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Quattro artisti italiani hanno unito le proprie opere al mare per lanciare un appello a tutela dello Stretto di Messina, un ecosistema marino straordinario e fragile, che rischia di essere compromesso dal progetto del ponte sullo stretto.
Greenpeace Italia, attraverso la campagna “aggiungiamo bellezza al mare”, ha immerso queste opere sui fondali dello Stretto, unendo arte, cultura e protezione ambientale per questo luogo unico al mondo per biodiversità e valore scientifico.
Lo Stretto di Messina: un ecosistema unico a rischio
Un patrimonio naturale da tutelare
Lo Stretto di Messina è un patrimonio naturale inestimabile, riconosciuto per i suoi habitat marini che ospitano specie rare, alcune delle quali presenti solo in questa area.
Tuttavia, come evidenziato dal briefing scientifico “Mare Unicum” di Greenpeace Italia, lo Stretto soffre di una grave carenza di tutele, ulteriormente aggravata dalla minaccia della costruzione del Ponte sullo Stretto, che potrebbe distruggere interi ecosistemi.
Arte contro il cemento: un futuro di cura ambientale
Il progetto “aggiungiamo bellezza al mare” intende ribaltare l’idea che un ecosistema così prezioso possa essere sacrificato per un’opera infrastrutturale.
Attraverso un gesto simbolico ma concreto, Greenpeace e gli artisti coinvolti propongono per lo Stretto un futuro basato sulla cura, la tutela ambientale e la valorizzazione del suo patrimonio naturale e culturale, opponendosi a una “colata di cemento”.
Gli artisti e le loro opere per lo Stretto
Voci d’arte a difesa del mare
Diversi artisti hanno contribuito a questa iniziativa.
La scrittrice Rosella Postorino ha donato il racconto autobiografico “Certe donne nate sullo stretto”, ambientato a Scilla.
La poetessa L’aura (pseudonimo di Laura Fusco) ha offerto una poesia dalla sua raccolta “Terra di sola andata”.
Tra le opere immerse vi è anche un’acciuga in marmo bianco di Carrara, creata da Massimo Catalani.
Completa il progetto l’opera di Francesco De Grandi, una tavoletta di legno con la scritta “Preferisco restare isola”, parte del progetto ditosinistro.
Sensibilizzazione e partecipazione per la tutela Marina
“Aggiungiamo bellezza al mare” mira a creare nuove forme di relazione con l’ambiente, generando attenzione e partecipazione attiva alla tutela del mare.
Le opere d’arte diventano così non solo espressioni creative, ma anche tracce simboliche immerse in un ecosistema che necessita protezione.
Le minacce e l’appello di greenpeace
Impatti del cantiere e crisi climatica
Alessandro Giannì, Responsabile Relazioni Istituzionali e Scientifiche di Greenpeace Italia, ha sottolineato come il cantiere dell’opera possa compromettere habitat preziosi, fondali delicati e rotte migratorie fondamentali per molte specie marine.
Questo si aggiunge a un ecosistema già sotto pressione a causa dell’urbanizzazione eccessiva delle coste, della gestione dei rifiuti e degli effetti della crisi climatica, come l’aumento delle temperature marine.
Durante le immersioni, il progetto ha documentato i cambiamenti che stanno interessando il Mediterraneo, incluse le alterazioni della biodiversità marina e l’impatto climatico sullo Stretto.
Un futuro sostenibile per la Calabria
Giannì ha concluso ribadendo l’impegno di Greenpeace per aggiungere bellezza a un mare che deve essere protetto.
Ha criticato l’allocazione di miliardi di euro di fondi pubblici per un progetto anacronistico, mentre lo Stretto e le sue coste sono afflitti da inquinamento, eccessiva urbanizzazione e sono vulnerabili a cicloni, alluvioni e dissesto idrogeologico.
Per approfondire le iniziative per un ambiente più sano, si può consultare la notizia sulle vele legambiente calabria.
Inoltre, le problematiche legate ai fondi pubblici e alle infrastrutture sono spesso al centro del dibattito, come si evince dalla discussione sul ponte sullo stretto e le priorità infrastrutturali.
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