Ponte Stretto, tensioni tra governo e Anac: serve nuova gara

ponte sullo stretto

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 Il Ponte Stretto torna al centro dello scontro istituzionale. Durante le audizioni in Commissione Ambiente del Senato, emerge una divergenza netta tra l’Autorità Anticorruzione e il governo sulla strada da seguire. L’Anac chiede una nuova gara pubblica, mentre la società concessionaria rassicura sul cronoprogramma dei lavori.

L’Anac frena: serve una nuova gara pubblica

Il presidente dell’Anac Giuseppe Busia ha sollevato obiezioni sostanziali al decreto legge in esame. “Il tema principale della nuova gara non è risolto dal decreto”, ha affermato Busia durante l’audizione.

Il nodo centrale riguarda il cambio dello schema finanziario del progetto. Inizialmente, il settore privato doveva finanziare il 60% dell’opera. Oggi, il progetto prevede un finanziamento integralmente pubblico. Questo cambiamento, secondo la normativa europea sui contratti pubblici, richiede una nuova gara pubblica.

“La soluzione è una nuova gara pubblica, un nuovo contratto a vantaggio di un progetto che potrebbe essere più avanzato e moderno” ma anche per evitare contenziosi e rispettare la normativa europea, ha spiegato Busia.

Il problema dei costi in aumento

La cifra posta a base di gara originaria era circa 4 miliardi di euro. Nel frattempo, i costi sono saliti a 8 miliardi, e oggi si parla di oltre 13,5 miliardi. Secondo la direttiva europea, una nuova gara è necessaria quando la spesa supera del 50% quella iniziale.

Busia ha sottolineato il rischio di superare ulteriormente i limiti fissati dall’Unione Europea, poiché il progetto esecutivo non è ancora completo. Un aspetto critico che complica la situazione normativa.

Sicurezza e criminalità organizzata: i controlli rafforzati

L’Anac ha anche evidenziato il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata nella costruzione del Ponte sullo Stretto. “La costruzione del Ponte sullo Stretto attirerà appetiti della criminalità organizzata”, ha sottolineato Busia.

Per questo motivo, Busia ha chiesto controlli rafforzati e precisi, oltre a vincoli severi all’utilizzo del subappalto. Una misura essenziale per garantire la trasparenza dell’opera.

Versace in Senato: dignità infrastrutturale per Reggio

Il sindaco metropolitano facente funzioni di Reggio Calabria, Carmelo Versace, ha portato le istanze del territorio. Ha sottolineato che il Ponte non può essere un corpo isolato dal contesto territoriale. Serve un vero “Patto per lo Stretto”.

Versace ha chiesto garantie tariffarie blindate per i residenti, monitoraggio ambientale permanente, e soprattutto investimenti nelle infrastrutture locali: la Bovalino-Bagnara, la Strada Statale 106, e il completamento del Bivio Bolano con l’Alta velocità a Reggio.

Ciucci rassicura: lavori entro fine 2026

L’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha mantenuto un tono ottimista. Ha confermato che l’iter approvativo potrebbe concludersi entro l’estate 2026, permettendo l’avvio della fase realizzativa nell’ultimo trimestre dell’anno.

Ciucci ha inoltre escluso il rischio di procedura d’infrazione europea, sostenendo che non sussistono problemi normativi.

Lo scontro tra istituzioni sulle soluzioni

Il contrasto tra l’Anac e la società concessionaria rappresenta un momento critico. Da un lato, l’Autorità Anticorruzione rivendica rigore normativo e trasparenza. Dall’altro, il governo e la società privata cercano accelerazione e certezza cronologica.

La decisione finale rimane nelle mani del Senato e della Commissione Ambiente, con l’ombra della Commissione Europea che vigila sul rispetto delle normative comunitarie.

 

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Author: Claudia