Come scrivere un CV per lavorare all’estero

Come scrivere un CV per lavorare all’estero

Stai cercando uno stage o una nuova posizione lavorativa all’estero, ma non sai come scrivere il tuo curriculum? Non preoccuparti: in questo articolo cercheremo di rispondere ad ogni tuo dubbio.

Per poter trovare lavoro all’estero dovrai senz’altro scrivere il tuo curriculum, magari un curriculum vitae europeo, per poterlo inviare. Trattasi d’altronde di un documento di fondamentale importanza: senza un CV non potrai in nessun modo proporti per un’azienda all’estero, essendo una sorta di “carta d’identità” della tua esperienza lavorativa, un qualcosa che dovrai personalizzare secondo le tue esperienze personali.

I CV e le domande di lavoro sono purtroppo diversi nei diversi Paesi in cui potresti pensare di inviare una candidatura. Ecco perché è di fondamentale importanza che tu conosca le regole di scrittura del CV e le pratiche per le domande di lavoro del tuo paese di destinazione, in modo da non inviare un documento incompleto e non apprezzato. Ecco alcuni consigli per scrivere un CV ottimo per lavorare all’estero.

Il primo passo: scrivi il CV nella lingua del Paese in cui stai per inviarlo

La maggior parte delle aziende all’estero pubblica annunci di tirocinio/lavoro in inglese. E’ sempre preferibile di conseguenza avere un CV fruibile in diverse lingue. Alcune tra le più famose e diffuse sono senza dubbio il francese, l’inglese e lo spagnolo, ma non sono escluse anche altre lingue presenti in altri Paesi: il cinese ad esempio sta prendendo sempre più quota nel mondo del lavoro.

Partiamo dal presupposto che l’inglese mette d’accordo un po’ tutti: certo, potresti valutare di scriverlo in inglese e spedirlo all’azienda in questione anche se si trova in Francia o in Spagna, ma è sempre meglio scrivere un curriculum nella lingua ufficiale di quel Paese.

Attenzione, però: questa è una pratica suggerita soltanto se conosci quella lingua. In caso contrario, e cioè se dovessi scrivere ad esempio un curriculum in francese senza conoscere quella lingua (ma soltanto sfruttando traduttori online), potresti far credere erroneamente al recruiter di conoscere bene il francese, infondendo una falsa skill. Se non conosci la lingua di destinazione, meglio tenere l’inglese.

A proposito di lingua: esponi le tue conoscenze linguistiche

La persona che leggerà il tuo CV dovrà senz’altro sapere quali lingue parli, e i rispettivi livelli di conoscenza. Ad esempio, potresti avere un B2 in inglese o un C1 in francese: livelli molto alti, che indicano che sei senza dubbio pronto per un’esperienza all’estero. Specifica di conseguenza eventuali test che hai già sostenuto: alcuni esempi? Il TOEFL, un test famoso per l’inglese. Fai sempre riferimento al Quadro Europeo di Riferimento per poter specificare con precisione il tuo livello di conoscenza di una lingua.

Sapere quali lingue parli è fondamentale, sia per capire se potrai collaborare con gli altri dipendenti madrelingua in modo proficuo, sia ad esempio per sapere come potrai interfacciarti con clienti dall’estero. Conoscere altre lingue oltre alla propria, al giorno d’oggi, è fondamentale nel mondo del lavoro e questo vale anche all’estero, qualsiasi sia il Paese considerato.

Elenca le esperienze, ma anche i tuoi interessi personali, nel modo adeguato

Ti stai proponendo per un lavoro all’estero, sia esso una posizione lavorativa classica oppure uno stage? Se hai già avuto esperienza all’estero, non dimenticare assolutamente di inserirlo nel CV! Potrebbe trattarsi di qualsiasi attività lavorativa, anche un semplice volontariato di qualche settimana. In qualsiasi caso, inseriscilo nel curriculum. E non dimenticare di inserire esperienze all’estero durante gli studi: un Erasmus, o una conferenza seguita durante un dottorato, sono referenze importantissime.

Anche le esperienze personali all’estero potrebbero rientrare in queste sezioni. Pensiamo ad esempio alla partecipazione ad associazioni, o ancora al volontariato, oppure viaggi guidati per passione personale o altro: si tratta di piccole esperienze cui di certo non dovrai dedicare pagine intere, ma almeno una piccola menzione. Potrebbe infatti cadere l’occhio del recruiter su queste cose e potrebbe attirare l’attenzione.

E ricorda che, nel tuo CV, dovrai sempre e comunque mettere in mostra la tua vera personalità, dovrai essere te stesso, anche in termini di passioni. Descrivile, parla di quali sono alcuni dei tuoi hobby e passioni personali. Lo sport per esempio potrebbe giocare un ruolo fondamentale: far parte di una squadra di calcio significa potenzialmente avere abilità di collaborazione con altri compagni di team, dunque perché non sfruttare queste cose?

E la fotografia nel CV?

Uno degli enigmi più difficili da risolvere per tanti candidati è: devo inserire la mia foto nel CV all’estero? La risposta è la seguente: dipende da dove lo stai mandando. In alcuni Paesi europei non è mai richiesta, o comunque non è qualcosa di imprescindibile, ma in molti altri è sempre richiesta; in Asia ad esempio è una pratica comune e apprezzata da molti recruiter. Nei Paesi anglosassoni non si inserisce spesso. In sostanza, ti consigliamo di indagare un po’ in riferimento al Paese in cui stai mandando il CV e agisci di conseguenza.

Francesco Iriti

Storico Direttore di www.ntacalabria.it, ed ideatore insieme a Nino Pansera della testata ntacalabria.it, é giornalista pubblicista dal 2008. Laureato in Scienze della comunicazione, ha di recente pubblicato il libro " E' un mondo difficile". Ecco il link per acquistarlo http://amzn.to/2lohl4U. Lavora come Digital Marketing Manager in Irlanda.