Il caciocavallo silano tra i prodotti dop e igp in crescita

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Il caciocavallo silano continua a conquistare popolarità e si afferma tra i prodotti dop e igp in crescita a livello nazionale. Questo formaggio, simbolo della tradizione gastronomica della Sila, ha registrato un notevole incremento nell’interesse online, distinguendosi in un panorama dove molte eccellenze italiane mostrano un calo. Infatti, in un decennio, l’attenzione del pubblico verso il caciocavallo silano è cresciuta del 31%.

L’analisi sull’interesse online dei prodotti a denominazione protetta

Uno studio condotto da Affidabile.org ha esaminato 99 prodotti italiani a denominazione protetta, selezionati per la loro storicità e diffusione nelle venti regioni. L’indagine ha confrontato le visite mensili alle pagine Wikipedia dedicate a questi prodotti tra il 2016 e il 2025. Questo indicatore non misura le vendite o i consumi effettivi, ma piuttosto la curiosità e la notorietà che tali prodotti riescono a generare tra il pubblico. Il caciocavallo silano ha mostrato un risultato significativo, passando da una media di 542 visite mensili nel 2016 a 711 nel 2025. Questo aumento del 31% gli ha permesso di raggiungere il decimo posto nella classifica nazionale e rappresenta il miglior risultato tra i prodotti calabresi inclusi nell’analisi.

Un confronto con le tendenze nazionali

Il dato del caciocavallo silano acquisisce maggiore rilevanza se confrontato con la tendenza generale. Tra i 99 prodotti analizzati, ben 62 hanno registrato una diminuzione dell’interesse online, indicando che quasi due eccellenze certificate su tre hanno perso terreno nel corso del decennio. Casi emblematici includono la Mortadella Bologna e la Bresaola della Valtellina, entrambe con un calo dell’80%, e lo Speck Alto Adige, che ha arretrato del 79%.

Il caciocavallo silano si inserisce in una classifica dominata dai formaggi. Al primo posto si trova il Gorgonzola, con una crescita eccezionale del 1.531%. Seguono il Pecorino Romano, con un aumento del 92%, e il Fiore Sardo, cresciuto del 64%. Altri prodotti che precedono il caciocavallo nella top ten sono il Farro della Garfagnana, il Canino, il Montasio, il Fagiolo di Sarconi, il Fungo di Borgotaro e la Focaccia di Recco.

Il caciocavallo silano e le eccellenze Calabresi

Il caciocavallo silano, con la sua caratteristica forma a fiasco e la tradizionale stagionatura “a cavallo”, è un formaggio a pasta filata strettamente legato alla cultura pastorale del Mezzogiorno. Sebbene la denominazione di origine protetta non sia limitata alla sola Calabria, includendo anche territori di Basilicata, Campania, Molise e Puglia, è l’altopiano calabrese ad avergli conferito il nome e a custodirne il legame storico. Tuttavia, il quadro regionale presenta anche delle sfide. Mentre il caciocavallo silano guadagna notorietà, altri prodotti calabresi certificati faticano a emergere nelle ricerche online. L’olio Bruzio, per esempio, ha registrato appena 55 visite medie mensili nel 2025, rientrando tra i prodotti meno cercati a livello nazionale. Questa difficoltà coinvolge una parte significativa delle produzioni tradizionali calabresi, con 12 dei 16 oli Dop italiani con meno di cento visite mensili. Anche la Pancetta di Calabria ha mostrato un interesse limitato, con sole 65 visite mensili medie nel 2025. In un contesto dove la certificazione Dop o Igp non basta più a garantire notorietà, il caciocavallo silano dimostra di saper mantenere e persino ampliare il proprio spazio nell’immaginario gastronomico.

Sebbene l’interesse digitale non si traduca direttamente in consumi, esso indica quali nomi della tradizione continuano a suscitare curiosità e quali rischiano di essere dimenticati. In questa dinamica digitale del gusto italiano, il caciocavallo silano non solo resiste, ma cresce, portando la Calabria nella top ten nazionale.

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Author: domenico