Crotone: il Consiglio di Stato annulla le nomine dei vertici di Procura e Tribunale

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Annullate le nomine dei vertici di Procura e Tribunale a Crotone

Con due distinte sentenze, il Consiglio di Stato ha annullato le nomine dei vertici di Procura e Tribunale a Crotone.

Questa decisione azzera le posizioni di rilievo all’interno degli uffici giudiziari crotonesi.

I giudici amministrativi hanno infatti revocato la delibera del Csm, risalente a dicembre 2024, con cui era stato nominato il magistrato Domenico Guarascio alla guida della Procura della Repubblica.

Parallelamente, è stata annullata anche la delibera, del febbraio 2025, che aveva designato Maria Luisa Mingrone come presidente del Tribunale.

Il ricorso contro la nomina del procuratore

Il ricorso contro la nomina di Guarascio, che vanta un’esperienza decennale alla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, è stato presentato da Antonio Bruno Tridico, un magistrato con maggiore anzianità di servizio e attualmente sostituto procuratore a Cosenza.

Tridico ha sostenuto che il Csm non avrebbe adeguatamente valutato la complessità delle sue esperienze professionali, maturate in diversi settori della giurisdizione, incluse attività in materia civile, esecutiva, di sorveglianza e misure di prevenzione.

Inizialmente, il Tar del Lazio aveva respinto il suo ricorso, ma il Consiglio di Stato ha ora accolto l’appello.

Secondo i massimi giudici amministrativi, il criterio previsto dalla normativa interna del Csm impone una valutazione complessiva delle esperienze professionali, evitando che un singolo segmento della carriera, per quanto prestigioso, diventi l’unico fattore determinante nella scelta.

Di conseguenza, il Csm è ora obbligato a procedere a una nuova comparazione tra i due candidati.

La decisione sulla presidenza del Tribunale

La nomina di Maria Luisa Mingrone a presidente del Tribunale di Crotone è stata contestata da Massimo Forciniti, ex presidente di sezione dello stesso Tribunale.

Forciniti ha argomentato che Mingrone non fosse legittimata a partecipare al bando, in quanto la legge prevede il principio di temporaneità degli incarichi direttivi, che possono essere rinnovati “per un’ulteriore sola volta”.

Anche in questo caso, il Tar Lazio aveva precedentemente rigettato il ricorso, ritenendo che Mingrone non avesse completato interamente gli otto anni previsti per gli incarichi di vertice, avendo lasciato Crotone prima della scadenza.

Tuttavia, il Consiglio di Stato ha ribaltato tale tesi, accogliendo l’appello di Forciniti.

I giudici hanno stabilito che il divieto di riassegnazione scatta automaticamente dopo il provvedimento di conferma “per una sola volta”, indipendentemente dalla durata effettiva del secondo mandato.

Si ricorda che la questione della sicurezza e legalità è sempre al centro dell’attenzione in Calabria, come dimostrano anche altre vicende recenti.

Ad esempio, il tema del controllo del territorio e delle attività illecite è stato spesso affrontato, come nel caso del bunker sotterraneo camera di fuga scoperto ad Ardore, nella Locride.

Similmente, in altre province, le forze dell’ordine sono costantemente impegnate in operazioni di controllo, come i controlli straordinari polizia zona sud a Reggio Calabria.

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Author: Claudia