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Reggio Calabria.
Il processo “Atto quarto”, che vede coinvolta la cosca Libri, approda nuovamente in Corte d’Appello.
Questa inchiesta si concentra sulle moderne gerarchie della ‘ndrina, nota per la sua influenza nella frazione collinare di Cannavò, con interessi significativi anche nell’area sud di Reggio Calabria e in alcune zone del centro storico.
Le condanne di primo grado e il ricorso in appello
In primo grado, il processo con rito abbreviato si era concluso con condanne severe.
Il Gup aveva inflitto pene molto pesanti ai presunti capi della cosca, coloro che avrebbero ereditato la guida del clan dopo la scomparsa degli storici esponenti e l’arresto dei reggenti.
Le condanne hanno raggiunto picchi di circa vent’anni di reclusione, un verdetto che ha interessato venti imputati.
La decisione di ricorrere in appello è stata presa per riesaminare le sentenze emesse.
Il ruolo della cosca Libri nel territorio
La cosca Libri è da tempo al centro dell’attenzione delle forze dell’ordine per la sua presunta attività di associazione mafiosa e pizzo.
Le indagini hanno evidenziato la capacità del gruppo di estendere la propria influenza ben oltre il quartiere di origine, toccando vari settori dell’economia locale.
Questo nuovo capitolo giudiziario mira a fare ulteriore chiarezza sulle dinamiche e le responsabilità all’interno della ‘ndrina.
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