Nella sala conferenze della libreria “Culture”, via Zaleuco – Reggio Calabria, il Centro Internazionale Scrittori della Calabria ha presentato il libro “Ecologia consapevole” di Francesco Tassone, Edizioni Tecniche Nuove. Dopo l’introduzione di Antonio Gaetano, l’autore, Francesco Tassone, si è lungamente soffermato sulle tematiche del libro. Sono intervenuti: Loreley Rosita Borruto, Filippo Condemi, Sergio Romeo, Francesca Messineo, Giuseppe Aprile, Antonietta De Angelis.
Momenti musicali a cura di Simone Marino, Sebastiano Vadalà, Francesco Petrolino e Paolo De Stefano, allievi del Centro Studi Musicali “G. Verdi” di Reggio Calabria hanno fatto da cornice all’incontro. Nel suo commento iniziale, Antonio Gaetano, ha illustrato come il libro “Ecologia consapevole” di Francesco Tassone “vuole significare una vera e propria attitudine interiore, una sensibilità profonda che tutto trasmuta svelando la “poiesis”, la cosiddetta “Kore platonica” o “prakriti vedantica”, cioè quell’’energia vitale primigenia, sintesi delle due polarità maschio-femmina, che anima l’infinito tutto e che per noi cristiani si potrebbe accostare allo Spirito Santo”.
Nel suo intervento, Francesco Tassone ha ribadito che il libro “Ecologia consapevole” rappresenta un’attitudine, una disposizione interiore, un approccio alla vita, un modo di vivere creativo che, se fatto proprio, può germogliare e concretizzarsi naturalmente in comportamenti quotidiani appaganti e azioni imprenditoriali di impatto per se stessi e per l’ambiente circostante. L’autore propone le sue teorie attraverso storie di vita, scienza e ricerca e riesce a dare voce, colore e profumi al rumore flautato delle piante e delle foglie da cui assorbe il disagio e le difficoltà, che devono soffrire a causa dell’inciviltà dell’uomo.
Forse – sostiene Tassone – questi uomini, con la loro irrazionalità dimenticano quanto rispetto devono a chi ha dato calore, energia ed ha reso l’aria tersa e respirabile. Il volume aderisce fedelmente ai principi delle Nazioni Unite, al monito di vari scienziati nel mondo (per esempio “World Scientists’ Warning to humanity” e il “Millennium Ecosystem Assessment”) e ai dettami di vari movimenti nati per il miglioramento delle condizioni ambientali. Francesco Tassone, docente presso l’Università della Basilicata, da oltre vent’anni si dedica ad attività di consulenza, formazione e progettazione in Italia e all’Estero.
Nel corso del tempo ha fatto esperienze professionali diverse maturando una peculiare consapevolezza ecologica.
L’Amministrazione Comunale di Bova, Assessorato alla Cultura ha organizzato la presentazione de “Il patto del giudice”, ultima fatica letteraria di Mimmo Gangemi, che si terrà sabato 23 Febbraio prossimo a Bova.
Torna dunque Alberto Lenzi, approda anche a Bova il ‘giudice meschino’ del primo, fortunato, libro dello scrittore calabrese, recente vincitore del Premio Tropea. Torna un magistrato indisciplinato, con il debole per le belle donne, nato e cresciuto nella terra dove lavora. In quella Calabria che Gangemi racconta con passione autentica, nei suoi libri e negli affreschi per ‘La Stampa’, il quotidiano con il quale collabora, e in cui esprime l’anima vera e profonda della sua regione.
Dal lavoro di Gangemi forse per la prima volta esce fuori un’immagine della Calabria non stereotipata, descritta da uno scrittore che ha scelto di narrarla dal di dentro, con i suoi affari di sangue e soldi ma anche con la complessità sociale che ne è derivata e non riassumibile per facili slogan.
Con ‘Il patto del giudice’ Mimmo Gangemi segna, infine, due novità. Lascia Einaudi, che aveva per ultimo pubblicato ‘La signora di Ellis Island’, e sbarca in TV con ‘Il meschino’, una miniserie girata per Raifiction, prodotta da Fulvio Lucisano, regista Carlo Carlei e sceneggiatura di Giancarlo De Cataldo. Protagonista sarà Luca Zingaretti, che passa, così, dal commissario Montalbano al giudice Lenzi.
Mercoledì 20 febbraio 2013, alle ore 18, presso il Salone della chiesa di San Giorgio al Corso di Reggio Calabria, nel contesto del “Ciclo di Architettura”, Loreley Rosita Borruto, presidente del Centro Internazionale Scrittori della Calabria, promuove il terzo incontro “La dimora degli Angeli” con video proiezione a cura del Prof. Gianfranco Neri, ordinario di Composizione Architettonica e Direttore del Dipartimento d’Arte, Architettura e Territori dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, nonché componente del Comitato Scientifico del CIS della Calabria.
La conferenza si inserisce nell’antico solco della discussione che ha per tema gli Angeli. Figure intermedie e di intercessione tra l’umano e il divino, tra il reale e lo spirituale, tra assenza e presenza, essi trovano per vari motivi una corrispondenza concettuale e operativa con l’immagine, intesa come confine e potentissimo “strumento” di rivelazione, di epifania e annunciazione.
Nell’occasione si tenterà più in particolare, tramite parole, suoni e immagini, di indagare su alcune ipotesi relative alla natura e alla collocazione delle loro dimore. Ovviamente, lo sguardo sarà quello secolarizzato – e tuttavia stupefatto, restituito con alcune “particolarità” – di una riflessione sulla potenza e sui limiti della figurazione e dell’immagine.
Silloge di innumerevoli voli,
spaventati da mille contatti precari .
Un tumulto di strane emozioni,
tra lacrime e versi,
amori e delusioni.
Cammino lungo i deserti dei dispiaceri,
con lampi qua e la’ di sorrisi e gioie,
annaspando in quel mare mosso
da un fuoco vivo che arde di vita…
un vulcano delle viscere di questa terra ammalata
di egoismo e solitudine.
Ma appare di rado quel sole caldo,lucente,
che m’irradia di sogni e desideri nascosti.
Come un torrente in piena ,la mia vita scorre e rincorre
sentimenti nobili che nel tempo ricordano chi sono.
Io….semplicemente a modo mio.
Con gli occhi lucidi e un sussulto nel cuore,
la mente viaggia verso oasi di pace…
corse nell’infinito senso dei perché,
gli stessi perché del giorno prima e di tutti quelli che verranno,
l’amore non gioca, non si traveste, non punge,
non da schiaffi…. non tradisce, non mente, non persuade.
Se fosse un colore sarebbe quello della felicità…
Se fosse un odore sarebbe quello della rosa più bella…..
Cos’è l’amore?
È una stretta del cuore…l’anima nuda che accarezza un dolore,
un viaggio tra i piaceri che porta sole e tepore.
L’amore è il rispetto che lega ogni uomo……
Da li nasce tutto il resto.
SCRIVERE E’ UN ATTO D’AMORE.
E’ UN INCONTRO D’AMORE
TRA IL SEDUCENTE INCHIOSTRO
E L’AMMALIATO BIANCO D’UN FOGLIO DI CARTA.
MA A COSA SERVE SCRIVERE
SE NON AD IMMORTALARE UN GESTO,
UN MOMENTO,UN RICORDO NEL TEMPO!
IMPRESSIONI,SENSAZIONI,AMORI E DELUSIONI
DI UNA VITA CHE SI RICORDA NEGLI SCRITTI DI UN UOMO.
SCRIVENDO SI AMA…….
SCRIVENDO SI ODIA……
SCRIVENDO SI RESTA NELLA STORIA.
In fondo ogni giorno,quanto tempo perdi a chiederti come sei veramente…
sei fragile,sei speciale…
sei ironico,sei unico…
sei dolce,sei un miracolo…
sei forse come l’aria…pura ,fresca e trasparente.
sei come il sole….grande,caldo e luminoso.
sei come un pianoforte…..che ha vita solo quando qualcuno sfiora le sue sue corde.
sei tante cose…..e’ proprio questa la tua bellezza di essere vivente.
Oggi puoi essere leggero come una piuma….come una foglia che lenta,
cade , si adagia tra le braccia del vento…..e si lascia cullare,
affinche’ non si schianti a terra……ma lievemente accarezzi il suolo.
Sei la meraviglia del mondo…come quando un bimbo sgrana i suoi occhi grandi…
Sei il sogno che prende forma ogni qual volta vivi la vita.
RESTI DI UN PASTO AVANZATO…
ORMAI CONSUMATO.
BRICIOLE…
RICORDI DI UN TEMPO NON ANCORA PASSATO.
RACCOGLI E POI TI PENTI…
DECIDI.
LE LASCI LI,
SU QUEL TAVOLO GIA’ APPARECCHIATO…
FORSE ASPETTI UN RITORNO
PER GUSTARE QUEL CIBO CHE TANTO TEMPO HAI DESIDERATO.
BRICIOLE…E TI SAZI.
E mi abbagli ,raccogli e proteggi nella solitudine….
ti accosti e ti desti ad ogni similitudine.
Il vento spinge tra i capelli il profumo d’incenso…..silenzio.
E poi ricordi…..tanti ricordi racchiusi in un raggio di flebile nostalgia.
Stento a credere all’alba che povera dei suoi mille colori
annaspa tra cielo e terra come un gabbiano in una pozza di mare.
SE son felice e’ per te….luce di una vita che brilla da se’.
Oggi non trema piu’ la foglia che dal ramo oscilla,
e’ forte del suo legame,
e’ ben salda alla sua radice.
Solo la luce la bacia donandole colore
e regalandone la meraviglia che io chiamo vita.
“Se lo specchio dei pensieri riflettesse cio’ che eri desidererebbe fermare il tempo e rivivere gli errori dettati del cuore……perche’ in essi vive il ricordo del piu’ forte battito”
In occasione della XIII Settimana Nazionale della Cultura che si terrà dal 9 al 17 aprile 2011 il Gruppo Archeologico del Cirotano propone una mostra fotografica sul tema dell’acqua nel cirotano dal titolo “I luoghi dell’acqua”.
Tutti noi riconosciamo l’importanza dell’acqua nella nostra vita quotidiana, nonostante a volte ci lasciamo ingannare dall’ovvietà della sua disponibilità. L’importanza di tale elemento naturale era in passato maggiormente percepita, tanto che esso è presente in gran parte delle antiche cosmogonie quale fontedi vita. È il caso ad esempio della dottrina cosmogonica greca, in cui l’acqua viene individuata come l’elemento primigenio dell’universo. Ma non solo.
L’acqua è simbolo di fertilità, di purezza, elemento salvifico e curativo, ma al tempo stesso è anche elemento dirovina e perdizione.
Da questa ricchezza di simbologie ed allegorie probabilmente si è formato un mondo fantasioso abitatodi esseri divini, miti, mitologie e luoghi sacri che di volta in volta personificano gli aspetti specifici diquesto elemento e la sua centralità nella vita dell’uomo.
Per gli antichi Egizi vi erano ad esempio Sobek (dio coccodrillo del Fayum connesso alle acque ed alla fertilità), Hapi (divinità rappresentante lo spirito el’essenza dinamica del fiume Nilo), per i greci il più antico dio dell’acqua è Oceano (figlio di Gea e di Urano)anche se il meglio noto resta Poseidone (figlio di Crono e fratello di Zeus e Ade) con il corrispettivo Nettuno nella mitologia romana, tutte divinità cui erano dedicati templi, luoghi di culto e città. Un posto minorenell’Olimpo delle divinità romane era occupato anche da Fons, dio protettore delle fonti e delle sorgenti,figlio di Giano e della Ninfa Giuturna.
fontana del principe
La sua festa, detta Fontinalia, era quella delle acque sorgive e sicelebrava il 13 ottobre, giorno in cui si gettavano fiori nelle sorgenti e si inghirlandavano i pozzi.
La mostra intende raffigurare, attraverso l’ausilio fotografico e adeguati pannelli esplicativi, la valenzadell’acqua partendo dal mito antico per arrivare fino ai tempi a noi più vicini.
I “luoghi” antichi in cui si rispecchia il culto dell’acqua nel nostro territorio non sono in verità molti, e ciò tuttavia non è da imputare tanto alla reale assenza del culto dell’acqua quanto piuttosto alla nostra scarsaconoscenza di un territorio che probabilmente ha ancora molto da dirci.
Tanto è vero che, fortuitamente, negli Anni ’90, venne alla luce al Bivio dell’Alice, il tempietto di Demetra:nella mitologia greca dea del grano e dell’agricoltura, artefice del ciclo delle stagioni, della vita e dellamorte, dunque strettamente legata alla fertilità e al culto dell’acqua in quanto fonte di vita. E non è uncaso che la località in cui è stato rinvenuto tale luogo di culto sia noto da secoli per la presenza della Fonte dell’Alice o della Lice (G. F. Pugliese, Descrizione ed istorica narrazione dell’Origine e Vicende Politico-Economiche di Cirò in provincia di Calabria Ultra, Napoli Stamperia del Fibreno 1849, Vol. I, pag. 42).
La corrispondenza del luogo e della presenza dell’acqua induce facilmente a pensare ad una continuità delculto dell’acqua in questa zona; motivo per il quale si è ritenuto di mettere l’uno di fronte all’altro, all’iniziodel percorso espositivo, i pannelli che illustrano queste due tematiche: il culto dell’acqua e il tempio di Demetra e la Sorgente dell’Alice.
Ad un solo “luogo antico”, fa eco invece la testimonianza di più “luoghi moderni”, ai quali sono dedicati tutti gli altri pannelli.
Nei luoghi moderni l’acqua perde la sua sacralità rituale per assumere invece una più spiccata valenza sociale.
Le fontane ricordano uno spazio sociale oggi sparito. Le funzioni delle fontane erano:
– portare l’acqua da bere alla popolazione;
– portare l’acqua negli abbeveratoi per gli animali;
– portare l’acqua per il bucato.
Le fontane rustiche non hanno grande decorazione, sono funzionali, servono a preservare la purezzadell’acqua per gli abitanti e portarla il più vicino alle case.
Probabilmente il più antico tipo di fontana è quello sistemato sul posto dove sgorga una sorgente:all’entrata di un paese (come la fontana dell’Alice). Un muro è costruito attorno alla sorgente, sul fondoalcune lastre di pietra permettono di mantenere un’acqua pulita, senza terra. L’acqua è condotta daun coppo, oppure da un tubo o da canalizzazioni. Nella vasca possono bere gli animali, e il troppopienodell’abbeveratoio serve come lavatoio.
Le fontane possono avere anche funzione decorativa di abbellimento e indicare uno “status”: è il caso della Fontana più nota del nostro territorio, la Fontana del Principe, ciò che resta di un sistema idrico chesi riforniva dalla Fonte dell’Alice e che adornava il parco dell’attuale Castello Sabatini. A tale Fontana saràdedicato l’intero pannello sulla parete di sinistra della sala, di fronte alla quale saranno esposte le foto dialtre strutture sorgive legate all’area del Castello.
fonte mandorleto
I restanti due luoghi espositivi accoglieranno le foto di pozzi, sorgenti ed un acquedotto sparsi nel territorio dell’attuale Cirò Marina, la maggior parte dei quali sono da attribuirsi alla presenza dei casini di campagna delle famiglie che da Cirò iniziarono a stanziarsi nella “marina” fin dalla fine del ‘700 e poi, con maggiorefrequenza, nel corso dell’ ‘800.
Il tutto sarà corredato da una foto area del territorio, posta nella zona centrale della sala, in cui saranno localizzati topograficamente i luoghi illustrati in modo tale da renderne più immediata la comprensione e la collocazione.
Nei giorni 15-16-17 aprile 2011, sempre nell’ambito delle attività per la Settimana della Cultura, ilNucleo Subacqueo dei Gruppi Archeologici d’Italia , avvalendosi della struttura del Gruppo Archeologico Subacqueo “Le Castella”, effettuerà una serie d’immersioni, attività previste e autorizzate dalla competenteSoprintendenza, tendenti a documentare lo stato attuale di conservazione del relitto della Regia Torpediniera Lince, ma anche e soprattutto tese a verificare tutta una serie di segnalazioni di siti d’interessesommersi, in particolare nella zona antistante Madonna di Mare.
All’evento collaboreranno i ragazzi e gli educatori della Comunità C.A.S.T. (Centro Attività sulle Tossicodependenze) di Cirò Marina. L’Associzione C.A.S.T. è impegnata da circa quindici anni inun’importante attività di prevenzione e di recupero sui fenomeni dell’emarginazione e della devianza; ospita ragazzi da tutta Italia, è ente ausiliario della Regione Calabria ed aderisce alla Federazione Italiana delle Comunità Terapeutiche.