Reggio Calabria: il Pizzo resta il core business delle ‘ndrine

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Reggio Calabria: il pizzo resta il core business delle ‘ndrine

A Reggio Calabria il pizzo resta il core business delle ‘ndrine, nonostante l’aumento degli affari legati alla droga e un controllo del territorio sempre attivo.

Questa realtà emerge chiaramente dalle recenti inchieste giudiziarie, che hanno portato all’arresto di decine di persone.

Le estorsioni rappresentano ancora una fonte primaria di guadagno per le cosche locali.

Le inchieste sul racket a Reggio Calabria

Le operazioni denominate “Epicentro” ed “Epicentro 2” hanno svelato un sistema consolidato di racket.

Infatti, le indagini hanno evidenziato come imprenditori, costruttori e commercianti siano costretti a pagare il pizzo.

Questo scenario è stato denunciato dai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia, che spesso si trovano ad affrontare un muro di silenzio.

La gestione unitaria delle estorsioni

Le ordinanze di custodia cautelare hanno rivelato una gestione unitaria delle estorsioni nel centro storico.

Un direttorio di ‘ndrangheta, composto dalle famiglie De Stefano, Tegano, Condello e Libri, opera in sinergia.

Essi seguono criteri di ripartizione comuni per dividere i proventi illeciti.

Questa collaborazione tra le cosche rafforza il loro controllo sul territorio e la loro capacità estorsiva.

Queste operazioni hanno portato all’arresto di 73 persone e ai domiciliari per altre sei, confermando la pervasività del fenomeno.

La lotta al racket e alle organizzazioni criminali rimane una priorità per le forze dell’ordine e la magistratura.

Un recente intervento a Lazzaro ha visto un bene confiscato trasformarsi in presidio di legalità, un segnale importante per la comunità.

Allo stesso modo, le attività di prevenzione e sensibilizzazione sono fondamentali per contrastare la mentalità omertosa e incoraggiare le denunce.

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Author: FrancescoP