, Soveria Mannelli, Gizzeria.
Un fiume in piena di sentimenti, fuoriusciti dall’anima e impressi con il colore fino ad assumere contorni e sfumature dal forte carico emotivo. È un viaggio affascinante quello che la pittrice Anna Barreca percorre attraverso gli stili che caratterizzano la sua crescita umana e artistica, dai tempi dell’Accademia alla maturità della rappresentazione del caleidoscopio di emozioni positive e negative che sono racchiuse in ogni essere umano.
Con un forte richiamo alla propria terra, la Calabria, e al “suo” mare, fonte d’ispirazione e irrinunciabile elemento di esaltazione della bellezza della natura. A volte incompresa, a volte sciupata dall’intervento dell’uomo.
La mostra di pittura dell’artista reggina sarà aperta da lunedì 18 marzo fino a sabato 23 marzo 2013 presso la Sala Esposizioni del Palazzo della Provincia di Reggio Calabria, a Piazza Italia.
Durante il vernissage di lunedì 18 marzo alle ore 16.30 la pittrice si soffermerà a dialogare sul senso profondo delle sue opere, accompagnata dai versi di presentazione della poetessa Mimma Scibilia.
«Ogni volta che dipingo realizzo me stessa – confessa Anna Barreca – la pittura mi rende completa, i miei quadri mi rendono completa». Quanto al sentimento espresso nelle opere, la pittrice si chiede: «Si può fare una trasfusione di felicità?». Forse si può. Ponendo uno sguardo appassionato sulla sua produzione artistica: «Dopo aver partorito questi lavori ti rendi conto che erano sempre stati lì, su quella tela, su quel legno. Aspettavano un input per venir fuori. Mi sembrano creature vive e di ognuno di essi io mi innamoro».
I motivi che legano una serie di incontri animati dall’estro interpretativo della Prof.ssa Mila Lucisano sono quelli di definire gli aspetti più reconditi del grande Io lirico leopardiano. Oggi, Lunedì 4 marzo 2013, alle ore 17.00, presso la Provincia di Reggio Calabria, sala biblioteca, primo piano, l’Assessorato alla Cultura e alla Legalità dell’Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria e il Centro Internazionale Scrittori della Calabria, per il ciclo “Giacomo Leopardi: Storia di un’anima”, promuovono il terzo incontro “Percorso tematico nei Canti: L’Amicizia e L’Amore”.
Dopo i saluti dell’Assessore alla Cultura e alla Legalità Eduardo Lamberti – Castronuovo e del Presidente del CIS della Calabria, Loreley Rosita Borruto, relazionerà Mila Lucisano, docente di Italiano e Latino, Liceo Scientifico “L. Da Vinci” di Reggio Calabria, Critico letterario, componente il Comitato Scientifico del CIS della Calabria.
Le letture di brani scelti saranno a cura di alcuni studenti del Liceo Scientifico “L. Da Vinci” di Reggio Calabria.
Venerdì 1 marzo 2013 – Ore 17.30 – Libreria Culture, via Zaleuco – Reggio Calabria
“Cattedra di Poesia, Teatro, Letteratura, Arte e Scienza del Cis della Calabria”
ciclo “QUATTRO PASSI … NEL MONDO ANTICO …”
Introduzione a cura della Prof.ssa Maria Quattrone – Già Dirigente Scolastico del Liceo Classico “T. Campanella” di Reggio Calabria.
Ottavo incontro – L’INFELICITA’ DI ESSERE GRECI – Di Nikos Dimou – Castelvecchi
Relatore: Prof. Daniele Macris – Docente di Latino e Greco al Liceo “Maurolico” di Messina – Segretario del Centro Ellenico dello Stretto – (C. E. D. S.)
Lunedì 4 marzo 2013 – Ore 17.00 – PROVINCIA DI REGGIO CALABRIA – Sala Biblioteca
Assessorato Cultura e Legalità Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria
Centro Internazionale Scrittori della Calabria
“Cattedra di Poesia, Teatro, Letteratura, Arte e Scienza del Cis della Calabria” – Letteratura Mondiale
ciclo “GIACOMO LEOPARDI: STORIA DI UN’ANIMA”
Terzo incontro “PERCORSO TEMATICO NEI CANTI: L’AMICIZIA E L’AMORE”
Relatrice: Prof.ssa Mila Lucisano – Docente di Italiano e Latino – Liceo Scientifico “L. Da Vinci” di Reggio Calabria Critico letterario – Componente Comitato Scientifico del Cis della Calabria – Lettura a cura degli alunni del Liceo Scientifico “L. Da Vinci” di Reggio Calabria
Mercoledì 6 marzo 2013 – Ore 18.00 – Sala della chiesa di San Giorgio al Corso di R. C.
Ciclo “Cinema e … Donna”
VOCI DA “L’ALTRA META’ DEL CIELO”: PAROLE, IMMAGINI, MUSICHE …AL FEMMINILE
Con video proiezioni a cura del prof. Nicola Petrolino – Esperto e critico di cinema – Responsabile sezione cinema del CIS della Calabria
Venerdì 8 marzo 2013 – Ore 17.30 – Libreria Culture, via Zaleuco – Reggio Calabria
Presentazione libro – “VENTIDUE SOLI” di Silvia Sestito – Fondazione Editrice Sperimentale Reggina
Relatrici: Prof.ssa Emilia Serranò Degli Espositi – Docente di Filosofia – Critico letterario
Lunedì 11 marzo 2013 – Ore 17.30 – Libreria Culture, via Zaleuco – Reggio Calabria
INCONTRO CON L’ARTISTA PINO PIROMALLI CORSO:
TRA BUTTITTA E ROSA BALISTRERI
Mercoledì 13 marzo 2013 – Ore 18.00 – Sala della chiesa di San Giorgio al Corso di R. C.
ARCHEOLOGIA: –IL SANTUR –
Griso – Laboccetta – Il santuario greco a Reggio Calabria – Con video proiezione
Relatrice: Dott.ssa Emilia Andronico Direttore Archeologo – Coordinatore della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Calabria
Giovedì 14 marzo 2013 – Ore 17.00 – PROVINCIA DI REGGIO CALABRIA – Sala Biblioteca
SCIENZA – I CAMBIAMENTI CLIMATICI
Con video proiezione
Relatrice: Prof.ssa Francesca Messineo – Ispettore Tecnico del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Venerdì 15 marzo 2013 – Ore 17.30 – Libreria Culture, via Zaleuco – Reggio Calabria
“Cattedra di Poesia, Teatro, Letteratura, Arte e Scienza del Cis della Calabria”
ciclo “QUATTRO PASSI … NEL MONDO ANTICO …”
Introduzione a cura della Prof.ssa Maria Quattrone – Già Dirigente Scolastico del Liceo Classico “T. Campanella” di Reggio Calabria.
Nono incontro – ALCEO
Relatore: Prof. Ugo Martino – Docente di Latino e Greco al Liceo Classico “T. Campanella” di R. C.
Lunedì 18 marzo 2013 – Ore 17.30 – Libreria Culture, via Zaleuco – Reggio Calabria
Tavola rotonda di FILOSOFIA – LETTERATURA
LE DUE LENTEZZE: MARCEL PROUST – MILAN KUNDERA
Intervengono: Emilia Serranò Degli Espositi (Docente di Filosofia – Componente Comitato Scientifico del CIS della Calabria); Katia Colica (Scrittrice – Giornalista); Franco Iaria (Critico letterario – Saggista); – Gianluca Romeo (Studioso di Letteratura e Filosofia).
Dirige e modera: Dott. Gianfranco Cordì (Dottore di Ricerca di Filosofia – Università di Catania)
Mercoledì 20 marzo 2013 – Ore 18.00 – Sala della chiesa di San Giorgio al Corso di R. C.
Ciclo Arte – Architettura
“IL RACCONTO DI UNA CITTA’”: LONDRA
ARTE E ARCHITETTURA – Con video proiezione
Relatore: Prof. Francesca Paolino – Docente associato di Storia dell’Architettura – Università
Mediterranea di R. C.
Giovedì 21 marzo 2013 – Ore 17.00 – PROVINCIA DI REGGIO CALABRIA – Sala Biblioteca
INCONTRO CON L’ARTISTA MICHELE PRATICO’ – Pittore
Con video proiezione e illustrazione dell’itinerario artistico e delle opere
Interventi: Prof. Stefano Aragona – Docente Università Mediterranea di Reggio Calabria
Prof. Nicola Petrolino – Critico di cinema – Responsabile Sezione Cinema del CIS della Calabria
Sarà presente l’artista
Venerdì 22 marzo 2013 – Ore 17.30 – Libreria Culture, via Zaleuco – Reggio Calabria
Presentazione libro – “L’ULTIMO REGALO” di Domenico Antonio Sgrò – Laruffa Editore
Relatori: Prof.ssa Mila Lucisano – Docente di Italiano e Latino – Liceo Scientifico “L. Da Vinci” di R. C. – Critico letterario – Componente Comitato Scientifico del CIS della Calabria
Prof. Nicola Petrolino – Già docente di materie letterarie – Esperto e Critico di cinema – Responsabile Sezione Cinema del CIS della Calabria – Sarà presente l’Autore
Lunedì 25 marzo 2013 – Ore 16.45 – Biblioteca comunale “P. De Nava” – Reggio Calabria
“Cattedra di Poesia, Teatro, Letteratura, Arte e Scienza del Cis della Calabria”
ciclo “QUATTRO PASSI … NEL MONDO ANTICO …”
Introduzione a cura della Prof.ssa Maria Quattrone – Già Dirigente Scolastico del Liceo Classico “T. Campanella” di Reggio Calabria.
Decimo incontro – IRONIA E ARMONIA IN ORAZIO
Relatore: Prof. Francesco Cernuto – Già Dirigente Scolastico al Liceo Scientifico di Bagnara – Critico letterario
Mercoledì 27 marzo 2013 – Ore 18.00 – Sala della chiesa di San Giorgio al Corso di R. C.
Ciclo dedicato alla grande musica: Nel bicentenario della nascita: GIUSEPPE VERDI E RICHARD WAGNER. Due geni a confronto
Nel contesto di una serie di incontri sulle opere più note interpretate dai più prestigiosi artisti
Relatore: Maestro Nicola Sgro – Compositore e Direttore D’Orchestra –Responsabile Sezione Musicologia del CIS della Calabria
Venerdì 29 marzo 2013 – Ore 17.30 – Libreria Culture, via Zaleuco – Reggio Calabria
LA CARCERAZIONE E LA DIGNITA’ DEL DETENUTO
Relatore: Dott. Pasquale Ippolito –Presidente aggiunto della Corte di Cassazione – Magistrato – Scrittore
Venerdì 1 marzo 2013, alle ore 17.30, nella sala conferenze della libreria “Culture”, via Zaleuco – Reggio Calabria – il Centro Internazionale Scrittori della Calabria, nel contesto del ciclo di conferenze “Quattro passi …nel mondo antico …” presenta il libro “L’infelicità di essere greci” di Nikos Dimou – EdizioneCastelvecchi.
Dopo gli interventi di Maria Quattrone, già Dirigente Scolastico del Liceo Classico “T. Campanella” di Reggio Calabria e di Loreley Rosita Borruto, presidente del Cis della Calabria., relazionerà Daniele Macris, docente di Latino e Greco al Liceo “Maurolico” di Messina – Segretario del Centro Ellenico dello Stretto (C.E.D.S.).
“L’infelicità di essere greci” è forse il classico moderno greco più conosciuto in patria e all’estero. Un’opera che oggi si arricchisce di un significato politico ed economico in relazione alle cause che hanno portato la Grecia sull’orlo della bancarotta.
Il libro è anche un’indagine universale, un’analisi sulla nostra verità di uomini moderni schiacciati dal confronto di un passato che ci appare migliore e più grande.
Da oggi nelle librerie “L’assenza che volevo” il nuovo romanzo di Olimpio Talarico, edito da Falzea e con prefazione di Pino Aprile.
A Fercolo, piccolo centro dell’entroterra calabrese, vive l’umanità del romanzo, un’umanità complessa e dolorosa, caratterizzata da situazioni irrisolte, trasversali nella precarietà dei rapporti.
Un professore precario, un politico navigato, una prostituta, un ragazzino alla ricerca del vero padre, due studenti dagli opposti destini, un maresciallo alla caccia di un colpevole d’omicidio, un viaggio in pulmino, tra paesi e strade di Calabria, una terra con le sue smemoratezze, “i suoi caratteri, il rammarico profondo per tutto quello che potrebbe essere e non è.”
Il viaggio, pur breve, rimescola le carte e i rapporti, rimette in discussione le singole vite stravolgendole. Dopo non sarà più come prima, con durezza e determinazione delle scelte. Vicende umane, tra derive e riscatti, paesaggi del cuore e di una regione aspra e dura che cerca tenerezza.
Giovedì 28 febbraio 2013, alle ore 19.00, a Cosenza, Palazzo Arnone, sede della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria e della Galleria Nazionale di Cosenza, ART IN PROGRESS – Cantieri del contemporaneo prosegue i suoi appuntamenti con Minia – Percorso Perfomativo. Dialogo con le opere della mostra Punti di vista, a curadell’Ensemble di Musica Elettronica e Nuove Tecnologie (MENTE) del Conservatorio di Musica “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza.
Sarà possibile inoltre ammirare fino al 2 marzo prossimo, presso gli spazi espositivi dedicati alle mostre temporanee, le installazioni sonoro-visuali Macchina Purpurea di Francesco Galante; Vivify di Massimo Palermo e Silenzio Interiore di Costantino Rizzuti.
Questo il percorso performativo Minia che si svolgerà nelle sale espositive della Galleria Nazionale di Cosenza:
I postazione – sala Trionfo d’Amore
John Cage, Three
Tommaso Rossi, Annalisa De Simone e Domenico Passarelli, flauti dolci
II postazione – sala Francesco De Mura, Collezione Carime
Helmut Lachenmann, Dal niente
Josè Daniel Cirigliano, clarinetto in sib amplificato
Costantino Rizzuti, regia del suono
III postazione – sala Pietro Negroni, Nuove Acquisizioni
Steven Kemper, In Illo Tempore
per fagotto, sassofono e nastro digitale
Daniele Costanzo, fagotto
Danilo Perticaro, sassofono contralto e soprano
Tommaso Muto, regia del suono
IV postazione – sala Luca Giordano, Nuove Acquisizioni
Rodolfo Saraco, Il richiamo di Hera
Giovanni Scarpello, Giulia Lorenti, flauti
Salvatore Frega, Eco Meridionale
Giovanni Scarpello, Maria Luisa Pagnotta, flauti
Angelo De Paola, Paraphrasis
da P.Morlacchi. Pastore svizzero
da F.Kuhlau, Grande sonate concertante Op.85, 3°mov.
Giovedì 28 febbraio 2013, alle ore 17.00, nel Palazzo della Provincia di Reggio Calabria (Sala biblioteca), l’Assessorato alla Cultura e alla Legalità della Provincia di Reggio Calabria e il Centro Internazionale Scrittori della Calabria, per il ciclo “Quattro passi … nel mondo antico …”, promuovono il settimo incontro dal titolo “Catullo: Tradizione e ribellione”.
Il ciclo di conferenze, ideato dalla prof.ssa Maria Quattrone, si prefigge di fare conoscere il mondo antico, latino e greco in particolare, attraverso alcuni autori che rappresentano – se così si può dire – “Voci significative dello stesso”. Il percorso consentirà a giovani e adulti di accostarsi ai classici e di scandagliarne il contesto, i valori o il messaggio ad oggi attuali.
Dopo i saluti di Eduardo Lamberti Castronuovo, Assessore alla Cultura e alla legalità dell’Amministrazione provinciale di Reggio Calabria, di Maria Quattrone, già Dirigente Scolastico del Liceo Classico “T. Campanella” di Reggio Calabria e di Loreley Rosita Borruto, presidente del CIS della Calabria, relazionerà sul tema dell’incontro la prof.ssa Claudia Neri, Docente di Italiano e Latino del Liceo Scientifico “A. Volta” di Reggio Calabria.
Venerdì 1 marzo 2013, alle ore 17.30, nella sala conferenze della libreria “Culture”, via Zaleuco – Reggio Calabria – il Centro Internazionale Scrittori della Calabria, nel contesto del ciclo “Quattro passi …nel mondo antico …” presenta il libro “L’infelicità di essere greci” di Nikos Dimou – EdizioneCastelvecchi. Dopo gli interventi di Maria Quattrone, già Dirigente Scolastico del Liceo Classico “T. Campanella” di Reggio Calabria e di Loreley Rosita Borruto, presidente del Cis della Calabria., relazionerà Daniele Macris, docente di Latino e Greco al Liceo “Maurolico” di Messina – Segretario del Centro Ellenico dello Stretto (C.E.D.S.). “L’infelicità di essere greci” è forse il classico moderno greco più conosciuto in patria e all’estero.
Un’opera che oggi si arricchisce di un significato politico ed economico in relazione alle cause che hanno portato la Grecia sull’orlo della bancarotta. Il libro è anche un’indagine universale,un’analisi sulla nostra verità di uomini moderni schiacciati dal confronto di un passato che ci appare migliore e più grande.
Mercoledì 27 febbraio 2013, alle ore 18.00, presso il Salone della chiesa di San Giorgio al Corso di Reggio Calabria, Loreley Rosita Borruto, presidente del Centro Internazionale Scrittori della Calabria, per il ciclo di incontri sulla medicina, promuove “Ciclo vitale della famiglia e Psicopatologia”.
Relazionerà il dott. prof. Rocco Zoccali. La famiglia è l’istituzione primaria e fondamentale di ogni società, attraverso la quale la società si riproduce sia biologicamente che culturalmente.
Le famiglie essendo unità dinamiche sono progressivamente soggette a cambiamenti continui, pertanto ogni famiglia deve confrontarsi e assecondare le trasformazioni emotive, fisiche e cognitive dei suoi componenti.
Degli aspetti psicologici, sociali e terapeutici parlerà il prof. dott. Rocco Zoccali, ordinario di Psichiatria dell’Università di Messina, vice presidente nazionale della Società di Psichiatria.
Si è concluso con un successo di pubblico e di consensi la presentazione del volume di mimmo Gangemi “Il Patto del Giudice” edito da Garzanti che si è tenuta sabato scorso 23 Febbraio presso la sala conferenze del Museo di Paleontologia e Scienze Naturali dell’Aspromonte, ex Pretura di Bova, un’iniziativa promossa ed organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Bova nell’ambito della programmazione culturale 2013.
All’incontro, moderato da Gianfranco Marino, vice Sindaco di Bova con delega alla cultura, hanno partecipato, oltre naturalmente all’autore anche Giovanni Verduci redattore de Il Quotidiano della Calabria e lo storico Pasquino Crupi. Tra gli interventi a margine dell’incontro da sottolineare anche quello di Aldo Varano, Direttore di ZoomSud.
Approda dunque anche a Bova Alberto Lenzi, il ‘Giudice meschino’ del primo, fortunato, libro dello scrittore calabrese originario di santa Cristina d’Aspromonte, recente vincitore del Premio Tropea con la Signora di Hellis Island. Torna con Lenzi un magistrato indisciplinato, con il debole per le belle donne, nato e cresciuto nella terra dove lavora, in quella Calabria che Gangemi racconta con passione autentica, nei suoi libri e negli affreschi per ‘La Stampa’, il quotidiano con il quale collabora, e in cui esprime l’anima vera e profonda della sua regione.
presentazione-libro-bova
Dal lavoro di Gangemi forse per la prima volta esce fuori un’immagine della Calabria non stereotipata, descritta da uno scrittore che ha scelto di narrarla dal di dentro, con i suoi affari di sangue e soldi ma anche con la complessità sociale che ne è derivata e non riassumibile per facili slogan. Con ‘Il patto del giudice’ Mimmo Gangemi segna, infine, due novità. Lascia Einaudi, che aveva per ultimo pubblicato ‘La signora di Ellis Island’, e sbarca in TV con ‘Il meschino’, una miniserie girata per Raifiction, prodotta da Fulvio Lucisano, regista Carlo Carlei e sceneggiatura di Giancarlo De Cataldo.
Protagonista sarà Luca Zingaretti, che passa, così, dal commissario Montalbano al giudice Lenzi. “Con l’appuntamento appena andato in archivio – spiega Gianfranco Marino – per il quale ringraziamo l’Autore e l’Editore, la nostra programmazione alza il tiro proiettandosi verso target di assoluto livello. Un ringraziamento particolare – conclude Marino – va ai relatori, al giornalista Giovanni Verduci e soprattutto allo storico e meridionalista Pasquino Crupi per il prezioso contributo offerto.”
Lunedì 25 febbraio 2013, alle ore 17.30, nella sala conferenze della libreria “Culture” – Reggio Calabria – il Centro Internazionale Scrittori della Calabria promuove il secondo incontro della tavola rotonda “Ricordando Eric J. Hobsbawm – Il secolo breve – 1914 – 1991” (diciotto anni dopo). Interverranno: Mila Lucisano (docente di Italiano e Latino – Liceo Scientifico “L. Da Vinci” di R. C.), Emilia Serranò Degli Espositi (Docente di Filosofia), Mons. Antonio Morabito (Vicario Giudiziale Aggiunto presso il Tribunale Ecclesiastico Regionale), Nicola Petrolino (Esperto e critico di cinema), Marco Comandé (Giornalista).
Modera la tavola rotonda il dott. Gianfranco Cordì (Scrittore, ricercatore di Filosofia). Eric Hobsbawm, (9 giugno1917 – 1 ottobre 2012) nato in una famiglia ebraica di origini austriache ha scritto molte opere dedicate alla classe operaia inglese e al proletario internazionale.
E’ stato il creatore di alcune definizioni storiche diventate punto di riferimento per la storiografia, come “Il secolo breve” e il “Lungo XIX secolo”, entrambi teorizzati in suoi scritti. Nel 2003 gli è stato assegnato il Premio Balzan per la storia europea del 1900.
Un libro è come uno specchio. Leggendolo si può vedere riflessa l’interiorità dell’autore. Si possono cogliere travagli di ricerca, estasi di contemplazione, approdi rasserenanti ed affanni esistenziali.
Nessun uomo, che nello scrivere proietta se stesso, riesce ad essere esaustivo. Tuttavia, dallo stile e dal contenuto, un libro è una confessione a voce alta.
Gianpiero Pitaro, e mi permetto di dirlo perché lo conosco bene, non è un conformista, un rassegnato, un cosiddetto «piangente» sulla vita. Tutt’altro. È un uomo che cerca, scruta, talvolta sogna ma senza evadere mai la realtà.
La sua dignità lo situa con umiltà dinanzi al suo vissuto personale e storico.
La luce e la forza del suo esprimersi, come nel delicato lavoro: Filosofia dell’Amore misericordioso. Alla ricerca del mistero, è soffertamente una gestazione veritativa nella sua interiorità. Quando si scrive si cerca quanto si anela, quanto appare, anche se vagamente, dentro il nostro spirito umano.
Nessun uomo è esaustivo di fronte alla verità. La sua vera dignità intellettuale, per questo, è l’umiltà.
Chi coglie un frutto da un albero può significare la signoria dell’uomo sul creato ma la modalità comportamentale può significare la possibile immaturità culturale.
La verità è un travaglio interiore ineludibile ma non è nostra proprietà. Ecco perché chi la cerca non deve essere esclusivamente dotto quanto piuttosto marcatamente umile.
La verità non è mai esaustiva sulla terra. Si possiede se c’è umiltà e se si ricerca sempre.
Gianpiero Pitaro, in questo suo lavoro, si presenta come uno che cerca il “mistero” dell’essere, della vita, dell’oltre, del profondo dell’esistenzialità umana. Rileva dentro il suo dire che lui ha un percorso. Non è un vagabondo esistenziale. Il sentiero che lo incanala nella sua ricerca è la verità che scaturisce dall’amore o, se si vuole, è l’amore che fluisce dalla verità.
L’approdo esistenziale all’Amore che è, in fondo, il volto di Dio, Gianpiero lo coglie come “ricerca” e conclusivamente come “misericordia”.
La parola misericordia significa “cuore alla miseria”. C’è quindi un vedere del cuore dell’uomo, non solamente logico, ampolloso, nella verità che conquista.
La alta intuizione dell’autore sta, non tanto nel pathos esaltante dell’approdo alla verità, ma nel dono di essa attraverso un processo altissimo e profondo che è l’epigono dell’esperienza cristiana ed è l’amore che si fa misericordia. Questo, d’altronde, è il volto di Dio apparso in Gesù.
Ho molto apprezzato la conclusione del delicato, sofferto ed intelligente lavoro quando l’autore dice il suo “Amen” alla misericordia, volto dell’Amore, e all’Amore chiave della misericordia.
Auspico che il profondo ed umanissimo lavoro di Gianpiero Pitaro sia come una chiave per chi, cercando la verità e la pace, è ancora chiuso; e questo lo dico umilmente perché la pace non è nell’esuberanza delle idee ma è nel silenzio dell’Amore che si fa misericordia.
Auguro al caro Gianpiero che le sue riflessioni sincere e vivaci muovano ad un amore fondato sulla verità ma orientato alla verità – dono.
Difatti, la verità si fa dono quando è silenzio crocefisso perché l’altro che incontri, che sogni, lo sai vedere nella verità di Dio.
La verità di Dio non tende mai ad essere ideologica ma pace ed amore.
Auguro una lettura serena, accogliente che porti luce e provocazione al dono, cogliendo che l’Amore è il volto genuino di ogni verità.
S.E. Mons. Giuseppe Agostino
Arcivescovo metropolita emerito
della Diocesi di Cosenza-Bisignano
Venerdì 22 febbraio 2013, alle ore 17.30, nella sala conferenze della libreria “Culture, via Zaleuco Reggio Calabria, il Centro Internazionale Scrittori della Calabria promuove la Tavola Rotonda “Voci Mediterranee di poeti e scrittori a confronto”.
Alla tavola rotonda, moderata e diretta dalla Prof. Paola Radici Colace (ordinario di Filologia Classica dell’Università di Messina – Responsabile Sezione Teatro Antico e Moderno del CIS della Calabria), leggeranno loro composizioni e converseranno con il pubblico presente gli scrittori e poeti: Antonietta De Angelis (poesia), Arturo Cafarelli (poesia), Franco Gangemi (narrativa), Pasquale Ippolito (narrativa).
Sabato 23 febbraio, presso il Liceo Scientifico “Stefano Patrizi” di Cariati, nell’ambito dell’Assemblea di Istituto verrà presentato il libro “Chi è Stato”, un racconto-inchiesta sulla strada Statale 106 Ionica scritto da Fabio Pugliese.
Introdurranno la presentazione i rappresentati d’istituto Francesca Fico, Cosma Falcone, Mauro Iemboli e Natale Nigro. Interverranno: il Dirigente Scolastico Prof. Giuseppe Spataro, il Prof. Francesco Filareto (Storico e Filosofo), e Fabio Pugliese (Autore del primo libro sulla “strada della morte”).
<<Parlare della strada Statale 106 Ionica calabrese con i ragazzi del liceo scientifico di Cariati sarà per me molto emozionante. Perché credo sia molto utile affrontare con loro uno dei problemi che più li tocca da vicino. Questi ragazzi devono sapere che molti loro coetanei sono vittime della “strada della morte” e debbono anche sapere che molti di loro, dopo il diploma e la laurea, saranno costretti ad emigrare altrove anche per colpa di quella mancanza infrastrutturale che da circa un secolo penalizza l’intera fascia ionica calabrese. Mi auguro che l’incontro con i ragazzi diventi per loro importante e significativo, così come mi auguro che i ragazzi possano partecipare e condividere questo evento, coinvolgendo anche chi è fuori dalla scuola ma interessato e sensibile al problema della strada Statale 106 Ionica calabrese>>.
“Gli attestati di solidarietà e stima che stiamo ricevendo in questi giorni ci fanno ben sperare. Il Premio di poesia Alda Merini è diventato ormai una iniziativa amata da migliaia di persone che condividono quotidianamente con noi la gioia di appartenere ad un gruppo culturalmente libero, lontano certamente da condizionamenti e schemi: quello dell’Accademia dei Bronzi che, da qualche anno, ho l’onore di presiedere”.
Lo sostiene Vincenzo Ursini, ideatore e promotore del premio letterario dedicato alla più grande poetessa italiana del secondo Novecento, premio che già alla sua seconda edizione è diventato il primo d’Italia per numero di adesioni.
Sulla possibilità paventata da Ursini di realizzare la manifestazione altrove, interviene con una dichiarazione Ivan Mancuso, fondatore del movimento civico “Parliamone”.
“L’impegno culturale di Vincenzo Ursini, per la nostra città e la Calabria tutta, è notorio. Ecco perché, da privati cittadini e nei limiti delle nostre possibilità, – dice Mancuso – siamo pronti a sostenere il premio Merini. Catanzaro non può permettersi il lusso di perdere una iniziativa di questa qualità che produce non solo sana cultura ma di riflesso anche vero turismo”.
Ed ancora Enzo Morelli, già primario dell’Azienda “Pugliese-Ciaccio” e fondatore del Movimento “Due Mari per la Calabria”. “Siamo in presenza di una iniziativa che merita la massima attenzione da parte del presidente della giunta regionale e degli altri enti pubblici. Da quanto è a nostra conoscenza, nessuno in Calabria è risuscito a creare un evento così importante senza contributi. Ora è tempo di tirare le somme anche in questo settore”.
Altri attestati di solidarietà sono pervenuti ad Ursini da tantissime associazioni culturali e poeti delle altre regioni tra i quali: Annamaria Dulcinea Pecoraro, Elena Verzì, Valentina Meloni, Kiara Mancuso, Tania Scavolini, Antonio Ciervo, Marco Angilletti, Mariella Bernio, Marianna Novara, Flavia Risalvato, Antonio Pascucci e Dora Paciullo, Alessandra Peveraro, Gaetano Rosarno, Valter Urbini, Angelina Russo, Ilaria Celestini, Maria Concetta Giorgi, Anna Pagliarini, Maria Catizone, Lidia Filippi, Laura Di Vincenzo, Federico Caruso, Giovanna Mangano, Patrizia Ferraro, Giulia Meloncelli, Caterina Tagliani, Connie Maria Calautti, Veruska ‘Niki’ Vertuani, Giuseppe Morelli, Cristian Sotgiu, Caterina Rizzo, Anna Lecis, Rosanna Marani, Concetta Aiello Concetta, Roberto Massaro, Ilaria Celestini, Diana Mayer Grego, Mery Florio, Mimmo Stirparo, Sabrina Girgenti, Fabrizio Carollo, Elena Leica, Grazia Calabrò, Sofia Ruta, Maria Pompea Carrabba, Anna Benone, Ersilia Imbò, Rodolfo Brogna, Paola Di Gennaro, Rosalba Di Vona, Paola Bosca, Michele Miano, Giovanna Mangano, Salvatore Annunziata.
Insomma tutta Italia si mobilita a sostegno del premio di poesia ideato dall’Accademia dei Bronzi.
“L’idea che il premio possa essere realizzato in altre regioni – dice Graziella Benatti, una delle partecipanti – non mi dà più la stessa emozione che ho avuto quando ho partecipato, sapendo di venire nella vostra bella Calabria. Con voi, caro Ursini, è iniziata una mia nuova rinascita, non solo letteraria ma soprattutto interiore”. Ed Emanuela Riva di Locate Varesino: “sarebbe un peccato se il Premio Merini uscisse dal luogo in cui è nato perché Ursini ha creato un’occasione, per nulla secondaria, di valorizzazione del territorio calabrese”.
“Finirà – aggiunge Narratrice-Autrice – che oltre alla fuga dei cervelli, assisteremo anche alla fuga degli eventi. E sarà una ulteriore sconfitta per tutti”.
“Ursini – afferma infine Maria Pia Furina (medaglia del Capo dello Stato alla terza edizione del premio “Vivarium” – rappresenta per noi autori un’occasione senza eguali. Farlo andare altrove vuol dire che la Calabria d’ora in poi anche in cultura sarà più povera. Altro che ricorrenze, manifestazioni e sagre popolari realizzate con lauti finanziamenti”!
Dalle radici dell’erotismo agli scandali che sconvolsero la corte estense agli inizi del Cinquecento. Un manoscritto perduto, una serie di delitti eccellenti e due figure d’ombra e splendore del nostro Rinascimento: Isabella d’Este e Lucrezia Borgia. Sullo sfondo, rancori, tradimenti, teatro del mondo.
Prende spunto dal primo lavoro letterario di Carlo Minervini – Eros in Biblioteca, che sarà pubblicato nei prossimi mesi, la conferenza per parole e immagini che permetterà di entrare nella storia letteraria, erotica e culturale del nostro Paese attraverso uno sguardo nuovo e trasgressivo.
L’evento è inserito nell’ambito della rassegna Eros di Alt-Art – Creazioni in corso, ed è in programma per il 22 febbraio alle 18 nella sede di Alt-Art in via Longeni 25, alle spalle del complesso San Gennaro (di fronte la chiesa dei Dehoniani) a due passi dall’Università della Calabria.
Carlo Minervini propone una lettura provocatoria della genesi erotica, e si addentra nelle latebre della storia rinascimentale per raccontare i misteri sensuali e gli scandali oscuri ancora oggi sepolti dal velo nobile del tempo.
Mette a nudo particolari inediti, e propone e una personalissima teoria sulla sparizione di un manoscritto conteso dalle nobildonne di corte e sulla morte di numerosi personaggi illustri nella Ferrara del tempo, sotto il sanguinario pontificato di papa Alessandro VI.
Si terrà sabato 23 Febbraio prossimo alle 16:00 presso la sala conferenze del Museo di Paleontologia e Scienze Naturali dell’Aspromonte, ex Pretura di Bova la presentazione de “Il patto del giudice”, ultima fatica letteraria di Mimmo Gangemi, un’iniziativa promossa ed organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Bova nell’ambito della programmazione culturale 2013. Torna dunque Alberto Lenzi, approda anche a Bova il ‘giudice meschino’ del primo, fortunato, libro dello scrittore calabrese, recente vincitore del Premio Tropea.
Torna con Lenzi un magistrato indisciplinato, con il debole per le belle donne, nato e cresciuto nella terra dove lavora, in quella Calabria che Gangemi racconta con passione autentica, nei suoi libri e negli affreschi per ‘La Stampa’, il quotidiano con il quale collabora, e in cui esprime l’anima vera e profonda della sua regione.
Dal lavoro di Gangemi forse per la prima volta esce fuori un’immagine della Calabria non stereotipata, descritta da uno scrittore che ha scelto di narrarla dal di dentro, con i suoi affari di sangue e soldi ma anche con la complessità sociale che ne è derivata e non riassumibile per facili slogan.
Con ‘Il patto del giudice’ Mimmo Gangemi segna, infine, due novità. Lascia Einaudi, che aveva per ultimo pubblicato ‘La signora di Ellis Island’, e sbarca in TV con ‘Il meschino’, una miniserie girata per Raifiction, prodotta da Fulvio Lucisano, regista Carlo Carlei e sceneggiatura di Giancarlo De Cataldo. Protagonista sarà Luca Zingaretti, che passa, così, dal commissario Montalbano al giudice Lenzi.
“Con l’appuntamento di sabato prossimo – spiega Gianfranco Marino, vice Sindaco con delega alla Cultura – per il quale ringraziamo l’Autore e l’Editore, la nostra programmazione alza il tiro proiettandosi verso target di assoluto livello. Tra i relatori di sabato, oltre naturalmente all’autore, anche Giovanni Verduci, redattore de Il Quotidiano della Calabria e lo storico Pasquino Crupi. L’appuntamento con Mimmo Gangemi – conclude Marino – ci rende orgogliosi e consapevoli che la direzione tracciata verso l’implementazione dell’offerta culturale e quella giusta”.
La storia d’amore più drammatica e intensa al mondo prenderà vita sul palcoscenico del Teatro Zanotti Bianco grazie al balletto del coreografo e ballerino Paolo Mangiola, realizzato in collaborazione con i Danzatori e creato con la Residenza coreografica Dancehaus diretta da Susanna Beltrami- Milano.
Il 22 febbraio alle ore 21.00, “A rose by any other name would smell as sweet. Romeo+Giulietta”, spettacolo inserito nella stagione teatrale della Compagnia Scena Nuda diretta da Teresa Timpano, con le musiche di Joby Talbot farà rivivere al pubblico, a passo di danza, i concetti di amore e passione, prendendo ispirazione proprio dal dramma di William Shakespeare.
«Utilizzando il romanzo come punto di partenza – dice il reggino Paolo Mangiola già apprezzato come ballerino nella scena nazionale e internazionaledi danza neo-classica e contemporanea e che, adesso sogna un futuro di coreografo indipendente – il lavoro riflette la vicenda sotto punti di vista differenti e si impegna di portare il tutto, in un’ambientazione attuale».
Il risultato è una danza che incrocia la tecnica del balletto classico con una forte d’identità urbana, lo strumento un linguaggio prettamente contemporaneo. «Una danza – conclude il coreografo – che allo stesso tempo esprime il disagio e dall’altro ha un elemento estetico».
Al via la prima edizione del premio letterario “Città di Tiriolo”. Organizzato dall’associazione culturale “Teura” presieduta da Antonio Montuoro che ha recepito e condiviso una proposta dell’Accademia dei Bronzi e delle Edizioni Ursini, con il patrocinio della locale amministrazione comunale, assessorato alla cultura, il premio è riservato a monografie inedite su storie di paesi e personaggi calabresi di ogni epoca.
Una sezione speciale è dedicata alla memoria del professor Giuseppe Guzzo (Capodistria 11.6.1937 – Catanzaro 18.6.2006). A tale sezione possono partecipare i laureati in lettere, psicologia, sociologia, teologia, con opere inedite (anche tesi di laurea), di carattere socio-psico-pedagogico o teologico. Su proposta dell’assessore alla cultura e alla pubblica istruzione, Angelo Colacino, un ulteriore premio speciale sarà assegnato alla classe della scuola secondaria di 1° che presenterà la migliore ricerca sulla storia o le tradizioni popolari del territorio.
La partecipazione al concorso è gratuita ed aperta ad autori, anche sconosciuti, di qualsiasi regione o nazionalità, purché i lavori siano in lingua italiana e non superiori a 180 cartelle, foto incluse.
Gli elaborati, firmati e corredati di esatto indirizzo dell’autore, dovranno pervenire in triplice copia cartacea, entro il 31 marzo 2013, con plico raccomandato, all’Associazione “Teura”, Viale Pitagora, 16, 88050 Tiriolo.
Ciascun partecipante deve inoltre accludere il file, in formato Word (non Pdf), dell’opera presentata.
La premiazione si terrà a Tiriolo il 22 giugno. La giuria, presieduta dal professore Vito Teti, Direttore del Dipartimento di Filologia all’Università della Calabria, è composta da Giuseppe Lucente, sindaco della città; Antonio Montuoro, presidente dell’Associazione “Teura”, Teobaldo Guzzo, dirigente scolastico e giornalista; Amalia Grande, docente del Liceo “Fermi” di Catanzaro; Caterina Puccio, presidente della Pro Loco; Domenico Colacino, ingegnere; Vincenzo Ursini, presidente dell’Accademia dei Bronzi.
L’opera che si classificherà al primo posto sarà pubblicata gratuitamente dalle Edizioni Ursini. Altri premi, consistenti in targhe di argento e attestati di merito, saranno assegnati a cinque autori finalisti.