Questo post é stato letto 240 volte!
Una vasta inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria ha svelato un presunto sistema in cui tre società sportive dilettantistiche sono state usate come lavatrici per riciclare denaro illecito. Le indagini, focalizzate sui clan di Archi, hanno portato alla luce la presunta gestione occulta di queste associazioni da parte di un individuo considerato promotore e organizzatore di un noto clan locale. Questo scenario evidenzia una preoccupante infiltrazione criminale nel tessuto sportivo e sociale della città.
Il meccanismo delle false sponsorizzazioni
Il modus operandi individuato dagli inquirenti prevedeva false sponsorizzazioni e l’utilizzo di crediti fittizi per la realizzazione di impianti sportivi. Le casse delle società sportive dilettantistiche lavatrici sarebbero state impiegate per reimpiegare somme consistenti in compravendite immobiliari. Questo sistema permetteva di “ripulire” denaro di provenienza illecita, rendendolo difficilmente tracciabile e reinserendolo nell’economia legale.
Le società sequestrate e i prestanome
Secondo quanto accertato dall’indagine, l’individuo avrebbe gestito in modo occulto le associazioni sportive “Aster 014”, “Aster Future” e “Italica XXI”. Formalmente, queste società erano amministrate da presunti prestanome, figure di facciata che avrebbero consentito le operazioni illecite. In seguito a queste scoperte, il giudice per le indagini preliminari, su richiesta della Procura antimafia, ha disposto il sequestro delle tre società. Questa azione rappresenta un passo significativo nella lotta contro le infiltrazioni criminali nell’ambito sportivo.
Questo post é stato letto 240 volte!

