Nando Brusco in concerto al CSOA Cartella

Nando Brusco in concerto al CSOA Cartella

“Durante gli incontri assembleari tenutisi all’interno delle giornate di festa organizzate per la ricorrenza della Liberazione e i 14 anni di occupazione del c.s.o.a. Cartella, si è avuto modo di ragionare e confrontarsi sul restringimento vertiginoso degli spazi di agibilità democratica”.
Si tratta delle nota stampa diffusa dal CSOA Cartella di Reggio Calabria.
“Amministratori e ceto politico fanno un gran parlare di “partecipazione”, ma le decisioni continuano a essere prese con le solite modalità e per i soliti noti, e noi, le nostre vite e i nostri bisogni, continuiamo ad essere considerati inermi agnelli da sacrificare in nome del profitto e per garantire il potere a chi fa del il nostro territorio una merce da svendere”.

“Sabato 7 maggio dalle ore 18.00 al c.s.o.a. Angelina Cartella ci rivedremo per continuare questa discussione già avviata, e invitiamo tutti coloro che vogliono parlare di pratiche di questo tipo a partecipare.
Seguirà una cena sociale e lo spettacolo “Tamburo è Voce – Battiti di un Cantastorie” di Nando Brusco”.

“I ricordi di storie ascoltate da bambino, unitamente agli studi ed all’esperienza maturata come Cantastorie, si sono incontrati nel cerchio magico del tamburo, che a sua volta diventa voce. Il tamburo come ventre materno, forza generante in grado di interpretare il ritmo e raccontare le leggende ed i fatti storici del Mediterraneo. Nando Brusco è un Cantastorie moderno, a cui piace continuare a raccontare le storie del nostro passato, molte delle quali si tramandano ormai solo oralmente tra i pochi testimoni di una cultura antica, quella delle regioni del Sud Italia, ed in particolare della Calabria. Dopo un percorso di ricerca artistica ed esistenziale che lo ha portato da una parte a concludere gli studi storico-antropologici e dall’altra a immergersi sempre di più nell’ambito della musica popolare, Nando Brusco si è fatto interprete di questa cultura orale, recuperando “i cunti”, le storie ascoltate da bambino e raccontate da sua nonna. Al racconto si miscela il suono dello strumento che più di tutti è in grado di evocare e far rivivere gli scenari narrati: il tamburo”.

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